Il punto sulla 29ª giornata. La Lazio in volo


I ko delle milanesi e della Roma allargano la corsa Champions anche a Lazio e Atalanta. In un campionato che al vertice non ha più nulla da dire, si accende la lotta per un posto in Europa e in chiave salvezza, dove sono arrivate le preziose vittorie di Bologna, Spal e Udinese

di GIOVANNI DEL BIANCO

Perde il Milan, perde la Roma, perde l’Inter. La rincorsa alla Champions vede i contemporanei stop delle tre principali indiziate a prendersi un posto al sole e accoglie così il prepotente ritorno in corsa della Lazio e dell’Atalanta, corsare a San Siro e al Tardini. La squadra di Simone Inzaghi è a tre lunghezze dal quarto posto e con un match da recuperare: la vittoria contro l’Inter – proprio quell’Inter che lo scorso anno le tolse la qualificazione alla Champions League al fotofinish – rilancia le ambizioni di una squadra in salute, che nelle ultime quattro uscite ha totalizzato 10 punti e che ha ormai ritrovato la forma dei suoi uomini migliori. La gara da recuperare in casa con l’Udinese rappresenta un bel tesoretto.

Il posticipo ha scoperto ancora una volta le difficoltà nerazzurre, con i padroni di casa costretti a mettere decine di cross in area, laddove non c’era un centravanti pronto a raccoglierli. Senza Icardi e senza Lautaro, Spalletti ha affidato le chiavi dell’attacco all’ex Keita, che di certo non è un ariete: serviva cambiare il piano di gioco, ma non sono, queste, cose che possono improvvisarsi, specialmente di fronte ad un’attenta difesa come quella laziale, che ha interpretato perfettamente la partita. Il tecnico deve decidersi: sulla vicenda Icardi o parla o non parla; e se decide di parlarne, che capisca anche l’interesse dei giornalisti sulla questione. I dico-non dico e le mezze frasi servono solo ad aggiungere confusione in merito.

Piange anche la Roma, la più in difficoltà del lotto europeo: la squadra di Ranieri è stata surclassata da quella di Ancelotti e il verdetto dell’Olimpico non ammette repliche. E per di più, l’1-4 si è consumato a domicilio. Entrare tra le prime quattro diventa una chimera, l’ambiente è in costante fibrillazione e dai vertici il nervosismo trapela vistosamente, come testimonia la sclerata di Pallotta. Ripetiamo la posizione già enunciata in altre occasioni: cacciare Di Francesco non era la priorità.

Cade per la seconda volta consecutiva il Milan. Dopo il ko nel derby prima della sosta, il Diavolo esce sconfitto da Marassi, per via di una papera colossale di Donnarumma dopo una manciata di secondi: il match del Ferraris è stato ad alti ritmi, con una Sampdoria messa benissimo in campo da Giampaolo nonostante gli acciacchi lasciati in eredità dalle nazionali. L’intensità che vorrebbe vedere Gattuso l’hanno mostrata i blucerchiati, specie in mezzo. Il Milan in mediana non aveva Kessié e nella trequarti ha rinunciato all’inizio alla classe di Paquetá, ed è proprio a centrocampo che il Diavolo si è consegnato alla formazione di Giampaolo: Praet, Linetty e Vieira hanno dominato, ma in generale tutto il collettivo ligure ha funzionato alla grande. Davanti, Defrel e Quagliarella erano indiavolati (oltre al gol, due chance per il primo, una traversa e un esterno della rete per il secondo). L’episodio del Var al 90’ lascia ancora dubbi anche dopo i replay, ma in generale diremmo che la Samp ha meritato di far suo l’incontro: in attesa dell’annuncio del cambio presidenziale (cori per Vialli anche sabato sera), il Doria rilancia le ambizioni europee e mercoledì sarà atteso da un interessante spareggio europeo contro il Torino.

L’interesse del campionato, d’altronde, è tutto lì: nelle qualificazioni per un posto in Europa. E nella coda. I colpi di Udinese, Bologna e Spal sono significativi, ma anche l’Empoli esce fiducioso da questo turno grazie alla bella prestazione di Torino, dove per poco non usciva con un pari dallo Stadium. Il guizzo di Kean corona la settimana d’oro del giovane classe 2000 dell’Italia. Tra le facce della giornata c’è sicuramente lui, assieme a Zapata (autore di due reti che lo portano a quota 19 nella classifica marcatori), Milik (dominante a Roma), Vicari (la prima rete in A è pesantissima), Sirigu (determinante nell’1-1 del Torino al Franchi), Mihajlović (bravo a sferrare i cambi al momento decisivo: sia Pulgar sia Destro erano stati mandati in campo da un minuto al momento dei loro gol) e Tudor (il 4-3-3 proposto contro il litigioso Genoa ha portato ad un successo meritato e che fa respirare i friulani).

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
venerdì 29 marzo, ore 20.30: Chievo-Cagliari 0-3; sabato 30 marzo, ore 15: Udinese-Genoa 2-0; ore 18: Juventus-Empoli 1-0; ore 20.30: Sampdoria-Milan 1-0; domenica 31 marzo, ore 12.30: Parma-Atalanta 1-3; ore 15: Fiorentina-Torino 1-1, Frosinone-Spal 0-1, Roma-Napoli 1-4; ore 18: Bologna-Sassuolo 2-1; ore 20.30: Inter-Lazio 0-1.

La classifica:
Juventus 78; Napoli 63; Inter 53; Milan 51; Atalanta e Lazio* 48; Roma 47; Sampdoria e Torino 45; Fiorentina 38; Genoa, Cagliari e Parma 33; Sassuolo 32; Spal 29; Udinese* 28; Bologna 27; Empoli 25; Frosinone 17; Chievo** 11.
*Lazio e Udinese hanno una partita in meno; **Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.