Lamberto Gherpelli
CHE RAZZA DI CALCIO

Lamberto Gherpelli
Che razza di calcio (2018)
Edizioni GruppoAbele, 240 pagine, 15 euro

(gdb) Alcuni tifosi del Treviso abbandonarono gli spalti al momento dell’ingresso in campo del nigeriano Omolade. A Messina, l’ivoriano Zoro fece interruppere la partita perché non ne poteva più degli ululati che gli piovevano addosso. L’olandese Ferrier, nero, fu accolto a Verona con un manichino impiccato. E poi antisemitismo, discriminazioni territoriali, insulti omofobi. Il mondo del calcio non si fa mancare nulla. In questo bellissimo libro, Lamberto Gherpelli (che in passato ha scritto per Guerin Sportivo e Resto del Carlino) analizza i casi di razzismo capitati nel pianeta pallonaro, non solo in Italia. Anche all’estero, infatti non sono mancati casi anche gravi, come le noccioline lanciate ad Eto’o (che poi rispose con la famosa danza della scimmia) o i buu all’inglese Fashanu. Vergogne quotidiane di chi si vanta della propria inciviltà. Se poi oltre ai tifosi ci si mettono i presidenti federali (Tavecchio) o gli allenatori (Aragonés, Fascetti, Sarri sono alcuni dei casi presi in considerazione in queste pagine), ecco che il panorama si fa ancora più sconfortante.
Il libro prende poi in considerazione anche le tappe più significative del rapporto calcio/stranieri, fino ad arrivare alle nazionali multietniche di oggi, come Francia o Germania.
In Italia i passaggi chiave coincidono con la chiusura delle frontiere negli anni Sessanta e la riapertura nel 1980 e i primo azzurri di colore (Oshadogan in Under 21 e Liverani nella nazionale maggiore). E poi la legge Bosman, che nel 1996 rivoluzionò in modo netto, il modo di intendere il calcio, togliendo la norma dei tre stanieri per squadra.
Prefazione a cura dell’Associazione Italiana Calciatori.