Il punto sulla 7ª giornata. La Juve fa il vuoto

Sette su sette per la Signora, che vince il confronto diretto e crea il primo solco del campionato: il Napoli, che era passato in vantaggio con Mertens, subisce la rimonta con Mandžukić (doppietta) e Bonucci, scivolando a -6

di GIOVANNI DEL BIANCO

La Juve fa il vuoto e resta da sola: il più sei sul Napoli non mette la parola fine, perché siamo ancora all’inizio dei giochi, ma di certo rimanda a data da destinarsi i discorsi su eventuali agganci o sorpassi. Troppo marcata la differenza tra la Signora (sette vittorie su sette) e le altre. Se rimarrà focalizzata senza distrazioni sull’obiettivo (e la bolla-Marotta scoppiata a fine gara è già un test probante sulla concentrazione che dovranno tenere i calciatori nell’immediato futuro), Madama entrerà in porto anche quest’anno. La qualità della rosa, d’altronde, non prevede altra possibilità che lo scudetto. Sotto di un gol con il colpo calibrato dall’asse Callejón-Mertens, i bianconeri si sono riorganizzati a tempo-record rimettendosi subito in carreggiata con Mandžukić, impadronendosi via via del terreno di gioco, piazzando il sorpasso a inizio ripresa (ancora con il croato), guadagnando la superiorità numerica per via della sciocchezza di Mário Rui, tirando un sospiro di sollievo sull’opportunità mancata da Callejón e infine piazzando il 3-1 finale con Bonucci. Una vittoria che traccia il primo solco in classifica. Siamo a fine settembre, ma il campionato ha già scelto – era prevedibile – chi farà la parte della lepre.

Il Napoli, che subisce il secondo ko stagionale, si tiene il buon primo tempo e in generale il buon atteggiamento tenuto nell’arco della sfida, anche in dieci uomini. Ancelotti garantisce che il suo undici rimarrà in corsa fino alla fine: se lo augurano ovviamente i tifosi partenopei, ma anche quelli neutrali, speranzosi di assistere almeno a un duello e non a un noioso Gran Premio dominato dall’inizio alla fine da parte della monoposto partita in pole position.

In attesa della seconda tornata di Champions League, vincono ancora Inter e Roma. La squadra di Spalletti si è ormai registrata e continua a scalare posizioni. Contro il Cagliari il tecnico toscano ha optato per il turn-over, venendo ripagato dai suoi: da Lautaro Martínez, andato a segno, al duo di mediana composto da Borja Valero e Gagliardini, la squadra ha risposto bene, ottenendo i tre punti, messi in discussione dal gol di mano di Dessena, inizialmente accordato e poi tolto via Var. Archiviata la pratica, testa ad Eindhoven, dove non si potrà sbagliare. Urge dar seguito al successo ottenuto contro il Tottenham.

Voleva un derby “da uomini” Di Francesco, e – qualunque cosa voglia dire questa espressione – lo ha avuto: i suoi ragazzi, dopo aver travolto il Frosinone in settimana, fanno loro la stracittadina romana, sonnacchiosa fino all’eurogol di Pellegrini, il cui tacco rimarrà indelebile nella memoria dei tifosi. La Lazio aveva risposto con Immobile, ma la Lupa ha reagito portandosi di nuovo avanti con la parabola dipinta su punizione da Kolárov, secondo giocatore del derby della capitale ad aver segnato con entrambe le casacche, e Fazio, che con il gol del 3-1 si è fatto perdonare la gaffe sul momentaneo pari dei ragazzi di Simone Inzaghi, che non perdevano dalla seconda giornata. La Lazio, già dall’anno scorso, ha un preoccupante trend nei big match: non a caso le tre sconfitte sono giunte con Napoli, Juve e appunto Roma.

Su queste colonne non si parla molto degli arbitri, ma i disastri combinati a Bologna (rigore solare non concesso ai padroni di casa nel match contro l’Udinese, nonostante le immagini osservate da Manganiello) e a Firenze (simulazione di Chiesa su un contatto con Tolói, “premiata” con la massima punizione da Valeri, che non è neppure andato al monitor a rivedere), impongono una doverosa riflessione sull’utilizzo di questa tecnologia. Il designatore e responsabile della Can A, Nicola Rizzoli, domenica scorsa alla Domenica Sportiva aveva mostrato alcune delle immagini più discusse fino a quel momento: sarebbe utile assistere ad un’altra lezione in merito, perché francamente sembra incomprensibile quanto successo al Dall’Ara – dove comunque il Bologna ha vinto – e al Franchi – dove l’Atalanta ha invece pagato dazio, suscitando l’ira di Gasperini.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 29 settembre, ore 15: Roma-Lazio 3-1; ore 18: Juventus-Napoli 3-1; ore 20.30: Inter-Cagliari 2-0; domenica 30 settembre, ore 12.30: Bologna-Udinese 2-1; ore 15: Chievo-Torino 0-1, Fiorentina-Atalanta 2-0, Frosinone-Genoa 1-2; ore 18: Parma-Empoli 1-0; ore 20.30: Sassuolo-Milan 1-4; lunedì 1 ottobre, ore 20.30: Sampdoria-Spal 2-1.

La classifica:
Juventus 21; Napoli 15; Fiorentina, Inter e Sassuolo 13; Genoa* e Lazio 12; Sampdoria e Roma 11; Parma 10; Milan*, Torino e Spal 9; Udinese 8; Bologna 7; Atalanta e Cagliari 6; Empoli 5; Frosinone 1; Chievo** -1.
*Genoa e Milan hanno una partita in meno. **Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.