Le dieci maglie più belle di Russia 2018

Ecco quali sono, secondo La Rivista Sportiva, le dieci maglie più belle del Mondiale 2018. Richiami al passato, divise semplici ma iconiche, eleganti. Siete d’accordo con le nostre scelte?

 

10. GERMANIA

Bella l’idea di riprendere il modello di Italia ’90, anche se “rovesciato”. Nel vittorioso Mondiale italiano, infatti, l’elettrocardiogramma era orientato dall’altra parte. In questo modo si sono inseriti meglio il logo Adidas e lo stemma federale. Peccato la scala di grigi: l’effetto bandiera sarebbe stato più accattivante.


9. CROAZIA (MAGLIA DA TRASFERTA)

Gli scacchi della Croazia si sono allargati rispetto al solito. Scelta non troppo convincente nella prima maglia, ma di sicuro pregevole nella seconda, con gli scacchi blu e neri che danno vita ad un modello decisamente elegante. La formazione di Dalić, poi, lo ha sfoggiato diverse volte nel corso del torneo, avendo affrontato, da squadra in trasferta, parecchie squadre rosse.


8. DANIMARCA

Il binomio Danimarca-Hummel è di quelli storici e lo apprezziamo sia perché è una ditta del luogo a vestire la propria nazionale sia perché, senza inutili effetti speciali, si è scelta la via della semplicità.


7. ISLANDA

La “nostra” Erreà è l’unico marchio italiano ammirato in Russia. Bel lavoro svolto con la debuttante nazionale islandese, che si era presentata già agli scorsi Europei di Francia vestita dall’azienda parmense. Maglia blu, con maniche pixelate di rosso e bianco: tutti i colori della bandiera islandese sono stati utilizzati in questo template.


6. SVEZIA

I nostri “giustizieri” hanno una maglia sempre affascinante, che crea negli spalti uno spettacolare muro giallo. A differenza di quanto fatto con altre nazionali, l’Adidas non ha rielaborato con la Svezia un vecchio prodotto, magari rivisitandolo in chiave moderna, ma ha scelto un template già ammirato come i club durante la stagione, con le strisce che non corrono lungo le spalle, ma nei fianchi.


5. COLOMBIA

Per la nazionale colombiana, l’Adidas ha recuperato un modello già utilizzato al Mondiale del 1990. E curiosamente la corsa della nazionale di Pekerman si è conclusa agli ottavi, proprio come quella di Valderrama e soci nell’edizione italiana. Anche qua, come in altre maglie che hanno attinto dal passato, la differenza è data dalla trama rigata degli inserti.


4. BELGIO

Anche il Belgio si è presentato in Russia con una maglia dall’effetto déjà vu. La casacca dei Diavoli Rossi riprende il modello degli Europei del 1984: anche allora c’erano quei rombi sul davanti, ma all’epoca erano inseriti all’interno di una fascia orizzontale bianca. Bene ha fatto l’Adidas a non riproporla: così, liberi, quei rombi sono più intriganti.


3. INGHILTERRA

La Nike, negli anni, ci ha abituati a lavori poco rispettosi della storia dei club rappresentati (vedi l’Inter tutta in nero o il Barcellona a righe orizzontali), ma con le nazionali, per fortuna, predilige una linea classica. E con l’Inghilterra, che ha una maglia iconica, è sempre bene non stravolgere la tradizione. I ragazzi di Southgate si sono presentati al torneo con una tenuta elegantissima: maglia bianca e striscetta rossa nel colletto. Bellissima. E finalmente sono tornati anche i pantalocini blu.


2. URUGUAY

Maglia semplice, con il classico celeste e uno scollo nero, per l’Uruguay, che al Mondiale ha sfoggiato il modello che la Puma aveva pensato anche per l’Italia (ovviamente con un’altra tonalità d’azzurro e con il blu al posto del nero nel colletto). Al centro, è presente il Sol de Mayo della bandiera uruguagia. Maglia deliziosa.


1. PERÙ

Dopo un’attesa di trentasei anni, si è rivista finalmente la leggendaria maglia del Perù in un Campionato del Mondo. La britannica Umbro ha vestito gli Inca con una casacca spettacolare nella sua semplicità. La banda diagonale rossa ha i bordi dorati e un piccolo dettaglio d’oro lo troviamo anche lungo le maniche.