Il punto sulla 14ª giornata. Bentancur, Cutrone, Zaniolo: il campionato sposa la linea verde

Il centrocampista bianconero è sembrato un gigante a Firenze. Il Milan ha rimontato il Parma grazie alla caparbietà del suo attaccante. Il divertente 2-2 di Roma-Inter ci ha proposto una prestazione super del talento giallorosso. Nel campionato dei vecchietti terribili come Pellissier e Quagliarella, spiccano anche giovani di grande caratura

di GIOVANNI DEL BIANCO

Ci siamo divertiti parecchio, sulla giostra serale dell’Olimpico, con uno spettacolare 2-2 tra Roma e Inter che ha offerto materiale sia per gli esteti sia per i moviolisti. I padroni di casa ottengono un punto che di fatto non cambia molto la situazione in classifica e si lamentano a ragione per quel contatto D’Ambrosio-Zaniolo che avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro (eravamo ancora sullo 0-0) e che pone ulteriori interrogativi sull’intermittenza del Var, regolarmente consultato in occasione del gomito di Brozovic per il penalty del 2-2. Ma c’è anche molto di buono nella serata giallorossa: intanto la doppia reazione agli svantaggi. E poi qualche gesto tecnico visto nella linea verde dalla trequarti in su. Il tacco di Schick per il tiro di Florenzi stampatosi sul palo, la botta da fuori di Ünder per la rete dell’1-1 e soprattutto la personalità mostrata da Zaniolo, uscito al 22′ della ripresa tra gli applausi scroscianti dei supporter capitolini. Il cambio Zaniolo-Perotti ha praticamente fatto perdere incisività alla Roma, con l’argentino palesemente in ritardo di condizione. Senza paura, Zaniolo è stato uno dei giocatori più pimpanti della serata: la “benedizione” di Francesco Totti nel dopopartita è di quelle che pesano: Di Francesco lo ha lanciato titolare in Champions, Mancini lo ha già convocato in nazionale. Se rimane umile potrà crescere ancora e diventare un uomo chiave per il calcio italiano che cerca di ripartire.

Quanto all’Inter, un pari all’Olimpico non è certo da buttare. Lo sarebbe se l’obiettivo fosse seriamente la rincorsa sulla Juventus, ma diciamoci la verità: la Juve fa storia a sé e l’undici di Spalletti deve correre per la Champions. Casomai il mister di Certaldo – allontanato per proteste nel finale – recrimina per i due vantaggi sciupati e per qualche leggerezza in fase difensiva. Inoltre l’Inter deve registrare una certa stanchezza da parte di alcuni elementi, forse provati dalle fatiche di Champions. E a proposito, complimenti ai due team, capaci di dare vita ad una tenzone spettacolare, divertente e poco tattica, proprio nella settimana che li aveva visti scendere in campo in Europa. Anzi, pareva più una partita di coppa che di campionato, per il rapido ritmo imposto dai protagonisti.

L’impegno di Champions League non sembra pesare per la Juventus, uscita non solo vincitrice ma addirittura trionfante dalla trasferta fiorentina: il 3-0 del Franchi porta la Juve a quota 40 punti (su 42), +11 sull’Inter e sul Napoli, atteso dal posticipo di Bergamo per tentare di riavvicinarsi un po’. L’uomo del match non è stato Ronaldo, che ha comunque raggiunto in testa alla classifica marcatori il genoano Piątek (clamorosamente uscito di scena dopo 30 minuti nella sua partita, visto che Jurić ha deciso di sacrificare lui dopo il rosso sventolato a Rômulo), bensì Rodrigo Bentancur, sempre più rilevante nel centrocampo della Signora: contro i viola il giovane uruguaiano è stato schierato regista e non mezzala e non ha minimamente sofferto il cambio del compito. Non vicino a Pjanić, ma al posto di Pjanić. Comincia timido poi cresce fino a diventare il migliore in campo: sblocca la gara, detta i tempi, si inserisce. La squadra di Pioli, che si sta perdendo nell’anonimato, è andata in tilt e deve fare i conti con i suoi problemi offensivi: Simeone è in crisi, Pjaca è sfiduciato, Chiesa non sempre gira a dovere.

Per quanto riguarda il resto del turno, impossibile non menzionare Jasmin Kurtić, doppiettista di giornata al pari del veterano Quagliarella (che ha approfittato di una orribile fase difensiva del Bologna): lo sloveno ha prima aperto la sfida contro l’Empoli e poi l’ha rimessa in piedi, dopo che gli ospiti si erano portati sul 2-1.
Determinante in questa quattrodicesima giornata è stato anche Patrick Cutrone, in particolare nel punto che ha dato il via alla rimonta del Milan sul Parma. Una rete impressionante, prima nella voglia di recuperare la palla e strapparla agli avversari, poi nel gesto tecnico della conclusione.
Citazione d’obbligo anche per il vecchio Pellissier, simbolo dell’orgoglio del Chievo, che non ha ancora vinto neppure una partita, ma che sta finamente lottando. Dopo il Napoli, Di Carlo si prende la soddisfazione di rallentare anche la corsa della Lazio.

Per chiudere, è stata la settimana delle vergognose scritte sui muri fuori dallo stadio, dove si prendevano di mira i 39 tifosi morti all’Heysel e Scirea. Scritte becere su cui si è detto troppo. E allora teniamoci la parte buona: l’omaggio per Astori dei supporter juventini e la curva Fiesole che ha ricordato Riccardo Magherini. E anche il coro degli aficionados doriani per Gianluca Vialli: mentre calava il sipario sulla partita tra Samp e Bologna, la Gradinata Sud ha mostrato vicinanza ad uno dei suoi vecchi idoli, che sta vivendo un momento difficile.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 1 dicembre, ore 15: Spal-Empoli 2-2; ore 18: Fiorentina-Juventus 0-3; ore 20.30: Sampdoria-Bologna 4-1; domenica 2 dicembre, ore 12.30: Milan-Parma 2-1; ore 15: Frosinone-Cagliari 1-1, Sassuolo-Udinese 0-0, Torino-Genoa 2-1; ore 18: Chievo-Lazio 1-1; ore 20.30: Roma-Inter 2-2; lunedì 3 dicembre, ore 20.30: Atalanta-Napoli 1-2.

La classifica:
Juventus 40; Napoli 32; Inter 29; Milan 25; Lazio 24; Torino 21; Roma, Sassuolo e Parma 20; Sampdoria 19; Atalanta e Fiorentina 18; Cagliari 16; Genoa 15; Spal 14; Udinese ed Empoli 13; Bologna 11; Frosinone 8; Chievo* 2.
*Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.