Il punto sulla 28ª giornata. Controsorpasso Inter

Dopo l’eliminazione dall’Europa League, i nerazzurri rialzano la testa vincendo il derby dei gol inattesi: nel tabellino dei marcatori entrano difensori (De Vrij e Musacchio) e centrocampisti (Vecino e Bakayoko) e l’unico gol di un attaccante (Lautaro) arriva su rigore

di GIOVANNI DEL BIANCO

Dopo aver già conquistato quello di andata, l’Inter si aggiudica pure il derby di ritorno, controsorpassa il Milan al terzo posto in classifica e vive una serata gioiosa a pochi giorni dal flop di Europa League. Protagonisti nel tabellino dei marcatori, difensori e centrocampisti generalmente difensivi: l’unica rete di un attaccante, quella messa a segno da Lautaro per il momentaneo 1-3, è arrivata su rigore. Per il resto, la gioia del gol se la sono presa Vecino e De Vrij per i nerazzurri, Bakayoko e Musacchio per i rossoneri. Reti insolite di un derby divertente, che non si è fatto mancare nulla, neppure un rosso rimangiato dall’arbitro dopo aver controllato al Var il contatto Conti-Lautaro Martínez (convertito in cartellino giallo per il milanista) o la clamorosa lite tra Biglia e Kessié (poi risolta nel dopogara a favore di telecamere).

Con la Roma sconfitta a sorpresa dalla Spal, l’occasione della centosettantesima stracittadina milanese era ghiotta per entrambe le contendenti, che avevano la chance di allungare. L’ha spuntata l’Inter, grazie alla serata di grazia di tutto il collettivo: Škriniar ha annullato lo spauracchio Piątek; D’Ambrosio si è immolato a tempo scaduto salvando sulla conclusione a botta sicura di Cutrone; Politano ha messo in area il delizioso cross per De Vrij e si è procurato il rigore; Vecino si è trovato a suo agio in un ruolo non suo, alle spalle della prima punta; Lautaro Martínez si è caricato l’attacco con la benedizione di Spalletti («Abbiamo trovato l’attaccante forte che ci mette a posto le cose»). Il simbolo della differenza tra la serata horror con l’Eintracht e questa di festa col Milan risiede in De Vrij: un marchiano errore dell’olandese è costato la sconfitta contro i tedeschi, un suo gol nel posticipo ha fatto scappare via la Beneamata.

Nel Milan, in diversi non hanno girato al meglio (Suso, Kessié, Ricardo Rodríguez, Romagnoli e Çalhanoğlu), eppure la squadra di Gattuso è stata capace di rimanere in piedi fino alla fine, grazie a dei guizzi improvvisi come quelli che hanno portato alle reti di Bakayoko e Musacchio – entrambi alla prima marcatura in campionato. La sconfitta duole, per il Diavolo, e sorprende la serata storta della difesa, che in un colpo ha incassato tre reti, quante ne aveva concesse nelle precedenti otto gare). Ma la squadra non ne esce troppo ridimensionata: si tratta del primo ko del 2019 e uno stop prima o poi doveva capitare.

È capitato anche alla Juventus, al primo ko di questa stagione e per la prima volta rimasta a secco di gol. La Signora ha già il titolo prenotato, veniva dall’impresa di Champions League e perderà molti uomini per le nazionali: forse per tutti questi fattori, Allegri ha scelto questa gara per una sosta ai box e così la sua squadra è andata a Marassi un po’ troppo svagata. Ne ha approfittato un bel Genoa, che con le reti dell’ex Sturaro e di Pandev – entrambi entrati a gara in corso – si è preso la soddisfazione di un successo di lusso che fa il paio con il pareggio strappato allo Stadium all’andata (quella fu la prima non vittoria del campionato bianconero e nella panchina del Grifone c’era ancora Jurić). Sotto tono Pjanić, Emre Can e Mandžukić, incerti Perin e Rugani, per la Juve c’è poco da salvare da questa trasferta ligure. Per gli uomini di Prandelli – oltre ai marcatori – sono andati forti Kouamé e Romero, i due uomini di maggior valore dell’intera rosa.

La Juve veniva da una gara indimenticabile in Europa ed è andata a rilento. Il Napoli, il contrario: reduce dalla brutta serata – per quanto indolore – di Salisburgo, la squadra di Ancelotti ha festeggiato la vittoria contro un Udinese pericolante ma spavaldo. Il 4-2 finale è figlio di una gara trascorsa ad ondate, dalla grande partenza degli azzurri – avanti di due gol grazie ai sigilli di Younes e Callejon – al repentino ritorno dei friulani, trascinati da un grande Fofana (assist e gol). E poi, i nuovi acuti partenopei con Milik e Mertens, più la rete annullata a Zieliński. Non sarà stata una partita memorabile, ma serviva la vittori, per non staccare la spina: il Napoli è lontanissimo dalla testa, ma deve comunque fare attenzione all’eventuale recupero delle milanesi.

La giornata ha visto l’inatteso rallentamento di alcune compagini nella zona europea (la sconfitta della Roma a Ferrara è quella che fa più rumore, ma ci sono stati anche lo stop del Torino in casa col Bologna o quello dell’Atalanta, fermata in casa dal Chievo), mentre hanno sommerso di reti le loro avversarie Lazio e Sampdoria: i romani hanno sbrigato la pratica parmense in un solo tempo, i genovesi hanno segnato cinque reti al Sassuolo (tra l’altro con marcatori tutti diversi, e non poteva di certo mancare il gol di Quagliarella, salito a 21 e chiamato da Mancini). Curiosamente, le gare con più gol del campionato si sono giocate tutte a Reggio Emilia (Sassuolo-Genoa 5-3, Sassuolo-Atalanta 2-6, Sassuolo-Sampdoria 3-5): la cartina tornasole di un gioco all’attacco da parte dell’undici di De Zerbi, ma anche di una difesa che spesso non si rivela all’altezza.

In coda, in fin dei conti la situazione non cambia molto perché – a parte l’Udinese, che ha sempre il tesoretto di una partita da recuperare – hanno vinto un po’ tutti: Cagliari, Spal, Empoli (positiva la prima dell’Andreazzoli-bis) e Bologna (grazie ad un Palacio semplicemente stratosferico, a dispetto dei 37 anni: l’argentino ha offerto due assist, recuperato palloni, fatto ammonire i difensori avversari, per i quali è stato incontenibile).

Menzione finale per Tiémoué Bakayoko (Milan), Amin Younes (Napoli), Jeremie Boga (Sassuolo), Mattia Sprocati (Parma), Marko Pajač (Empoli) e Luca Valzania (Frosinone). Facce e significati diversi, a seconda delle squadre d’appartenenza e del ruolo in cui militano, ma tutti sono accomunati da un fattore: in questo week-end hanno tutti trovato la gioia del primo gol in Serie A.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
venerdì 15 marzo, ore 20.30: Cagliari-Fiorentina 2-1; sabato 16 marzo, ore 15: Sassuolo-Sampdoria 3-5; ore 18: Spal-Roma 2-1; ore 20.30: Torino-Bologna 2-3; domenica 17 marzo, ore 12.30: Genoa-Juventus 2-0; ore 15: Atalanta-Chievo 1-1, Empoli-Frosinone 2-1, Lazio-Parma 4-1; ore 18: Napoli-Udinese 4-2; ore 20.30: Milan-Inter 2-3.

La classifica:
Juventus 75; Napoli 60; Inter 53; Milan 51; Roma 47; Lazio* e Atalanta 45; Torino 44; Sampdoria 42; Fiorentina 37; Parma e Genoa 33; Sassuolo 32; Cagliari 30; Spal 26; Udinese* ed Empoli 25; Bologna 24; Frosinone 17; Chievo** 11.
*Lazio e Udinese hanno una partita in meno; **Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.