Il punto sulla 35ª giornata. L’Atalanta può sognare

Pareggiano Roma, Torino e Inter. Ne approfitta la favolosa squadra di Gasperini che espugna l’Olimpico e va a +3 sulla quinta: la Champions League è davvero a portata di mano. In coda, spera ancora l’Empoli

di GIOVANNI DEL BIANCO

In attesa di capire dal posticipo con il Bologna se ci sarà ancora spazio anche per il Milan, la corsa per un posto in Champions League ha visto i rallentamenti di Inter, Roma e Torino, il definitivo addio ai sogni di gloria della Lazio e il fragoroso exploit dell’Atalanta, che andando ad espugnare la capitale è andata a mettere un margine di tre punti tra sé e il quinto posto. Il 3-1 con cui gli orobici hanno rimontato la Lazio all’Olimpico è l’ennesimo capolavoro della stagione incredibile dei ragazzi di Gasperini, che – parole sue – ora ci crede davvero. Trascinata dai suoi assi (Gomez meraviglioso, Zapata ancora a segno e sono 22 in campionato), la formazione lombarda vola grazie allo stato di forma dei suoi, all’entusiasmo che circonda l’ambiente (la finale di Coppa Italia è un’altra ciliegina di questa annata) e a una carica che le permette di superare anche le difficioltà. Non a caso, quando va sotto nel punteggio riesce a ribaltare la partita. È accaduto a Napoli, è accaduto con la Fiorentina in Coppa ed è accaduto ieri in un fondamentale crocevia per l’Europa. Gasperini gongola e cerca di ripetere quel quarto posto già ottenuto nel 2016-17: allora, però, andavano in Coppa dei Campioni solo le prime tre. Questa volta, avrebbe un sapore del tutto diverso e tutta Italia – ad eccezione degli altri team coinvolti, ovviamente – tifa perché l’impresa vada in porto. Serrate le prime due posizioni (da ieri il Napoli è matematicamente secondo), il campionato attende gli ultimi verdetti, ma comunque vada, nessuno più degli orobici meriterebbe di finire tra le prime quattro: per qualità di calcio prodotta (71 gol fatti: miglior attacco, superata la Juventus), per ritmo di gioco, per la mole di talenti lanciati. Un percorso che parte da lontano e che merita la degna conclusione.

Spreca una grossa occasione la Roma, fermata sul pari a Genova: Ranieri aveva la possibilità di avvicinarsi sensibilmente e deve invece accontentarsi di un punto dopo la doccia gelata del gol di Romero nel recupero. Anzi, i capitolini escono dalla Marassi rossoblù persino con un sospiro di sollievo, per via del rigore neutralizzato da Mirante a Sanabria al minuto 96. Beffa finale anche per il Torino, che nel derby di venerdì sera aveva cullato a lungo l’illusione di prendersi l’intera posta (cosa che non accade – in csaa della Juventus – dal 1995). Il gol nel finale di Cristiano Ronaldo salva una Signora ormai in vacanza ed evita la sconfitta, proprio come era accaduto una settimana fa a San Siro in Inter-Juve. Anche lì, Madama sotto e pari ronaldesco nel finale di partita.
E stecca anche l’Inter, fermata sullo 0-0 dall’Udinese: per i nerazzurri c’è ancora un bel solco di sicurezza (quattro punti sulla quinta), grazie anche alla mancata vittoria della Roma, che fino al 90′ della sua gara si era portata a -2. C’è però solo una lunghezza di vantaggio sull’Atalanta: non che tra terzo e quarto posto cambi granché.

È una corsa divertente, anche se il menu della prossima giornata potrebbe tracciare le indicazioni definitive, dal momento che la sfida più delicata la dovrà affrontare proprio chi rincorre: si tratta della Roma attesa dalla Juventus, con Inter e Atalanta impegnate in casa contro Chievo e Genoa.

Intanto, la A mette un po’ di pepe anche sulla coda: il ritorno alla vittoria dell’Empoli porta i toscani a due soli punti dall’Udinese e a quattro dal Genoa. Andreazzoli spera ancora, anche se il calendario sembra strizzare l’occhio all’undici di Tudor. Un filo più staccato il Grifone, che si augura di non dover rimpiangere quel rigore calciato così male da Sanabria. Quattro punti in più (cinque se contiamo lo scontro diretto favorevole), non sono pochi, ad ogni modo, a tre giornate dalla conclusione.

Top e flop. Tra i migliori del trentacinquesimo turno, inseriamo lo spallino Felipe e il doriano Quagliarella, autori di una doppietta e unici marcatori multipli di giornata: il difensore ha segnato due reti nella trasferta veronese che ha visto gli estensi vincere 4-0 e sognare la colonna di sinistra; il cannoniere del campionato ha allungato a 25 sotto il diluvio del Tardini, in una classica gara di fine stagione utile proprio a chi va a caccia di gloria personale come l’attaccante blucerchiato, che ha segnato per l’ottava volta dal dischetto. Giornata d’oro per il Papu Gómez, che all’Olimpico delizia i suoi con l’assist per Castagne, con il corner da cui nasce il terzo gol e con altri passaggi illuminanti per i compagni, come quello per Iličić nella prima frazione di gioco. E poi, tornando al derby della Mole, menzioni speciali per i torinisti Lukić e Izzo e per il bianconero Spinazzola, i migliori dell’anticipo del venerdì. In Genoa-Roma, gara da applausi per il portiere rossoblù Radu (specie per la parata su Fazio) e per il centrocampista Bessa (in particolare nel primo tempo), mentre Mirante salva sì un rigore, ma lo stesso è stato accordato per una sua goffa uscita (e pure sul gol non è sembrato impeccabile).

Tra i bocciati, il genoano Sanabria per il rigore fallito a tempo scaduto; il doriano Colley, che causa un rigore e si procura un’espulsione; il parmense Kucka regala un gol e si fa cacciare nel finale: è vero che segna (su rigore) il 2-3 ma nel totale, i contro superano i pro; il laziale Wallace, determinante in tutte le marcature atalantine e non solo sull’autorete del definitivo 1-3; lo juventino Pjanić, per l’errore sul gol e per il modo in cui ha interpretato il derby; nell’ennesima sconfitta della Fiorentina (5 punti negli ultimi 11 turni) “spicca” in senso negativo il difensore serbo Milenković: è lui a farsi anticipare da Farias nel gol che decide l’incontro. Ma in generale è tutta la Fiorentina di questo finale di stagione a macchiarsi di prestazioni indecorose: per fortuna, il campionato è ormai finito. Come lo è, ormai, per il Frosinone, che dopo il 2-2 col Sassuolo saluta la A aritmeticamente, e per il Chievo, umiliato a domicilio dalla Spal.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
venerdì 3 maggio, ore 20.30: Juventus-Torino 1-1; sabato 4 maggio, ore 18: Chievo-Spal 0-4; ore 20.30: Udinese-Inter 0-0; domenica 5 maggio, ore 12.30: Empoli-Fiorentina 1-0; ore 15: Lazio-Atalanta 1-3, Parma-Sampdoria 3-3, Sassuolo-Frosinone 2-2; ore 18: Genoa-Roma 1-1; ore 20.30: Napoli-Cagliari 2-1; lunedì 6 maggio, ore 20.30: Milan-Bologna 2-1.

La classifica:
Juventus 89; Napoli 73; Inter 63; Atalanta 62; Milan e Roma 59; Torino 57; Lazio 55; Sampdoria 49; Sassuolo e Spal 42; Fiorentina e Cagliari 40; Parma 38; Bologna 37; Genoa 36; Udinese 34; Empoli 32; Frosinone 24; Chievo* 15.
La Juventus è matematicamente Campione d’Italia; il Frosinone e il Chievo sono matematicamente retrocessi in Serie B; *il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.