Il punto sulla 13ª giornata. Brindano i nuovi allenatori

La Juve allunga a +8. Finiscono in parità il derby di Genova e l’atteso Lazio-Milan. Risultati prestigiosi per i tecnici appena subentrati: Di Carlo rallenta la corsa del Napoli, Nicola abbatte la Roma, Iachini (2 vittorie su 2) rimonta l’Atalanta

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il Chievo di Di Carlo ottiene un prestigioso pari al San Paolo contro il Napoli, togliendosi da quell’orribile zero alla casella dei punti. La rinnovata Udinese di Nicola stende la Roma grazie al gol di De Paul e ritrova i tre punti dopo due mesi di astinenza. Il nuovo Empoli di Iachini fa due su due e rimonta l’Atalanta, ribaltandola da 0-2 a 3-2 (prima volta che i toscani vincono una gara in A passando da un doppio svantaggio). Il turno dopo la sosta dà ragione alle panchine girevoli, spesso criticate, anche in queste colonne. Attendiamo ulteriori conferme, ma di certo tutti e tre i risultati ottenuti dalle squadre citate segnano i risultati più sorprendenti del week-end.

La delusione di giornata è il Napoli: fermandosi solamente al palo di Insigne, la squadra di Ancelotti – che rimanda i bilanci alla fine del girone d’andata – perde contatto con la vetta, saldamente occupata dalla Juventus. I campani, che col Chievo soffrono spesso, si ritrovano ad otto punti dalla Signora e sono attesi da una delicata trasferta a Bergamo lunedì prossimo. Un passo falso ci sta e non cambia di certo il giudizio globale sulla formazione partenopea (che non potrà permettersi passi falsi mercoledì contro la Stella Rossa),ma con una Juve così regolare anche il minimo rallentamento pesa sull’economia della classifica. Contro il primo Chievo del dopo-Ventura non hanno girato a dovere Mertens e Insigne (a parte il legno), Milik non ha punto, Callejón è andato solo a folate. Inoltre, Sorrentino, come spesso accade, si è rivelato insuperabile. Risultato 0-0 e Napoli a secco in casa per la prima volta dopo 22 partite. Le prossime due giornate diranno se avremo ancora una lotta scudetto, dal momento che l’undici di Allegri è atteso dalle trappole rappresentate da Fiorentina e Inter. Intanto il percorso della Juve procede a vele spiegate: il 2-0 rifilato alla Spal rappresenta la quarta vittoria consecutiva e costituisce il record di punti (37) a questo punto del campionato. Troppo difficile per la concorrenza starle dietro.

La Roma continua a procedere ad intermittenza, proponendo i soliti vizi e i difetti che hanno segnato questa prima parte di stagione, tipici delle partite alla vigilia di Champions: pari col Chievo prima della sfida del Bernabéu, sconfitta interna contro la Spal prima della partita d’andata contro il Cska Mosca, pari a Firenze prima di quella di ritorno contro i russi. Unica eccezione, e che eccezione, la vigilia della gara con il Viktoria Plzeň, nella quale i giallorossi hanno fatto loro il derby. Il gol preso al Friuli, da rimessa laterale, è la spia di un’attenzione che spesso manca: Di Francesco si dice “avvelenato” e denuncia lo scarso carattere dei suoi, che troppo spesso latitano nelle partite non di cartello. Finora, la Champions ha nascosto i guai del campionato: martedì arriverà all’Olimpico il Real Madrid. Sarà fondamentale vedere almeno una reazione.

L’Atalanta di Gasperini veniva da quattro vittorie consecutive e pareva orientata a portarsi a casa anche la quinta (0-2 al 40′ prima del black-out). Poi è arrivato il black-out, con tanto di sorpasso in classifica da parte di un Parma sempre più sorprendente, uscito vincitore dal derby emiliano col Sassuolo e salito in zona Europa League. Quanto all’Empoli, la vittoria – giunta grazie al primo centro in A di La Gumina, all’autorete di Masiello e al secondo sigillo stagionale del vecchio Silvestre – significa il sorpasso a danno del Bologna e una posizione fuori dalla zona rossa.

La gara del Castellani ha offerto spettacolo, risultando la più pirotecnica del fine settimana: cinque gol di cui uno in extremis, una rimonta effettuata, un’autorete, un cartellino rosso. Ma i fari della domenica erano puntati soprattutto sui due posticipi, quello delle 18 all’Olimpico nel quale Lazio e Milan hanno dato vita ad un incontro divertente e quello serale al Ferraris, dove è andato in scena il derby della Lanterna. Ne sono usciti due pareggi per 1-1, che hanno spostato di poco le classifiche delle squadre coinvolte. La Lazio rimane avanti di una lunghezza sul Milan acciuffando con Correa il pari nel finale, ma contro un Diavolo incerottato era lecito attendersi qualcosa in più; Gattuso mastica amaro per un’affermazione sfumata nel finale, ma i segnali giunti dalla capitale sono incoraggianti, specialmente se contiamo l’infinito elenco di assenti forzati, dallo squalificato Higuaín agli infortunati Biglia, Bonaventura, Caldara, Romagnoli, Strinić e Musacchio. Nessuna delle due genovesi festeggia il ritorno al successo ed entrambe rimangono nella zona mediobassa della classifica; bravo il Genoa a rimediare subito al gol d’apertura di Quagliarella, ma l’affare, nell’aver trovato un punto, lo ha fatto la Sampdoria. Piątek è tornato a segnare ed è il primo giocatore a raggiungere la doppia cifra nella classifica marcatori, Kouamé e Lazović sono stati due costanti spine nel fianco, il portiere blucerchiato Audero è risultato il migliore in campo (nonostante il fallo da rigore). Motivi per cui il pareggio va stretto a Jurić e benone a Giampaolo.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 24 novembre, ore 15: Udinese-Roma 1-0; ore 18: Juventus-Spal 2-0; ore 20.30: Inter-Frosinone 3-0; domenica 25 novembre, ore 12.30: Parma-Sassuolo 2-1; ore 15: Bologna-Fiorentina 0-0, Empoli-Atalanta 3-2, Napoli-Chievo 0-0; ore 18: Lazio-Milan 1-1; ore 20.30: Genoa-Sampdoria 1-1; lunedì 26 novembre, ore 20.30: Cagliari-Torino 0-0.

La classifica:
Juventus 37; Napoli 29; Inter 28; Lazio 23; Milan 22; Parma 20; Roma e Sassuolo 19; Atalanta, Fiorentina e Torino 18; Sampdoria 16; Cagliari e Genoa 15; Spal 13; Udinese ed Empoli 12; Bologna 11; Frosinone 7; Chievo* 1.
*Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.