Il punto sulla 25ª giornata. Il Var nell’Abisso

Gol e polemiche nel posticipo del Franchi, dove i viola riprendono l’Inter al minuto 101, grazie ad un clamoroso abbaglio arbitrale. Intanto la Serie A parla sempre più polacco, grazie ai gol di Piątek, Milik – primi nella classifica marcatori senza contare i rigori – e Zieliński

di GIOVANNI DEL BIANCO

Pochi picchi in questa giornata che ha visto il copione venir più o meno rispettato: vince la Juve e vince il Napoli, e dunque nella corsa-scudetto tutto è rimasto invariato (alla vigilia del confronto diretto di domenica sera, in programma al San Paolo). Vince la Roma e vince il Milan, e dunque rimangono le medesime distanze anche nella lotta per il quarto posto. E pure in coda, non ci sono stati progressi significativi, con le sconfitte – decisamente onorevoli – di Frosinone e Bologna e del ko – quello invece netto – dell’Empoli.

E così il fatto della giornata arriva proprio nella coda ed è l’arbitraggio di Abisso nel match tra Fiorentina e Inter, che hanno dato vita ad uno spettacolare 3-3 nel posticipo serale. Ma sul risultato pesa come un macigno l’abbaglio di Abisso, che ha mandato su tutte le furie Spalletti e l’Inter, vistisi scippare un risultato ormai acquisito al minuto 101.

La gara – inevitabilmente – si trascina dietro una lunga coda polemica, legata all’assurdo penalty concesso ai viola nel finale: il tocco di D’Ambrosio è di petto e non di mano e inoltre nella stessa azione c’era stato un fallo di Chiesa sullo stesso D’Ambrosio.
Un peccato, perché in campo si stava giocando la partita più bella della giornata, in mezzo a tante gare da sbadigli (Sampdoria-Cagliari e Chievo-Genoa su tutte).

Dai fuochi d’artificio del Franchi, sono usciti diversi dati statistici da ricordare: l’autorete più veloce della storia della Serie A (quella di De Vrij dopo 17 secondi), il gol più tardivo del campionato (il rigore di Veretout a tempo più che scaduto) e la maggior distanza tra il gol d’apertura e quello di chiusura. Miracoli del Var, che in alcuni casi allunga la partita come se si dovessero giocare i supplementari.

L’Inter senza Icardi sta paradossalmente trasformandosi in una macchina da gol, a conferma che quella del pallone non è una scienza esatta. In pochi l’avrebbero pronosticato, ma i numeri dicono che i nerazzurri hanno siglato dieci reti in quattro gare senza l’argentino. Chiaro che correre sul doppio fronte Italia-Europa senza la propria stella e senza adeguati ricambi per Lautaro Martínez diventerà alla lunga difficile, motivo per cui è fondamentale ricucire con il numero 9. E motivo per cui brucia non essere usciti con tre preziosi punti dalla difficile trasferta di Firenze, contro una Fiorentina in salute e che rimane a pieno titolo in corsa per un piazzamento europeo (che potrebbe maturare anche dalla strada alternativa della Coppa Italia).

Corsa europea che riguarda anche il Torino, la cui solidità non sta ottenendo la giusta attenzione della critica. L’undici di Mazzarri ha regolato – agguantandola in classifica – un’Atalanta per una volta scesa in campo senza la sua solita intensità: la porta di Sirigu è inviolata da 467 minuti, nelle ultime quattordici gare la squadra ha perso solo con Juve e Roma (entrambe di misura) e in tutto ha incassato solo cinque sconfitte. È un Torino a immagine e somiglianza del proprio allenatore e chissà che non possa davvero trovare un posto nelle coppe: sarebbe il giusto premio per il tecnico, che era stato ridimensionato dopo le avventure con Inter e Watford, quando invece è uno dei più preparati del panorama italiano.

Le scorie (copyright di Allegri) del ko di Madrid si sono fatte sentire per la Juventus, che a Bologna ha faticato parecchio, facendo alla fine prevalere la propria classe grazie all’acuto di Dybala. Applausi per i felsinei, che se la sono giocata alla pari contro i campioni d’Italia, recriminando per la conclusione di Mbaye fallita da due passi (muro di Alex Sandro) e per il palo finale di Sansone (tiro deviato sul legno da Perin).

Prestazione autorevole per il Napoli, che ne rifila quattro ad un Parma in crisi di risultati (terza sconfitta di fila, un punto nelle ultime cinque gare, tra l’altro preso allo Stadium): la squadra di Ancelotti è lontana dalla vetta, ma sta comunque facendo il suo. Milik si conferma una delle stelle del campionato: senza contare i rigori, solo il suo connazionale Piątek – anch’egli a segno in questo week end – ha segnato più gol. In una A che parla sempre più polacco, poi, va messo a referto anche la segnatura di Zieliński.

Menzioni d’onore, infine, per il vecchio bucaniere Edin Džeko, che con due reti ha permesso alla Roma di vincere a Frosinone; per il Frosinone stesso che se l’è giocata sfiorando il punto; e per il Cagliari che – nonostante la sconfitta di Genova arrivata con un rigore molto generoso per la Samp – ha fatto esordire due ragazzi in A: Riccardo Doratiotto (addirittura titolare) e Francesco Verde. C’è bisogno di volti nuovi che diano linfa al campionato e Maran, in difficoltà d’organico – ha osato.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
venerdì 22 febbraio, ore 20.30: Milan-Empoli 3-0; sabato 23 febbraio, ore 15: Torino-Atalanta 2-0; ore 20.30: Frosinone-Roma 2-3; domenica 24 febbraio, ore 12.30: Sampdoria-Cagliari 1-0; ore 15: Bologna-Juventus 0-1, Chievo-Genoa 0-0, Sassuolo-Spal 1-1; ore 18: Napoli-Parma 0-4; ore 20.30: Fiorentina-Inter 3-3; lunedì 25 febbraio, ore 20.30: Lazio-Udinese rinviata a data da destinarsi (impegni ravvicinati di Europa League e Coppa Italia per la Lazio, Olimpico non disponibile la domenica per il Sei Nazioni di rugby).

La classifica:
Juventus 69; Napoli 56; Inter 47; Milan 45; Roma 44; Atalanta, Torino e Lazio* 38; Fiorentina e Sampdoria 36; Sassuolo 31; Genoa e Parma 29; Cagliari 24; Spal 23; Udinese* 22; Empoli 21; Bologna 18; Frosinone 16; Chievo** 10.
*Lazio e Udinese hanno una partita in meno; **Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.