Il punto sulla 2ª giornata. Juve, Napoli e Spal formano il terzetto di testa


La Juve si conferma solida, il Napoli realizza un’altra rimonta, le milanesi si buttano via. E poi la goleada della Fiorentina e la Spal seduta al tavolo delle grandi: ecco cosa ci ha offerto la seconda giornata di Serie A

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il secondo giro del campionato ha evidenziato di nuovo caratteristiche e fattori già intravisti alla prima giornata: una Juventus quadrata, un’Inter ancora in affanno, un Napoli capace di fronteggiare le difficoltà e di rimontare lo svantaggio, questa volta addirittura di due reti.

Il Napoli non è più quello di Sarri, non è ancora quello di Ancelotti. Intanto, la casella dei punti vede un bel “sei”, uscito da due partite tutt’altro che abbordabili contro Lazio e Milan. Contro il Diavolo la squadra partenopea è partita male, ha preso due sberle (quelle di Bonaventura e Calabria), ma poi ha riacceso la luce giusto in tempo per conquistare una rimonta memorabile, quella che Ancelotti si è goduto «senza pagare il biglietto». L’uomo della rimonta è stato l’indemoniato Piotr Zieliński, autore di due reti, una di destro e una di sinistro. A completare il tutto ci ha pensato Mertens. Male due ex napoletani, uno de iure e uno de facto, Donnarumma e Higuaín: il primo è stato incerto in almeno due reti, il secondo, fischiato dal San Paolo, è rimasto a secco nella prima ufficiale con la nuova casacca.

La Juventus – al netto di Cristiano Ronaldo, ancora non al top, nonostante un assist di tacco, non troppo volontario – è invece sempre quella: carismatica, spietata, cinica. E lo è tanto col 4-4-2 utilizzato contro il Chievo, tanto quanto con il 4-3-3 adoperato sabato contro la Lazio, ancora a zero punti. D’altronde, non è questione di numeri, ma di uomini. Allegri può gestire una rosa infinita e permettersi di tenere in panchina Dybala e Douglas Costa, per citarne solo due (l’argentino non è proprio sceso in campo, il brasiliano è entrato a gara in corsa). Non è brillantissima, la Signora, ma vince sempre. E il tabellino “balcanico” di Juve-Lazio (maturato col primo gol stagionale di Pjanić e Mandžukić) sancisce un 2-0 che non ammette repliche.

Poi c’è l’Inter, già a rincorrere e persino fischiata: la miseria di un solo punto raccolto tra la trasferta con il Sassuolo e la gara interna con il Torino fa arrivare ai nerazzurri il primo allarme stagionale. La corsa è lunga, ma le premesse non sono buone se l’obiettivo è essere l’anti-Juve, anché perché i bianconeri hanno già dimostrato di non voler aspettare. Contro il Torino, Spalletti ha visto dilapidare un ottimo primo tempo e un confortante vantaggio di due gol. Poi qualcosa si è inceppato e i granata hanno pareggiato (Belotti e Meïté), provando pure a vincere nel finale. Serve al più presto il recupero di Nainggolan per ritrovare equilibrio in una squadra che al momento non ne ha. Come il Milan la sera prima, dunque, anche l’Inter spreca un 2-0 a proprio favore.

La Spal fa suo il secondo derby emiliano; dopo il Bologna, ha battuto il Parma: ancora un 1-0 (sempre al Dall’Ara tra l’altro), ancora un eurogol, questa volta timbrato da Antenucci. La testa della classifica assieme a Juve e Napoli, per quanto temporanea, è un bella soddisfazione per una società seria. Che, assieme all’Atalanta che gioca stasera, è l’unica a non avere ancora subito reti.

Oltre al Milan, debuttavano anche Fiorentina, Genoa e Sampdoria, ferme alla prima giornata per il tragico crollo del ponte di Genova. La Fiorentina, come ha sottolineato Pioli, viene da un’estate strana: è partita prima perché sperava nel preliminare di Europa League, ha esordito per ultima. I viola hanno travolto per 6-1 un pessimo Chievo (e viene da chiedersi se fosse lo stesso Chievo che a momenti bloccava la Juve alla prima giornata) e nel tabellino sono finiti proprio i giocatori che più hanno strizzato l’occhio, da Benassi, autore di una doppietta, a Chiesa, da Simeone (c’era suo padre sugli spalti) a Gerson. E poi il gran gol di Milenković, che aveva aperto la vendemmia. I veronesi, nelle ultime stagioni, hanno sempre costruito la salvezza con la difesa: quest’anno sono partiti con nove gol presi in due giornate.
Con gli spari di Piątek e il balletto di Kouamé, il Genoa ha trovato una nuova coppia d’attacco, che contro l’Empoli ha girato a meraviglia, chiudendo la pratica in diciotto minuti. Il polacco, in particolare, si sta facendo apprezzare: già in Coppa Italia aveva siglato un poker al Lecce. Tra le istantanee di Marassi, però, rientra soprattutto l’omaggio alle vittime del ponte Morandi, davvero da brividi.
La Samp, invece, è caduta ad Udine, confermando le sue antiche difficoltà in trasferta: Velázquez conquista la sua prima vittoria italiana, Giampaolo si tiene solo il finale dei suoi (primo tempo di nulla, specialmente con l’evanescente Ramírez, ripresa migliore dal momento dell’ingresso in campo di Saponara).

In parità, ma dal sapore opposto, Frosinone-Bologna e Cagliari-Sassuolo. Senza reti la prima, andata in scena nel deserto forzato dell’Olimpico di Torino; scintillante la seconda, con quattro gol e il pepe di un rigore al 99′ (!) segnato da Boateng, a sancire il 2-2 finale di una partita molto divertente.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 25 agosto, ore 18: Juventus-Lazio 2-0; ore 20.30: Napoli-Milan 3-2; domenica 26 agosto, ore 18: Spal-Parma 1-0 (giocata a Bologna); ore 20.30: Cagliari-Sassuolo 2-2, Fiorentina-Chievo 6-1, Frosinone-Bologna 0-0 (giocata allo stadio Olimpico di Torino a porte chiuse), Genoa-Empoli 2-1, Inter-Torino 2-2, Udinese-Sampdoria 1-0; lunedì 27 agosto: Roma-Atalanta 3-3.

La classifica:
Juventus, Napoli e Spal 6; Atalanta, Roma, Sassuolo e Udinese 4; Fiorentina*, Empoli e Genoa* 3; Inter, Parma, Torino, Bologna, Cagliari e Frosinone 1; Milan*, Sampdoria*, Lazio e Chievo 0.
*Fiorentina, Genoa, Milan e Sampdoria hanno una partita in meno.