Il punto sulla 5ª giornata. Il Bologna apre la crisi della Roma

L’Inter termina alla grande la settimana delle vittorie in extremis. La Juve e il Napoli provano a scappar via. Per la Roma scatta la crisi. Ecco cosa ci ha detto il week-end di Serie A

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il colpaccio a tempo scaduto dell’Inter a Genova, il “ritorno” del Var, la crisi della Roma, la legge della Juventus che continua a correre filata, il colpo esterno del Napoli nel difficile campo del Torino. Queste sono i fatti più succosi della quinta di campionato, andata in archivio già di domenica, per fare spazio all’imminente turno infrasettimanale.

La testa della Serie A sta correndo ancora una volta sul binario Juve-Napoli, con Madama a punteggio pieno e i campani subito dietro, con lo scontro diretto di sabato prossimo che sarà il primo vero crocevia della stagione. La Juve continua a timbrare il proprio cartellino con una regolarità impressionante, nonostante la strenua difesa di un Frosinone che ha pure sognato lo 0-0 in una partita che ha visto i piemontesi attaccare dall’inizio alla fine (davvero Cuadrado ed Alex Sandro erano dei terzini e non delle ali?). La segnatura di Ronaldo (e poi quella di Bernardeschi, sempre più forte, nel finale) ha ripristinato le distanze con il team di Ancelotti, che qualche ora prima si era imposto con autorevolezza a casa di Mazzarri. Del nuovo Napoli, meno spettacolare ma più equilibrato, colpisce la trasformazione di Insigne, più spietato sotto porta. L’attaccante della nazionale è già a quattro gol, uno in meno del capocannoniere Piatek, ancora a segno e capace di inserirsi nella scia di Andrij Ševčenko (anche l’ucraino segnò 5 gol nelle prime 4 in A, correva l’anno 1999).

Bernardeschi, Insigne e – il giorno prima – Chiesa: a giudicare le indicazioni del campionato, c’è vita attorno a quella che sarà la nuova Italia di Mancini. Il talento viola ha dominato nella gara contro la Spal: bei segnali per chi vede in lui (e chi scrive è tra questi) la speranza del nostro calcio.

Questa giornata a metà tra estate e autunno ha visto anche umori contrastanti in casa Di Francesco, con il figlio Federico autore di un gol e due assist in Sassuolo-Empoli e il papà Eusebio finito sulla graticola, dopo l’ennesimo stop della Roma, cha ha resuscitato il Bologna di Pippo Inzaghi, alla prima gioia in campionato. L’esonero di Di Francesco sarebbe a mio giudizio prematuro, non tanto per la riconoscenza che gli si dovrebbe per la storica semifinale di Champions League raggiunta l’anno passato, quanto per le abilità del tecnico, uno che ha sempre ben lavorato coi giovani. E visto che il mercato della Roma ha puntato su molti di questi (da Kluivert a Cristante, passando per Zaniolo), oltre a quelli che già c’erano (Schick, Pellegrini, Ünder), sarebbe un peccato lasciare l’opera a metà. Oltre al fatto che non è colpa dell’allenatore se il mercato ha lasciato andare delle certezze (come Nainggolan e Alisson) per delle scommesse.

Non sorride nemmeno il Milan – già opaco in settimana contro il modesto Dudelange – beffato all’ultimo minuto dall’Atalanta: l’undici di Gattuso sta ancora lavorando per tornare grande, ma il passo non sembra ancora da raggiungimento di un posto in Champions League. Nota a margine: il Diavolo ha ancora una partita da recuperare.

L’Inter completa invece la settimana delle vittorie all’ultimo tuffo: dopo il successo col Tottenham, che ha ridato linfa a un club abbastanza giù di corda per i brutti risultati in campionato, ecco un’altra vittoria a tempo scaduto, in casa dell’incerottata Sampdoria di Marco Giampaolo. A Genova, è tornato a farsi vedere il Var, con i gol annullati a Nainggolan, Asamoah e poi a Defrel: alcuni si sono lamentati di questa intermittenza tecnologica, ma il problema, casomai, era prima, non ora che è stato usato. Il gol nel recupero del redivivo Brozovic (il migliore in campo per distacco contro gli Spurs) fa risalire posizioni in una classifica che cominciava a farsi antipatica. Non sarà l’anti-Juve, come si era detto in estate, ma l’Inter ha una squadra forte. L’anticipo contro la Fiorentina in programma martedì sera si profila estremamente interessante: da una parte, l’Inter che vuole rifarsi del terreno perduto, dall’altra la Fiorentina, attualmente terza forza del campionato (al pari del Sassuolo) e una delle squadre più vivaci della Serie A. Una Fiorentina che deve avere ambizioni europee.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
venerdì 21 settembre, ore 20.30: Sassuolo-Empoli 3-1; sabato 22 settembre, ore 15: Parma-Cagliari 2-0; ore 18: Fiorentina-Spal 3-0; ore 20.30: Sampdoria-Inter 0-1; domenica 23 settembre, ore 12.30: Torino-Napoli 1-3; ore 15: Bologna-Roma 2-0, Chievo-Udinese 0-2, Lazio-Genoa 4-1; ore 18: Milan-Atalanta 2-2; ore 20.30: Frosinone-Juventus 0-2.
Recupero 1a giornata: mercoledì 19 settembre, ore 19: Sampdoria-Fiorentina 1-1.

La classifica:
Juventus 15; Napoli 12; Fiorentina e Sassuolo 10; Lazio e Spal 9; Udinese 8; Sampdoria, Inter e Parma 7; Genoa* 6; Atalanta, Milan*, Roma, Torino e Cagliari 5; Empoli e Bologna 4; Frosinone 1; Chievo** -1.
*Genoa e Milan hanno una partita in meno. **Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.