Il punto sulla 12ª giornata. È una Dea meravigliosa

Continua il duello tra Juve e Napoli: Allegri esce indenne dalla trappola di San Siro, Ancelotti rimonta il Genoa nell’acquitrino di Marassi. Perde contatto con la testa della classifica l’Inter, travolta da una splendida Atalanta giunta al quarto successo consecutivo

di GIOVANNI DEL BIANCO

Le sconfitte delle due milanesi, la vittoria di carattere del Napoli in un campo quasi impraticabile per via della pioggia caduta su Marassi, il crollo dell’Inter: è stato un week end bello pieno, quello che ha anticipato la sosta per la nazionale, attesa dall’ultimo impegno in Nations League.

La Juventus, dopo lo scivolone – fastidioso ma praticamente indolore – contro il Manchester United, ha ripreso subito a marciare, dettando legge in casa di un Milan notevolmente inferiore: la pratica di San Siro è stata sbrigata in scioltezza, al di là del rigore fallito da Higuaín che avrebbe certamente cambiato il copione del match. Voleva spaccare il mondo, il Pipita: esce dalla partita contro i suoi vecchi compagni con un rigore fallito (bravo Szczęsny a reagire anche alle critiche ricevute in settimana) e un cartellino rosso. Una notte disastrosa, mentre Cristiano Ronaldo, l’uomo che lo ha scalzato alla Juventus, segnava il suo primo gol nello stadio milanese. Sentiva troppo la gara, la punta argentina e ha combinato disastri. Dall’altra parte, Allegri non ha voluto rischiare situazioni analoghe e l’uomo che avrebbe potuto combinare qualche guaio per gli stessi motivi di Higuaín, lo ha tenuto fuori. Si tratta ovviamente di Bonucci, tenuto a riposo in un match che sarebbe stato più di un semplice incontro di campionato per lui. Chi sogna un campionato più agguerrito sperava in uno stop bianconero: invece la Signora è uscita indenne anche dalla trappola di San Siro, raggiungendo quota 34 punti, figli di undici vittorie e un solo pari. Un rullo compressore e un messaggio alle rivali: lasciate ogni speranza voi che inseguite.

Prova a starle dietro il Napoli, bravo a rimontare il Genoa al Ferraris, in una partita dai due volti. La sospensione di un quarto d’ora per la pioggia è stata lo spartiacque, coi partenopei che si sono caricati durante la pausa forzata e hanno trovato la forza di ribaltare un incontro maledettamente complicato. Sul prato dove aveva già perso contro la Samp, Ancelotti ottiene tre punti preziosi, grazie agli ingressi di Mertens e Fabián Ruiz, subentrati a Milik e Zieliński all’intervallo. I cambi hanno sfatato il vecchio adagio che vuole che i piedi buoni mal si trovino sui campi intrisi d’acqua. Lo spagnolo in particolare è stato decisivo, segnando l’1-1 e propiziando l’autorete del 2-1 di Biraschi. Quanto al Genoa, si registra l’ennesima sconfitta per Jurić: il croato, il cui approdo al Grifone al posto di Ballardini è stato incomprensibile, pare avere le ore contate e nel derby del prossimo turno, contro una Sampdoria anch’essa in crisi di risultati (tre ko di fila nelle quali ha incassato undici reti), potrebbe sedersi un nuovo tecnico.

Panchine girevoli anche a Verona e forse a Udine. Il Chievo raggiunge quota zero punti, ma a sorpresa deve registrare l’addio di Ventura (un punto in quattro gare). Ad un anno esatto dalle dimissioni non date da Ct della nazionale, l’allenatore genovese lascia il club veneto, in condizioni disastrose, ma non di certo per colpa sua, come vuol far credere un certo atteggiamento da “sbatti il mostro in prima pagina”. E pure Velázquez potrebbe saltare dalla panchina dell’Udinese, dopo il ko di Empoli maturato, guarda un po’, da un neotecnico come Iachini, appena subentrato ad Andreazzoli. La giornata prima della sosta, si sa, è una delle più gettonate per i cambi di panchina. La Serie A, alla ripresa, avrà probabilmente qualche volto nuovo.

Nella lotta per l’Europa (solo il tempo ci dirà se sarà Champions League od Europa League) si registra la bellissima vittoria della Roma, uno dei team più imprevedibili di questa prima parte di stagione: la doppietta di El Shaarawy (non chiamato da Mancini e forse lo avrebbe meritato) e le marcature di Juan Jesus (non segnava dal 2013) e dell’ex Schick (al primo gol stagionale) hanno ridato linfa ad una squadra che sta procedendo senza continuità di risultati. L’affermazione contro la Samp è stata autorevole e mai in discussione e la quarta posizione dista solo tre punti, a conferma di quanto siano prematuri certi processi.

Ma il risultato del fine settimana è quello centrato dall’Atalanta: Gasperini ha impartito una severa lezione ad un’Inter deconcentrata, fuori giri e di pasta ben differente rispetto a quella delle passate settimane, tant’è che i bergamaschi avrebbero potuto ottenere persino un risultato più netto del 4-1 finale. L’undici di Spalletti, stanco dopo le fatiche di Coppa (ma è una novità: dopo le altre uscite continentali, la squadra aveva sempre ben figurato) è uscito male da un campo tradizionalmente ostico come l’Atleti Azzurri d’Italia. Uno stop non è un dramma per la corsa Champions. Lo è casomai per quella al titolo, ammesso che fosse un obiettivo alla portata della Beneamata. Gli orobici ottengono la quarta vittoria consecutiva e si proiettano in alta classifica, come da tradizione recente. Cinque reti al Chievo, tre al Parma, due al Bologna, quattro all’Inter: a Bergamo è tornato il luna park e l’Europa League, persa in estate contro il Copenaghen, è di nuovo nel mirino. Applausi per una delle realtà più belle d’Italia.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
venerdì 9 novembre, ore 20.30: Frosinone-Fiorentina 1-1; sabato 10 novembre, ore 15: Torino-Parma 1-2; ore 18: Spal-Cagliari 2-2; ore 20.30: Genoa-Napoli 1-2; domenica 11 novembre, ore 12.30: Atalanta-Inter 4-1; ore 15: Chievo-Bologna 2-2, Empoli-Udinese 2-1, Roma-Sampdoria 4-1; ore 18: Sassuolo-Lazio 1-1; ore 20.30: Milan-Juventus 0-2.

La classifica:
Juventus 34; Napoli 28; Inter 25; Lazio 22; Milan 21; Roma e Sassuolo 19; Atalanta 18; Fiorentina, Torino e Parma 17; Sampdoria 15; Cagliari e Genoa 14; Spal 13; Bologna 10; Udinese ed Empoli 9; Frosinone 7; Chievo* 0.
*Il Chievo ha 3 punti di penalizzazione.