Il punto sulla 22ª giornata. Fa festa l’Emilia

Il Parma di Gervinho rallenta la corsa della Juve, il Bologna di Santander apre la crisi nerazzurra espugnando San Siro. Il Napoli saluta Hamšík tornando a nove punti dalla Signora

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il rallentamento bianconero, l’addio al Napoli e alla Serie A di Hamšík, la crisi interista, le conferme di Piątek e Zaniolo. In un tweet, questi i temi proposti dalla terza giornata di ritorno, in attesa dei posticipi di Lazio e Atalanta, che potrebbero – in caso di vittoria contro Frosinone e Cagliari – agguantare il quinto posto, portandosi a una lunghezza dal Milan, ancora in quarta posizione dopo l’1-1 di Roma.

Il 3-3 della Juventus contro il Parma ha scatenato pesanti critiche in casa della Signora, specialmente per i tre punti gettati via da posizione di doppio vantaggio, col gol del pari arrivato nel recupero e su una pallaccia persa da Mandžukic, quando – parole di Allegri – “bastava buttarla in tribuna”. Per la prima volta dal 2013, la Juve incassa sei gol in due gare consecutive (ai tempi furono il 3-2 al Milan e il 2-4 incassato con la Fiorentina): una situazione nuova e inaspettata. Le tre reti incassate contro l’ottimo Parma di D’Aversa arrivano a pochi giorni dalla batosta di Bergamo in Coppa Italia e dalla brutta partita contro la Lazio, comunque vinta. Senza nessun membro della vecchia BBC, con Cáceres ributtato nella mischia appena sbarcato a Torino e con un Rugani, più convincente davanti (dove ha pure segnato) che dietro, la Juve ha ballato troppo. Chi parla di crisi, però, è fuori dalla realtà: Madama è ancora imbattuta, ha nove punti sul Napoli e ha comunque ottenuto quattro punti nelle ultime due partite di campionato, quelle incriminate. Certo i mugugni trovati on line per un risultato storto la dicono lunga sull’abitudine a vincere dei bianconeri. Ad ogni modo, è vero che dalle ultime prove non sono arrivati segnali incoraggianti, specialmente in vista della sfida di Champions League contro l’Atlético Madrid. Messaggi in chiaroscuro dallo Stadium: contro gli emiliani si è vista una Juve frizzante dalla cintola in su, come testimoniano le tre marcature messe a segno, i due pali colpiti da Khedira e la grande parata di Sepe sullo stesso Khedira; la sofferenza nei pressi della propria area, invece, rappresenta una novità per un club che da sempre ha costruito sulla difesa i suoi successi, e su questo dovrà lavorare Allegri, che nel mercato ha appena salutato Benatia (sicuri che non avrebbe fatto comodo?).
Le folate di Gervinho e le sportellate di Inglese hanno mandato in tilt la retroguardia guidata da Perin, ma diamo anche i meriti ai ducali – che in stagione avevano già espugnato la San Siro nerazzurra – bravi a crederci anche sotto di due reti (prima 0-2, poi 1-3), confermandosi squadra solida e organizzata, di certo tra le realtà più belle della stagione, sicuramente tra le più inattese in estate.

Chi è davvero in crisi è l’Inter, un solo punto nelle tre gare di campionato disputate dopo la sosta. Un pari in casa contro il Sassuolo, poi due sconfitte contro Torino e Bologna. Gol fatti in queste uscite: zero. Prima segnava solo Icardi, ora si è fermato anche lui, che ha un paio di gol divorati sul groppone. Uno dei più pericolosi nell’ultima gara è stato quel Ranocchia mandato disperatamente in campo a fare il centravanti: un bell’indicatore dei guai di Spalletti. La squadra fatica a costruire gioco (A.A.A. Regista cercasi), il tecnico vede sullo sfondo farsi sempre più nitide la sagome di Conte e Cambiasso, e poi ci sono i conti da fare con Perišić e Nainggolan, ormai divenuti i simboli delle difficoltà di questa stagione. Dalla Champions League che sembrava raggiungibile con il pilota automatico a un serio momento di difficoltà, intensificato dall’uscita di scena dalla Coppa Italia, col rigore fallito – ovviamente – da Nainggolan. Urge una sterzata, perché dietro sta arrivando un nutrito gruppone pronto a scalzare i nerazzurri dalla “top 4”.
Ma anche qua, come prima per per Juve-Parma, sarebbe scorretto non dare i meriti al Bologna: l’undici di Mihajlović, al secondo debutto in rossoblù, ha offerto un buon gioco nel primo tempo, ha sfiorato il gol con Santander in avvio e lo ha trovato sempre col paraguaiano (salito a quota sei) pochi minuti dopo; nella ripresa si è difeso con ordine, portando a casa un successo che porta gli emiliani a un punto dall’Empoli. En passant: fuori casa il Bologna non vinceva da un anno e due mesi.

In alta classifica, il week-end ha sorriso al Napoli: tre a zero alla Sampdoria (restituito lo sgarbo dell’andata, con il medesimo punteggio), una prova convincente soprattutto nella prima frazione, due punti rosicchiati alla Juve. Quagliarella, dopo aver raggiunto Batistuta lo scorso fine settimana, sperava di festeggiare il record solitario, proprio nella “sua” Napoli. Non è stato così, perché l’undici di Ancelotti ha sofferto poco, permettendo al Doria di uscire solo dopo il comodo vantaggio di due reti. Contro i doriani è andata in scena l’ultimo match di Hamšík, che saluta dopo undici stagioni e mezzo: un addio in sordina, consumatosi a febbraio in un San Paolo che non aveva il pubblico delle grandi occasioni. Il problema è che la notizia della sua partenza è arrivata solamente dopo la partita. Peccato, perché lo slovacco (recordman di presenze e di reti con la casacca azzurra) avrebbe meritato un altro tipo di commiato. L’ultima meraviglia è l’apertura per Callejón nell’azione che ha portato al gol di Milik, meraviglioso attaccante di cui non si parla abbastanza.

Guardando alla classifica marcatori, c’è però un altro polacco (tra i primi cinque ci sono più polacchi che italiani…) che ruba la scena più di Milik: si tratta ovviamente di Krzysztof Piątek, andato a segno per la quattordicesima volta in questo campionato, la prima con il Milan, dopo le due perle di Coppa Italia. Il nuovo Diavolo sta prendendo forma ed è incoraggiante che la rete dello 0-1, nel posticipo dell’Olimpico, sia scaturita sull’asse Paquetá-Piątek, con assist del primo e rete di scaltrezza del secondo. Vincendo, Gattuso avrebbe scavato un solco tra sé e la squadra di Di Francesco, reduce dal pesante 1-7 di Coppa contro la Fiorentina. Ne è uscito invece un 1-1, grazie all’ennesimo gol del baby Zaniolo (terzo sigillo per lui) che ha ripristinato la parità. Eroe della serata, un altro ragazzo del ’99: Gigio Donnarumma, ultimamente tornato ad esprimersi a livelli super. Salvando la porta su Zaniolo, Schick e Džeko, ha permesso ai rossoneri di fare risultato. Mancini si tenga stretto i suoi giovani.

Riassumendo la giornata con i promossi e i bocciati, nel primo gruppo mettiamo Ronaldo (di nuovo cannoniere, grazie alla doppietta segnata al Parma), Gervinho (doppietta anche per lui, bravo a replicare a Cr7 nella stessa gara), Piątek, Zaniolo, Donnarumma, Santander e l’empolese Caputo (due segnature al Chievo: secondo italiano nella classifica marcatori dietro Quagliarella), Sanabria (due partite, due reti); nel secondo, invece, ecco Mandžukic, l’allegra retroguardia juventina, Nkoulou (ha lasciato il Toro in dieci nella nervosa gara di Ferrara: 51 falli fischiati, un cartellino rosso, dieci gialli) e gli interisti Nainggolan e Icardi.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 2 febbraio, ore 15: Empoli-Chievo 2-2; ore 18: Napoli-Sampdoria 3-0; ore 20.30: Juventus-Parma 3-3; domenica 3 febbraio, ore 12.30: Spal-Torino 0-0; ore 15: Genoa-Sassuolo 1-1, Udinese-Fiorentina 1-1; ore 18: Inter-Bologna 0-1; ore 20.30: Roma-Milan 1-1; lunedì 4 febbraio, ore 19: Frosinone-Lazio 0-1; ore 21: Cagliari-Atalanta 0-1.

La classifica:
Juventus 60; Napoli 51; Inter 40; Milan 36; Atalanta, Roma e Lazio 35; Sampdoria 33; Fiorentina e Torino 31; Sassuolo 30; Parma 29; Genoa 24; Spal 22; Cagliari 21; Udinese 19; Empoli 18; Bologna 17; Frosinone 13; Chievo* 9.
*Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.