Portogallo-Italia e una nottata che non passa più


Dopo il pari con la Polonia, arriva il ko in Portogallo. Il Ct Mancini ruota gli uomini, ma la sua Italia continua a deludere

di GIOVANNI DEL BIANCO

Continuano i disastri della nostra nazionale, senza sbocchi, senza idee e ora a rischio retrocessione. Se speravamo che questo nuovo torneo chiamato Nations League servisse a darci un po’ di linfa dopo il Mondiale non disputato, la realtà si sta manifestando nuda e cruda: Italia-Svezia dello scorso autunno non era solo un clamoroso inciampo di un percorso fattosi tortuoso, ma il resoconto di quello che siamo attualmente. La nostra nazionale – infarcita di calciatori che giocano in squadre medio-piccole o riserve di quelle più quotate – non riesce più a vincere una partita (un solo successo nelle ultime nove partite), non produce niente in attacco (i gol fatti, in ogni gara, oscillano tra zero e uno) e non sembra in grado di giocarsela in uno dei gironi considerati più abbordabili dell’intera Lega A. E pensare che Mancini aveva dichiarato a luglio che «solo il Brasile è superiore a noi». Come no.

È un’Italia che continua ad illudersi grazie alla passata grandezza, ma ogni volta c’è il brusco risveglio. La Svezia? Non ha Ibrahimović! La Nations League? Abbiamo evitato le grandi! Il Portogallo? Non avrà Cristiano Ronaldo! Intanto si va sempre più indietro.
Il Mancio sta cercando varie soluzioni, ruota gli uomini (col Portogallo ne ha girati nove rispetto alla sfida coi polacchi), prova a far crescere i giovani. Speriamo che abbia ragione, perché di fatto abbiamo saltato una generazione, quella degli Immobile, degli Insigne, dei Balotelli, giocatori a cui la maglia dell’Italia evidentemente pesa troppo. Ma d’altro canto in nazionale c’è poco tempo per aspettare, perché ogni partita è una sentenza. Attendendo chi forse neppure esiste, rischi nel frattempo di non qualificarti per i tuoi obiettivi. Rinunciare a Bonucci e Chiellini nella partita in trasferta contro i campioni d’Europa è stato un suicidio: dietro tra mischie e autotraverse si è ballato troppo. Così come resta misteriosa la scelta di affidarsi a giocatori che in campionato hanno pochi minuti disputati (Gagliardini o Zaza). Per evitare l’onta della retrocessione, servirà far risultato in Polonia alla ripresa delle ostilità. La strada è lunga e la nottata non passa.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco