Ottavi di finale: 🇸🇪🇨🇭Svezia-Svizzera 1-0

Forsberg esulta dopo il suo gol

Ibra, chi?

Prosegue il sogno della Svezia, che entra tra le prime otto del mondo: contro la Svizzera decide Forsberg nella ripresa. Gialloblù mai così avanti da Usa ’94

di GIOVANNI DEL BIANCO

Continua a sognare la Svezia di Andersson, che trova posto tra le prime otto nazionali del mondo. Un risultato pazzesco per una squadra che partiva a fari spenti e che può già raccontare di aver estromesso Olanda e Italia nella campagna di avvicinamento alla Russia e di aver vinto il girone della Germania. Un premio meritato per una compagine che esalta la forza del gruppo e che ha avuto la forza di dire no ad Ibrahimović, che si era autocandidato ad un posto tra i 23, dopo aver boicottato le qualificazioni. Le ironie di Ibra, che prima del torneo aveva detto con tono sarcastico che «senza di me la Svezia è più forte» sono state rispedite al mittente.

Contro la Svizzera, in un ottavo di finale tra due outsider, decide una rete di Forsberg nella ripresa. Ora i gialloblù, che non si spingevano così avanti da Usa ’94, quando raggiunsero la semifinale, attendono l’esito di Inghilterra-Colombia per conoscere il nome del prossimo avversario.

Gara bloccata a San Pietroburgo: nel primo tempo le occasioni degne di nota sono un tiro di Berg deviato da Sommer in angolo, un tiro di Xhaja che ha colpito il microfono dietro la porta, una conclusione alta di Džemaili e soprattutto, una finalizzazione di Ekdal, che da posizione ultrafavorevole ha calciato alto (forse avrebbe fatto meglio a colpire di testa anziché di piede).

Nella ripresa, la Svezia ha trovato il vantaggio (a proposito, otto degli ultimi nove centri svedesi ai Mondiali sono giunti nelle seconde frazioni) con una conclusione deviata: tiro debole e centrale di Forsberg e deviazione decisiva del difensore Akanji, che ha lasciato senza scampo il pur vigile Sommer.

Incassato il gol, la Svizzera – che si presentava all’incontro con le pesanti assenze di Schär e Lichtesteiner, entrambi squalificati – ha cercato il pari, sfiorandolo con Embolo e soprattutto con un colpo di testa di Seferović, neutralizzato da Olsen.

La Svezia, una volta in vantaggio, ha chiuso la saracinesca, cosa che le riesce parecchio bene: nelle ultime quattordici partite giocate, ben nove sono state portate al fischio finale con il “clean sheet”.

Ultimo sussulto della gara, il rosso sventolato a Lang, che ha sgambettato Olsson al limite dell’area: Skomina aveva inizialmente concesso il rigore, ma dopo il controllo al Var il tiro dagli undici metri è stato convertito in punizione, mentre è stata mantenuta l’espulsione del difensore. Svezia in tripudio, Svizzera ancora una volta rimandata agli ottavi: gli elvetici non hanno mai vinto una partita ad eliminazione diretta in un Mondiale.

IL TABELLINO

Ottavi di finale
San Pietroburgo (stadio San Pietroburgo), 3 luglio 2018, ore 16
🇸🇪 SVEZIA 1
🇨🇭 SVIZZERA 0
21′ st Forsberg.
SVEZIA (4-4-2): Olsen; Lustig (36′ st Krafth), Lindelöf, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Svensson, Ekdal, Forsberg (36′ st Olsson); Berg (46′ st Thelin), Toivonen. Ct: Andersson.
SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer; Lang, Djorou, Akanji, Rodríguez; Behrami, Xhaka; Shaqiri, Džemaili (28′ st Seferović), Zuber (28′ st Embolo); Drmić. Ct: Petković.
ARBITRO: Skomina (Slovenia).
NOTE: espulso al 49′ st Lang per fallo da ultimo uomo; ammoniti Lustig, Behrami e Xhaka; recupero: 1’ pt, 6’ st.
DIVISE: Svezia in maglia gialla, pantaloncini blu e calzettoni gialli; Svizzera in maglia rossa, pantaloncini bianchi e calzettoni rossi.

I PIÙ E I MENO

+ Forsberg: il numero 10 della Svezia dà il la alle principali incursioni offensive dei suoi. In un’azione d’attacco deve dribblare pure l’arbitro Skomina. Sul gol che decide la partita è fortunato.
+ Sommer: il miglior uomo della selezione elvetica è il portiere, che salva un paio di conclusioni pericolose, in particolare quella di Berg nel primo tempo.

– Ekdal: sotto porta fallisce un paio di occasioni che sarebbero potute costare care.
– Drmić: partita incolore per il centravanti del Borussia Mönchengladbach, che non riesce mai a rendersi pericoloso.
– Lang: fa rimpiangere Lichtsteiner, assente per squalifica. Dietro così così, davanti spinge poco. E alla fine si fa cacciare per lo sgambetto ad Olsson.

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