Il punto sulla 15ª giornata. La Signora impone la sua legge

Mandžukić abbatte una bella Inter, mantenendo la Juve saldamente al comando. I nerazzurri scivolano a -14. Il Napoli rimane invece a otto lunghezze. Giornata incredibile per le tante rimonte e i numerosi gol allo scadere

di GIOVANNI DEL BIANCO

La legge della Signora si abbatte anche sull’Inter, che esce sconfitta dallo Stadium, nonostante una partita di personalità. Il gol di Mandžukić permette alla Juventus di uscire con altri tre punti, per un totale di 43 in classifica, otto più del Napoli, che rafforza la seconda piazza, e addirittura quattordici più dei nerazzurri, che abbandonano qualunque velleità legata alla vetta della classifica.
In mezzo ai tanti croati dell’Inter, la scena se la prende il croato della Juve: Mandžukić si conferma infatti infallibile nei grandi incontri (ha già trafitto le reti di Milan e Napoli, oltre a quella del Valencia in coppa). Ma nella gara di venerdì hanno brillato altri due giocatori bianconeri, Chiellini e Cancelo. Il primo ha chiuso ogni spazio possibile e immaginabile, il secondo ha aumentato i rimpianti dei milanesi – che non lo hanno riscattato – facendo i solchi sulla fascia di competenza (anzi, sulle fasce, visto che è partito a destra e poi si è spostato a sinistra) e servendo pure l’assist della rete che ha deciso la partita.

Per il resto, si era vista un’Inter tonica, che non ha speculato sul pari, cercando di giocarsi le sue carte. Un’Inter fermatasi sul palo di Gagliardini. Spalletti l’aveva preparata bene, ma l’ha gestita male: il cambio Borja Valero-Politano ha incomprensibilmente tolto dalla gara dopo appena un’ora di gioco uno degli uomini più pericolosi.

Allegri si gode l’ennesima spallata inflitta al campionato: il suo ruolino è perfetto, la sua squadra ha carattere e sa vincere anche le gare più complesse. Rimane davvero difficile pensare a una Juventus che non arrivi col tricolore sul petto a destinazione. Ci prova il Napoli, che dietro sta facendo gli straordinari, ma il problema è che questo avversario ti sfinisce, ti logora, non ti permette nemmeno il più piccolo passo falso. Il 4-0 al Frosinone, con un grande Milik sugli scudi, è stato una formalità in vista del match verità di martedì contro il Liverpool, appena impossessatosi del primato in Inghilterra.

È stato il week end dei risultati pazzi, delle rimonte e dei gol all’ultimo secondo. La Roma si è buttata via a Cagliari, sciupando un vantaggio di due reti, incassando nei minuti finali i colpi di Ionita e Sau (la prima all’84’, la seconda al 95’): un pareggio che scopre ancora una volta le fragilità dei giallorossi, incapaci di gestire il margine contro un avversario ridotto in nove uomini. Di Francesco – che qua è stato spesso difeso – sta traballando e la sua squadra, per quanto indebolita rispetto a quella che l’anno scorso si arrampicò fino alle semifinali di Champions League è troppo lontana dal vertice. In fin dei conti, il quarto posto è a soli cinque punti, ma fino a quando non si risolvono alcuni equivoci e certe dinamiche interne è inutile guardare la classifica. La crisi è scoccata soprattutto contro le piccole: la Roma ha perso a Bologna, a Udine, in casa con la Spal; e ha pareggiato con Cagliari e Chievo. Troppi punti gettati.

Ha buttato via una vittoria quasi acquisita anche la Lazio, che contro la Sampdoria è andata in vantaggio al 96’ grazie al rigore segnato da Immobile, prima di farsi riprendere al 99’ dalla perla di Saponara, autore della segnatura più tardiva della storia della Serie A. Follie del recupero, che abbiamo visto anche in Sassuolo-Fiorentina, con i viola che all’89’ erano sotto 3-1 e al 96’ hanno festeggiato il 3-3. Il tutto nel match che ha visto il ritorno al gol di Simeone e il primo centro stagionale di Mirallas. E poi c’è stato il successo dell’Empoli sul Bologna, non arrivato nel recupero ma comunque a dieci minuti dalla fine: nella delicata sfida tra terzultima e quartultima, i toscani hanno festeggiato il decimo punto degli ultimi dodici disponibili. In poche mosse, Iachini ha dato la svolta agli azzurri, tirandosi fuori dalle zone torbide, dove rimane invece il team di Pippo Inzaghi, al quale la società felsinea ha comunque confermato la fiducia.

Ma se dovessimo nominare un solo giocatore di questo turno, non avremmo dubbi: la palma andrebbe a Duván Zapata, triplettista di giornata e spietato ex. Il colombiano, dopo un avvio di gare stentate e anche diversa panchina, sta recuperando il terreno perduto e in poche partite è passato da flop a cannoniere della squadra. Un’arma in più per gli orobici nella corsa all’Europa League.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
venerdì 7 dicembre, ore 20.30: Juventus-Inter 1-0; sabato 8 dicembre, ore 15: Napoli-Frosinone 4-0; ore 18: Cagliari-Roma 2-2; ore 20.30: Lazio-Sampdoria 2-2; domenica 9 dicembre, ore 12.30: Sassuolo-Fiorentina 3-3; ore 15: Empoli-Bologna 2-1, Parma-Chievo 1-1, Udinese-Atalanta 1-3; ore 18: Genoa-Spal 1-1; ore 20.30: Milan-Torino 0-0.

La classifica:
Juventus 43; Napoli 35; Inter 29; Milan 26; Lazio 25; Torino 22; Atalanta, Roma, Sassuolo e Parma 21; Sampdoria 20; Fiorentina 19; Cagliari 17; Empoli e Genoa 16; Spal 15; Udinese 13; Bologna 11; Frosinone 8; Chievo* 3.
*Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.