La caduta del Deportivo La Coruña

A vent’anni dalla vittoria in Liga, il Deportivo La Coruña scende in terza serie. Una stagione strana: una vittoria nelle prime venti gare, l’improvvisa risalita, lo stop per il Covid e la nuova crisi di risultati. E l’anno prossimo il derby sarà contro il Celta Vigo B

di GIOVANNI DEL BIANCO

Vent’anni dopo la vittoria della Liga, il Deportivo La Coruña retrocede in terza serie. Per carità il declino è cominciato da un decennio: lo squadrone dei primi anni Duemila era da tempo un ricordo sbiadito e il Dépor ha vissuto più volte l’onta della retrocessione dalla Primera División alla Segunda (2011, 2013 e 2018). Ma un crollo simile era difficile da pronosticare, anche perché appena un anno fa i biancoblù perdevano la finale dei play-off, buttandosi via contro il Maiorca: 2-0 all’andata, 0-3 al ritorno nelle Baleari. Dalla A alla C, il passo è breve. Persa la possibilità di tornare subito al piano di sopra, la stagione 2019-20 sarebbe dovuto essere quella del riscatto. Invece si è conclusa con una nuova retrocessione, che porterà la squadra a giocarsi il derby contro il Celta Vigo B.

È stata una stagione estremamente complicata e vissuta sulle montagne russe. La vittoria alla prima giornata contro l’Oviedo è stata fuorviante ed è rimasta isolata a lungo: delle diciannove gare seguenti il Dépor non ne ne ha vinte nemmeno una. Un disastro da dieci sconfitte e nove pareggi. Peggior attacco e peggiore difesa.

Poi, l’improvviso exploit con il cambio di guida tecnica: fuori Luis César Sampedro, dentro Fernando Vázquez. Il Deportivo si è rialzato tra la fine di dicembre e i primi di febbraio inanellando una serie di risultati che pareva archiviare la crisi: sette vittorie consecutive (nella prima di queste c’era ancora il vecchio allenatore). Un ruolino da prima della classe. La squadra è risalita fino alla quattordicesima posizione (su 22) e il peggio sembrava alle spalle.

Dopo l’inatteso filotto sono arrivati solo due punti nelle successive quattro gare, ma le sconfitte in trasferta contro Saragozza e Almería (due squadre destinate ad approdare ai play-off) potevano anche starci. Eravamo al 7 marzo e qua accadde l’imprevedibile: la pandemia di Coronavirus. Campionato sospeso e tre mesi di stop.

Il pallone è tornato a rotolare a giugno e la ripresa del campionato pareva confermare quanto di buono si era visto prima della sospensione. I quattro pareggi e le tre vittorie nelle prime sette uscite dopo il lockdown sembravano mettere al riparo da brutti scherzi. Ma una nuova crisi di risultati ha di nuovo fatto precipitare le cose: tre sconfitte consecutive e squadra di nuovo nella zona rossa.

All’ultimo turno della Segunda División era in programma la sfida contro il Fuenlabrada: incrocio delicato tanto per il discorso salvezza dei galiziani quanto per le chance di promozione (o meglio di prendersi l’ultimo posto play-off) dei madrileni.

La situazione prima degli ultimi 90’, in coda, era la seguente: Lugo e Albacete 49 punti, Deportivo 48, Numancia 47 (più Extremadura e Racing Santander già retrocesse). Da stabilire, dunque, le ultime due retrocessioni.

Eccoci alla storia recente, dunque. A poche ore dal via, al Riazor si accende un giallo: Deportivo-Fuenlabrada non si gioca. Sette giocatori ospiti risultano positivi al Covid e la federazione spagnola blocca immediatamente la partita, mantenendo inalterato il resto della giornata.

L’ultima giornata prosegue senza il match del Riazor e figurarsi se in un’annata così maledetta non ci si mettevano di mezzo i beffardi risultati provenienti dagli altri campi. Il Deportivo scende negli inferi senza neppure giocare la sua gara, venendo condannato dai risultati altrui: i corregionali del Lugo battono il Mirandes 2-1 segnando il gol-vittoria a sei minuti dalla fine; l’Albacete vince in casa del Cadice con un rigore al 90’ (risultato che tra l’altro toglie la vittoria del campionato al Cadice – leader per tutta la stagione – superato in vetta alla classifica dall’Huesca). Anche il Numancia vince la sua gara, mandando il Dépor al terzultimo posto, ma ormai non cambia nulla: un eventuale successo nel recupero contro il Fuenlabrada ridarebbe il quartultimo posto, ma non la salvezza. Sulla squadra che un tempo fu di Bebeto, Rivaldo, Makaay e Djalminha cala un triste sipario.

Il presidente Fernando Vidal, inferocito per la gestione della federazione, in particolare per non aver rinviato anche le altre partite, non ha accettato il verdetto: “Un errore gravissimo; le ultime due giornate devono giocarsi in contemporanea. Si dovrà ripetere l’intera giornata, non c’è altra soluzione”.
Non sappiamo se il ricorso verrà davvero inoltrato e che chance abbia di essere accolto. Ma allo stato delle cose la verità è solo una: il Dépor giocherà la Segunda División B per la prima volta dal 1981.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

 

DEPORTIVO LA CORUÑA
Città: A Coruña (Spagna)
Fondazione: 1905
Stadio: Riazor (32.660 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 1 campionato, 2 Coppe di Spagna, 3 Supercoppe; trofei internazionali:
Colori sociali: bianco e blu