Polonia-Italia, funziona l’operazione “Piedi buoni”

Una rete a tempo scaduto di Biraghi regala la prima gioia in Nations League. Un’Italia finalmente convincente centra la salvezza e condanna alla Serie B proprio la Polonia

di GIOVANNI DEL BIANCO

La migliore Italia dell’ultimo biennio supera la Polonia a domicilio, si salva dalla retrocessione in Serie B della Nations League – condannando al suo posto proprio i polacchi – e dà appuntamento al Portogallo a novembre per giocarsi il primato nel girone (con lo 0-0 i lusitani avrebbero avuto la matematica certezza della final four). Il gol a tempo scaduto di Biraghi – con commovente dedica ad Astori – su sponda vincente del neoentrato Lasagna – al debutto in nazionale tra tanti mugugni di chi gli preferiva Immobile – fa ritrovare il sorriso ad un’Italia che da troppo tempo non era più in grado di scaldare i cuori dei suoi tifosi.

A Chorzów è andata in scena una versione finalmente convincente degli azzurri: le due traverse colpite nel primo tempo (una nei primi secondi di gioco con un tiro da fuori di Jorginho, una in seguito con un tocco in scivolata di Insigne), una mira non sempre impeccabile (si veda il colpo di testa di Bernardeschi nemmeno nello specchio della porta, da posizione favorevole) e le parate di Szczęsny avevano mantenuto fino alla coda dell’incontro lo 0-0 di partenza, premiando oltre modo i ragazzi di Brzęczek. Il pari stava stretto all’undici di Mancini, che ha dominato l’incontro su molti aspetti, dalle occasioni al possesso palla, concedendo comunque qualche pericolosa ripartenza agli avversari, che in un paio di cirocostanze sono andati vicini al bersaglio.

Rispetto alle uscite del mese scorso, si sono fatti grandi passi in avanti: il tridente “leggero” Bernardeschi-Insigne-Chiesa si è dato da fare parecchio e non si è mai pestato i piedi, come temeva qualcuno alla vigilia. E il gioco si è sviluppato palla a terra, rapido e godibile, anche grazie alla presenza del doppio playmaker (Verratti e Jorginho) nei tre di centrocampo, dove è spiccato il piglio da veterano di Barella. L’assenza di un centravanti puro, però, si è notata e forse non è un caso che il match si sia sbloccato proprio con l’ingresso di Lasagna e con un calcio d’angolo per una volta non battuto corto – come da copione per tutta la partita – ma con una classica parabola nel cuore dell’area di rigore.

C’era bisogno di un risultato come questo per far ripartire una nuova storia attorno alla nazionale. Certo, servono altre prove e l’augurio è che non si tratti solo di un lampo. La Polonia (fischiata dal suo pubblico) era uscita malamente dal Mondiale e ancora è senza vittorie in Nations League: non era dunque un avversario imbattibile, nonostante le presenze di alcuni campioni, come Lewandowski, Milik e Szczęsny e nonostante il “lusso” di essersi tenuta in panchina il capocannoniere della Serie A Piątek. Ma batterla in casa sua non era affatto scontato: ecco perché questa vittoria è anche un segnale. Per chi veniva da un solo striminzito successo nelle ultime dieci uscite (per altro contro l’Arabia Saudita in amichevole), simboleggia una speranza. Che ci siano tracce di vita tra le macerie del calcio italiano?

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco