Il punto sulla 32ª giornata. Ogni maledetta polemica

Dalla Juve-B al caso Acerbi, da Prandelli a Tare: in un campionato povero di contenuti, il dibattito si accentra sulle discussioni del post-gara. Allegri rimanda la festa scudetto al dopo Ajax, il Chievo saluta la Serie A dopo undici anni

di GIOVANNI DEL BIANCO

La caduta della Juve a Ferrara, con strascico polemico da parte delle pericolanti. L’1-0 del Milan nello scontro diretto contro la Lazio, con strascico polemico da parte dei giocatori biancocelesti per il rigore non accordato a Milinković-Savić e per il caso Acerbi-Bakayoko-Kessié. La vittoria del derby da parte della Sampdoria, con strascico polemico da parte di Prandelli, che reclama un fallo sulla rete di Defrel e un rosso troppo severo per Biraschi. Il campionato entra nella fase finale e il fattore comune, che tocca tanto la corsa europea quanto quella per la salvezza, è composto dalle diatribe post-partita. Niente contenuti tecnici, anche perché non ce ne sono (imbarazzante il confronto con Liverpool-Chelsea, tanto per citare un altro incontro della domenica), ma solo parole, parole, parole.

Nel merito:

1) La Juventus aveva tutto il diritto di far giocare i giovani, avendo lo scudetto ormai in tasca e un impegno un filino più importante alle porte. La Spal ha avuto la fortuna di affrontarla proprio in questo fine settimana, ma che i bianconeri – per non fare torto a nessuno – dovessero rischiare di perdere per infortunio qualche titolare in vista dell’Ajax, è semplicemente fuori dal mondo. Allora che si annulli pure il turn over.

2) Il rigore richiesto dalla Lazio non è così netto come sostiene Igli Tare. Anzi, chi scrive non lo avrebbe affatto concesso. Incredibile il confronto del dopo gara tra Andrij Ševčenko e lo stesso Tare: «Rodríguez prende la palla, non è rigore». Tare: «Chi ha giocato calcio sa che è rigore». Ma – a naso – qualche partita a calcio, Sheva dovrebbe averla giocata.

3) Sul caso Acerbi si è detto tanto, nonostante il tentativo dei protagonisti di spegnere il fuoco. Dopo la tempesta Bakayoko si è scusato, Acerbi ha stemperato gli animi. Però, la brutta immagine della maglia-trofeo esposta rimane. Una scena francamente non accettabile, come sostenuto anche da Gattuso. Ed è un peccato che l’istantanea della delicata gara di San Siro sia alla fine una leggerezza avvenuta al fischio finale. E il 24 aprile in Coppa Italia si prospetta la possibilità di servire la vendetta. Giusto per tenere gli animi belli caldi.

4) La Sampdoria ha dominato sul Genoa, ha sbloccato subito la gara come aveva fatto contro il Milan (sempre Defrel, sempre nella stessa porta) e poi nella ripresa ha raddoppiato, trovando anche la superiorità numerica. Capisco la delusione di Prandelli, ma stona con l’andamento del match vedere il Genoa appellarsi agli errori arbitrali. Piuttosto risulta evidente la grossa difficoltà dei rossoblù nel creare occasioni serie: c’era un certo Piątek fino a gennaio, ora non c’è più. L’abisso tra il bomber che c’era prima e l’attacco spuntato di oggi è enorme e si vede.

Tra i protagonisti di giornata, impossibile non citare Kalidou Koulibaly, autore della prima doppietta della sua carriera in A: due reti che rinviano la festa della Juve al sabato pasquale e che fanno tornare in Serie B il Chievo dopo undici stagioni consecutive in massima serie. Voto alto anche per Bonifazi e Floccari, i due firmatari dell’impresa spallina. La vittoria contro Madama permette agli estensi di compiere un bel balzo verso la salvezza: al di là di questi tre punti piovuti dal cielo (Allegri sostiene che anche con i titolari la Juve avrebbe perso: su questo ci permettiamo di avere dei dubbi), sono doverosi gli applausi per una delle società più serie del panorama italiano. En passant: era dal 1957 che gli emiliani non sconfiggevano la Juventus.
Continua il momento d’oro di Grégoire Defrel: ci eravamo sbottonati sostenendo che il suo incidente stradale di qualche domenica fa avrebbe segnato la fine della sua non eccelsa avventura doriana. Invece, da lì in poi si è rivisto un altro giocatore. Decisivo contro il Milan, decisivo contro il Genoa (anche l’espulsione di Biraschi è stata provocata da un suo guizzo): la doppia cifra è a un passo.
In Fiorentina-Bologna voto alto per Federico Chiesa, sempre pimpante, e per Łukasz Skorupski, che – grazie alle sue parate nel secondo tempo – ha permesso ai felsinei di tornare con un buon punto da Firenze e di non far partire con un successo il Montella-bis.

E veniamo ai “meno”. Domenica da incubo per Biraschi, anticipato da Defrel nel gol d’apertura della stracittadina genovese e cacciato anzitempo per un fallo di mano. Tra i bocciati, nonostante il gol, va inserito anche il nervoso Zaza, anch’egli espulso: la sua cacciata dal campo ha lasciato il Toro senza attaccanti (mancava pure Belotti) e ha dato coraggio al Cagliari, che subito dopo ha trovato il pari.
Ininfluente ai fini del risultato, ma comunque evidente, la papera di Handanovič nel posticipo tra Frosinone e Inter: l’errore sul gol di Cassata ha rimesso in gara i ciociari, riaprendo una gara apparentemente chiusa.
Infine, da dimenticare la giornata di Fabio Ceravolo, che ha fallito un rigore in Sassuolo-Parma, calciandolo debolmente e permettendo a Consigli di diventare protagonista: il derby emiliano era chiuso e senza spazi. Il tiro dal dischetto era un’occasione troppo ghiotta per prendersi l’intera posta, ma l’attaccante non ha avuto la freddezza necessaria. Capita.

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 13 aprile, ore 15: Spal-Juventus 2-1; ore 18: Roma-Udinese 1-0; ore 20.30: Milan-Lazio 1-0; domenica 14 aprile, ore 12.30: Torino-Cagliari 1-1; ore 15: Fiorentina-Bologna 0-0, Sampdoria-Genoa 2-0, Sassuolo-Parma 0-0; ore 18: Chievo-Napoli 1-3; ore 20.30: Frosinone-Inter 1-3; lunedì 15 aprile, ore 20.30: Atalanta-Empoli 0-0.

La classifica:
Juventus 84; Napoli 67; Inter 60; Milan 55; Roma 54; Atalanta 53; Torino 50; Lazio* 49; Sampdoria 48; Fiorentina 40; Sassuolo e Cagliari 37; Spal e Parma 35; Genoa 34; Udinese* 32; Bologna 31; Empoli 29; Frosinone 23; Chievo** 11.
*Lazio e Udinese hanno una partita in meno; **Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione ed è matematicamente retrocesso in Serie B.