Il punto sulla 17ª giornata. Natale in Chiesa

La Juve è campione d’inverno con due turni d’anticipo. Ma il gol più pesante della giornata è quello dell’attaccante viola, che abbatte il Milan a San Siro

di GIOVANNI DEL BIANCO

Da questo turno natalizio dal sapore retro, consumatosi interamente nell’arco di una giornata, sono emersi diversi segnali, tra conferme e novità, tra calciatori che hanno ritrovato il gol dopo mesi e squadre che procedono i loro ritmi.

La prima conferma, e davvero non ci stupisce più, è la Juventus, già matematicamente campione d’inverno. Madama esce per l’ennesima volta rafforzata nei risultati e nello spirito: 16 vittorie sudiciassette, miglior attacco e miglior difesa. Un cammino impressionante per una formazione di altro livello rispetto alle rivali.

Le ultime tre partite hanno visto il medesimo esito: 1-0 all’Inter, 1-0 al Torino, 1-0 alla Roma. La Signora è spietata e come da tradizione sa farsi forza grazie a una difesa granitica che non concede nulla (a cui va chiaramente aggiunto il pauroso potenziale offensivo) e riesce a vincere anche senza tenere ritmi vertiginosi, tanto è il divario con le altre. Non a caso, la squadra ha collezionato il sesto “clean sheet” consecutivo, per altro in gare niente affatto banali (oltre a quelle citate, c’erano in mezzo anche Milan e Fiorentina).

La Roma ha lottato fino alla fine: nella ripresa ha aumentato ritmo e pressing e se l’è giocata, limitando però le occasioni a episodi sporadici. Buona volontà, ma poche chance.
Il 2-0 di Douglas Costa, annullato per un fallo su Zaniolo a inizio azione, sarebbe stato una punizione probabilmente troppo severa per Di Francesco, nel cui scacchiere si vedeva l’assenza di Džeko, là davanti, col bosniaco buttato nella mischia solo nel finale. Ma non c’è dubbio sull’autorità e sull’autorevolezza dei bianconeri, sempre a +8 sul Napoli, anch’esso vincitore di misura, grazie all’1-0 rifilato alla Spal, grazie al sigillo di Albiol e alle parate di Meret. Il Napoli sta lì in mezzo, a otto lunghezze dalla Juve e ad altre otto dall’Inter terza. Ancelotti è sospeso tra l’undici da rincorrere e quello che prova a pedinarlo, e deve essere bravo ad evitare cali d’attenzione da parte dei suoi, che sentono di avere saldamente il secondo posto tra le mani, ma allo stesso tempo impossibilitati a rifiatare, se vogliono rimanere sulle tracce dei piemontesi.

Il posticipo è stato nel segno di Mandžukić. Esaltante la regolarità dell’attaccante croato nei big match: Inter, Lazio, Milan, Napoli o Roma, per lui non fa differenza. Il suo nome compare sempre nel tabellino. Zampate che – in caso di scudetto – finiranno dritte dritte negli highlights della stagione.

Dal sabato di calcio sono emerse ancora una volta le difficoltà del Milan, in crisi di risultati e ora fuori dalla zona Champions. Il Diavolo non vince dal 2 novembre: dal 2-1 al Parma ha praticamente smesso di segnare. Zero a zero in casa contro il Torino, zero a zero a Bologna, zero a uno contro la Fiorentina. In mezzo, l’eliminazione dall’Europa League per mano dell’Olympiacos. Un periodo no, solo in parte giustificato dagli infortuni ed evidenziato dalla scarsa lena di Higuain, alla settima gara consecutiva senza reti, ma anche dall’intermittenza di Suso e dalla pochezza di Çalhanoğlu (in tribuna c’era anche il suo Ct Lucescu a guardare la partita) e Castillejo. Chiaro che sotto esame finisca anche Rino Gattuso, atteso mercoledì dalla prova di Frosinone e ora obbligato a gestire il caso-Montolivo.

I tre punti viola sono maturati grazie a due giocatori in particolare: l’attaccante Chiesa e il portiere Lafont. Decisivo con un gran tiro da fuori degno del padre, il primo (non segnava da tre mesi); un baluardo, il secondo. Di Lafont si diceva un gran bene in estate, poi qualche amnesia qua e là lo avevano un po’ ridimensionato: contro l’undici di Gattuso è arrivata una giornata da protagonista, con almeno tre evidenti palle-gol sventate.

Poco prima del suo match, il Milan aveva visto, nel proprio specchietto retrovisore, la Lazio mettere la freccia e superarlo in corsia di sorpasso. Una Lazio che passerà il Natale ammirando il quarto posto in classifica e con la speranza di aver trovato sotto l’albero il nuovo – o meglio, il vecchio – Milinković-Savić, tornato finalmente al gol, con tanto di lacrime, nel 3-1 sul Cagliari.

Oltre a Chiesa e Milinković-Savić, c’è anche Perišić che festeggia un gol dopo mesi di digiuno, ma il croato a differenza dei due colleghi, non trova i tre punti, perché un vecchietto terribile come Pellissier, approfittando di una leggerezza difensiva dell’Inter ha guastato i piani di Spalletti, proprio quando lo 0-1 del Bentegodi pareva cosa ormai fatta. Il capitano clivense è il simbolo di un Chievo battagliero: da quando in panchina c’è Di Carlo i gialloblù hanno fermato Napoli, Lazio e Inter.

Natale felice per le genovesi: il Genoa ha stoppato la rincorsa europea dell’Atalanta, affermandosi con un 3-1 firmato, neanche a dirlo, da Krzysztof Piątek (19 gol in 19 partite tra campionato e Coppa Italia), autore di una doppietta, poi derubricata a rete singola da parte dalla Lega, che sul primo centro ha assegnato autorete al brasiliano Tolói (poi pure espulso, giusto per completare l’orribile pomeriggio); la Sampdoria ha espugnato Empoli in un divertente incontro “da tripla” e in bilico fino all’ultimo, con i padroni di casa avanti, la rimonta degli ospiti (bellissima la segnatura di Ramírez), il nuovo pari e la doppietta finale del neoentrato Caprari a decidere la sfida tra Iachini e Giampaolo, entrambi ex molto amati di quest’incrocio.

Passato il Natale, il campionato si ritroverà già a Santo Stefano. Col big match tra Inter e Napoli e con un Atalanta-Juventus che promette spettacolo. Un menù appetitoso per delle buone feste.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 22 dicembre, ore 12.30: Lazio-Cagliari 3-1; ore 15: Empoli-Sampdoria 2-4, Genoa-Atalanta 3-1, Milan-Fiorentina 0-1, Napoli-Spal 1-0, Sassuolo-Torino 1-1, Udinese-Frosinone 1-1; ore 18: Chievo-Inter 1-1, Parma-Bologna 0-0; ore 20.30: Juventus-Roma 1-0.

La classifica:
Juventus 49; Napoli 41; Inter 33; Lazio 28; Milan 27; Sampdoria 26; Fiorentina e Sassuolo 25; Atalanta e Roma 24; Torino 23; Parma 22; Genoa 19; Cagliari 17; Empoli e Spal 16; Udinese 14; Bologna 13; Frosinone 9; Chievo* 5.
*Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.