Ottavi di finale: 🇪🇸🇷🇺 Spagna-Russia 1-1, 3-4 dcr

Akinfeev, grande protagonista ai rigori

Rigor mortis

Continuano le eliminazioni eccellenti: la Spagna sbattuta fuori dal Mondiale ai calci di rigore dalla Russia padrona di casa, mai così avanti dopo la disgregazione dell’Urss. Decisivo il portiere Akinfeev

di GIOVANNI DEL BIANCO

Dopo Germania, Argentina e Portogallo, il Mondiale perde per strada un’altra grande candidata alla vittoria finale: la Spagna, battuta ai calci di rigore dalla Russia padrona di casa.

Dopo 120’ chiusi sull’1-1 – con gli spagnoli che hanno mantenuto il pallone senza riuscire a sfondare, se non su un’autorete di Ignaševič dopo un quarto d’ora di gioco – la serie finale dei rigori ha premiato i russi, infallibili dagli undici metri, a differenza delle Furie Rosse che si sono viste respingere due conclusioni, quelle di Koke e di Iago Aspas, da un Akinfeev eroe di giornata.

Lo stesso Akinfeev, mai considerato un mostro tra i pali, si prende per sé questa giornata indimenticabile, in cui con i suoi guantoni ha rispedito a casa la temibile formazione di Hierro, che esce di scena da imbattuta, ma con un solo successo ottenuto, contro l’Iran.

La Spagna esce senza aver mai provato a cambiare qualcosa dal suo copione: il dato del possesso palla parla di uno schiacciante 74%-26%. Un altro dato pazzesco è quello dei passaggi: l’undici di Hierro ne ha totalizzati 1029 – prima nazionale a sfondare il tetto dei mille passaggi da quando questi vengono contati )i russi ne hanno completati 202.

Ma queste statistiche non fanno altro che dimostrare come tenere il possesso della sfera non serva a nulla, se non si riesce mai ad ottenere uno spunto o un’accelerazione. La Russia, compatta è rimasta dietro e col suo 5-3-2 ha limitato al minimo le folate iberiche, riuscendo ad ottenere il raggiungimento dei rigori.

Sotto con l’autorete di Ignaševič (punizione calciata da destra da Asensio e tocco decisivo del difensore nel tentativo di anticipare Sergio Ramos), la squadra di Čerčesov non ha mai accelerato il ritmo e ha mantenuto pazienza e sangue freddo. I frutti vengono raccolti in chiusura di tempo, quando uno scellerato tocco di mano di Piqué viene sanzionato col rigore da Kuipers. Dal dischetto, Dzjuba trova il terzo centro del suo Mondiale.

Chi si attendeva un assalto della Spagna nella ripresa, è rimasto deluso. La Spagna ha attaccato sì, ma senza mai impensierire Akinfeev fino alla conclusione di Iniesta all’85’. Troppo poco. E la trama non è cambiata neppure ai supplementari, che ricorderemo per la quarta sostituzione effettuata dalle due compagini (prima volta al Mondiale) e per lo sterile possesso di Isco e compagni. La mezz’ora aggiuntiva scorre via senza problemi per la Russia. Sembra sempre una partita attacco contro difesa, ma è quest’ultima a prevalere. Il Lužniki, col passare dei minuti, si accorge che una storica qualificazione non è più così irraggiungibile.

Si arriva dunque a calciare dagli undici metri, dove sbagliano Koke e Iago Aspas. La Russia è in delirio (dopo la disgregazione dell’Urss non aveva mai raggiunto gli ottavi, figuriamoci i quarti) e celebra l’eroe di giornata, Akinfeev, che ha parato due rigori nello stadio in cui parò a lungo il leggendario Lev Jašin. E se non vogliamo scomodare i mostri sacri come il portiere della Dinamo, possiamo dire che Akinfeev avrà reso orgoglioso il suo tecnico Čerčesov, anche lui un ex estremo difensore.

La Spagna torna a casa con una sensazione amara. Il tabellone, infatti, aveva già illuso i tifosi, convinti di arrivare fino in fondo. Non sarà così. E rimane anche il dubbio su ciò che sarebbe potuto essere questo torneo senza l’esonero del Ct Lopetegui all’immediata vigilia (e non tanto perché il precedente tecnico aveva guidato la Roja venti volte, senza perdere neanche un match, quanto per un discorso di programmazione e unità d’intenti coi giocatori).

La partita moscovita ci regala una certezza: una finalista proverrà tra Russia, Croazia, Danimarca, Svezia, Svizzera, Colombia e Inghilterra. Di questo gruppo solo l’Inghilterra ha già un Mondiale in bacheca; solo inglesi e svedesi hanno già raggiunto la finale. Insomma, attendiamoci altre sorprese.

IL TABELLINO

Ottavi di finale
Mosca (stadio Lužniki), 1 luglio 2018, ore 16
🇪🇸󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 SPAGNA 1
🇷🇺 RUSSIA 1
3-4 dopo i calci di rigore
12′ pt aut. Ignaševič, 41′ pt rig. Dzjuba.
Sequenza rigori: Iniesta: rete, Smolov: rete, Piqué: rete, Ignaševič: rete, Koke: parato, Golovin: rete, Sergio Ramos: rete, Čeryšev: rete, Iago Aspas: parato.
SPAGNA (4-2-3-1):
De Gea; Nacho (25′ st Carvajal), Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Koke, Busquets; Silva (22′ st Iniesta), Isco, Asensio (14′ pts Rodrigo); Diego Costa (35′ st Iago Aspas). Ct: Hierro.
RUSSIA (5-3-2): Akinfeev; Mario Fernandes, Kutepov, Ignaševič, Kudrjašov, Žirkov (1′ st Granat); Samedov (16′ st Čeryšev), Zobnin, Kuzjaev (7′ pts Erochin); Dzjuba (20′ st Smolov), Golovin. Ct: Čerčesov.
ARBITRO: Kuipers (Paesi Bassi).
NOTE: ammoniti Piqué, Kutepov e Zobnin; recupero: 2’ pt, 4’ st, 1′ pts, 1′ sts.
DIVISE: Spagna in maglia rossa, pantaloncini blu e calzettoni neri; Russia in maglia bianca, pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi.

I PIÙ E I MENO

+ Akinfeev: che bello quando il destino, o chi per lui, ti concede una seconda possibilità. Quattro anni fa i suoi errori costarono l’eliminazione ai gironi alla Russia di Capello. Oggi spedisce la sua nazionale oltre ogni più rosea previsione. Para due rigori nella serie finale e dice di no ad Iniesta in una conclusione da fuori.
+ Kutepov: non fa complimenti quando c’è da spazzare e chiude ogni attacco dalle sue parti.
+ Mario Fernandes: il terzino, che aveva saltato l’ultima gara del girone, riprende la sua posizione sulla destra ed è autore di una maiuscola prova, soprattutto dietro.
+ Isco: peccato che il Mondiale debba perdere questo protagonista, anche oggi tra i migliori in campo. Ogni manovra passa per lui. Nel giorno in cui Iniesta si congeda dai Mondiali, gli prende definitivamente la pesante eredità.
+ Sergio Ramos: dietro non lascia spazi ai russi, quando si spinge in avanti, di fatto trova il gol, anche se nel tabellino compare l’autorete di Ignasevich. Reclama un rigore, ma l’arbitro e il Var glielo negano.

– Piqué: quel tocco di mano a fine primo tempo permette alla Russia di ritrovare la parità, in un momento in cui la Spagna pareva in pieno controllo.
– Diego Costa: partita incolore, ma non solo per colpa sua, visto che i compagni erano in modalità-passaggini, uno stile di gioco con cui uno come lui non ha nulla a che fare.
– Čeryšev: il peggiore dei suoi. Tagliato a sorpresa dall’undici titolare, quando entra non riesce a dare nulla in più.

L’IMMAGINE CHE RICORDEREMO
Minuto numero 97. Il russo Erochin sostituisce Kuzjaev. Per la prima volta si consuma la quarta sostituzione in un Mondiale. Da quest’anno, infatti, è possibile effettuare il quarto cambio, quando le squadre vanno ai supplementari. Anche la Spagna ne usufruirà in seguito, con Rodrigo per Asensio.

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