Il punto sulla 38ª giornata. Nerazzurri da Champions

Atalanta e Inter centrano l’obiettivo europeo e fanno festa. Fiorentina e Genoa salve, Empoli retrocesso in B. Il campionato dà gli ultimi verdetti al termine di una giornata emozionante. De Rossi e Ranieri salutano la Roma. Quagliarella cannoniere

di GIOVANNI DEL BIANCO

La sconfitta a Napoli sette giorni fa, il rigore fallito da Icardi, l’infortunio di Perišic, il pari di Traoré. Tutti gli ingredienti della vigilia e quelli aggiunti durante la gara di San Siro contro l’Empoli, sembravano apparecchiare un clamoroso suicidio da parte dell’Inter, che al termine di una partita estremamente sofferta, si è invece qualificata alla prossima Champions League. Nonostante l’assedio finale dei ragazzi di Andreazzoli (che merita solo applausi, nonostante la discesa tra i cadetti) e quel 3-1 annullato per il folle intervento di Keita su Dragowski, la Beneamata ha retto ed è tornata a vedere le stelle, come le richiedeva il suo pubblico. Inter in Champions assieme all’Atalanta, Empoli giù, Fiorentina e Genoa salve a braccetto: gli ultimi verdetti del campionato sono questi, con la partita del Meazza a fare da collante tra testa e coda della classifica, con genoani e milanisti – al pari delle due coinvolte – sintonizzati sul concitato finale di una gara emozionante, tra le più intense del campionato.

Un Handanovic mostruoso e un pizzico di buona sorte sull’autotraversa di D’Ambrosio hanno permesso all’Inter (e al Genoa) di fare festa, mentre lasciano l’amaro in bocca all’Empoli, che dopo tre vittorie consecutive nelle precedenti gare, vede il fatale aggancio da parte del Genoa: i rossoblù di Prandelli si salvano grazie agli scontri diretti favorevoli, i toscani devono salutare la massima serie nonostante una commovente prestazione in casa dell’Inter.

Dove è retrocesso l’Empoli? Non solo nella serata di San Siro, ma anche in quel cambio Andreazzoli-Iachini poco comprensibile (con annesso dietrofront e richiamata di Andreazzoli dopo 16 partite. Due modi opposti di intendere le partite, tra l’altro) e anche nella cessione a metà campionato del talentuoso Zajc, passato al Fenerbahçe. Poi è chiaro che si parla di sfumature, viste le distanze ridotte tra le varie pericolanti (il Bologna che si è salvato lunedì è addirittura decimo). Anche Genoa e Fiorentina, una con l’addio a stagione in corso di Piatek e l’altra con l’ingaggio di Montella – non esattamente il profilo ideale da chiamare in corsa – hanno rischiato grosso e lo 0-0 della paura andato in scena al Franchi rispecchia l’orribile finale di stagione delle due compagini, accompagnate dai fischi e non da una folla plaudente. Montella termina il campionato senza vittorie, Prandelli ne ha ottenute quattro nella sua esperienza cominciata a dicembre. Il primo ha preso la squadra a metà classifica e per poco non la faceva scendere, il secondo ha dovuto fronteggiare tante difficoltà (tra cui la cessione di Piatek) e alla fine ha tirato un sospiro di sollievo, proprio nella “sua” Firenze, che con un bel tributo ha dimostrato di non averlo dimenticato. Il Grifone ha rischiato di lasciarci la pelle per la quarta volta nelle ultime otto stagioni: 2012, 2013, 2017 e questa. Il suo fedele pubblico merita tornei d’altro tipo. Nota a margine: rispetto agli altri campionati d’Europa un tempo avevamo lo spareggio. Poi è stato tolto per adeguarsi agli altri. Un ulteriore scontro tra Empoli e Genoa avrebbe dato altro pepe al finale di stagione e – in tempi ultratelevisivi e di sponsor che dettano l’agenda – avrebbero garantito anche ulteriori introiti: peccato che sia stato mandato in pensione.

Tornando alla Champions League, ecco la storica qualificazione dell’Atalanta, la realtà più bella del nostro calcio: l’undici di Gasperini, che all’intervallo dell’ultima giornata era addirittura quinto, agguanta il terzo posto, entrando per la prima volta nella sua storia nell’élite delle grandi d’Europa. A Reggio Emilia – in una partita che curiosamente vedeva in casa tanto gli orobici quanto il Sassuolo – i lombardi sono andati sotto e hanno temuto il peggio, proprio ad un passo dal traguardo. Poi si sono scatenati Zapata (23 reti e secondo posto nella classifica marcatori, dietro il doriano Quagliarella, che si prende lo scettro con 26 reti) e il Papu Gómez ed è arrivata la certezza aritmetica di qualcosa che era impensabile nel precampionato. Una Dea semplicemente favolosa passa a riscuotere tutto quello che di buono si è detto sul suo conto in questa stagione esaltante, chiusa addirittura sul podio. Sulle ultime stagioni dei bergamaschi è netta l’impronta di Gasperini: quando si dice che il tecnico non conta, si dovrebbe pensare invece a casi come questo per affermare il contrario.

Come al solito, chiudiamo con promossi e bocciati del turno. Tra i migliori dell’ultima giornata, inseriamo Dragowski e Handanovic per le incredibili parate di Inter-Empoli, che hanno permesso ad entrambe di rimanere a galla fino all’ultimo istante: il polacco ha pure parato un rigore a Icardi, lo sloveno è stato decisivo nell’evitare il patatrac finale. Da Inter-Empoli, però, è giusto anche promuovere Keita e Nainggolan, i due marcatori nerazzurri: l’ingresso del primo ha cambiato la partita, la rete del secondo ha ridato colore al pubblico di San Siro, gelato dall’1-1 di Traoré.
Promozione meritata per tutto il collettivo dell’Atalanta, per il Bologna che finisce addirittura nella colonna di sinistra grazie alla cura Mihajlovic, per il Toro che – pur senza qualificazione europea – chiude al settimo posto, a soli sei punti dalla Champions e con appena sette sconfitte (solamente la Juve ha perso meno gare) e per la Samp, che (probabilmente) saluta il suo tecnico Giampaolo con un prestigioso 2-0 sulla Juventus, a secco di vittorie dopo la conquista matematica dello scudetto.
Bel week end per il bolognese Federico Santander e per il milanista Franck Kessié: le ultime marcature multiple del campionato sono le loro.

Bocciatura, invece, per lo “spettacolo” di Fiorentina-Genoa, con le squadre che si sono rimesse all’Inter per raggiungere il loro obiettivo. Più croce che delizia, Domenico Berardi: segna un gol contro l’Atalanta, ma si fa cacciare per la rissa a fine primo tempo. Partita imbarazzante quella andata in scena allo Stirpe: se l’Empoli viene salutato con gli elogi per un certo tipo di calcio proposto, dalla gara tra Frosinone e Chievo non c’è nulla da salvare, anzi le due squadre hanno dimostrato di meritare la B anticipata. L’errore dal dischetto di Icardi, invece, testimonia la pressione che sente in questo momento l’argentino (fischiato da parte del suo pubblico al momento della sostituzione) , tagliato pure dalla rosa della sua nazionale in vista della Coppa America: buon per lui, che il rigore fallito non sia stato determinante.

Ultime istantanee della stagione, infine, dedicate a due giallorossi che lasciano il club che amano: Daniele De Rossi e Claudio Ranieri. Il capitano saluta la Roma dopo diciotto stagioni (che peccato che la sua storia in prima squadra sia cominciata nel 2001-02, l’anno successivo alla conquista del tricolore), il tecnico dopo aver traghettato la squadra al termine di una stagione tormentata. Un finale commosso, con l’applauso del suo pubblico e delle lacrime genuine. Cose buone dal calcio.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 25 maggio, ore 18: Frosinone-Chievo 0-0; ore 20.30: Bologna-Napoli 3-2; domenica 26 maggio, ore 15: Torino-Lazio 3-1; ore 18: Sampdoria-Juventus 2-0; ore 20.30: Atalanta-Sassuolo (giocata a Reggio Emilia) 3-1, Cagliari-Udinese 1-2, Fiorentina-Genoa 0-0, Inter-Empoli 2-1, Roma-Parma 2-1, Spal-Milan 2-3.

La classifica:
Juventus 90; Napoli 79; Atalanta e Inter 69; Milan 68; Roma 66; Torino 63; Lazio 59; Sampdoria 53; Bologna 44; Sassuolo e Udinese 43; Spal 42; Parma, Cagliari e Fiorentina 41; Genoa ed Empoli 38; Frosinone 25; Chievo* 17.
La Juventus è Campione d’Italia; Juventus, Napoli, Atalanta e Inter qualificate in Champions League; Milan, Roma e Lazio (grazie alla Coppa Italia) qualificate in Europa League; Empoli, Frosinone e Chievo retrocesse in Serie B; *il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.