Girone H: Valencia

Stagione ancora indecifrabile per il Valencia, partito male in campionato. L’ossatura, però, è quella dello scorso anno, con capitan Parejo a fare da fulcro nel 4-4-2 di Marcelino

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il Valencia di questo primo scorcio di stagione è ancora un’incognita. Il campionato è partito con dei risultati altalenanti, se non proprio deludenti: un 1-1 interno contro la Real Sociedad, un ko a Vigo per 1-0, una vittoria per 2-0 sul Maiorca e una disfatta per 5-2 al Camp Nou contro il Barcellona. Quattro punti in quattro gare non sono un gran bottino, anche se siamo solo agli inizi. Anzi, se pensiamo allo scorso anno, siamo in linea, dal momento che il primo successo del 2018-19 arrivò alla settima giornata e il quarto posto valso la qualificazione in Champions League è maturato solo nel girone di ritorno, in un maggio glorioso che ha visto la squadra conquistare anche la Copa del Rey.

Marcelino schiera la squadra con il 4-4-2, scegliendo quindi la via del doppio attaccante. In avanti, giocano due tra il francese Kévin Gameiro, l’uruguaiano Maxi Gómez (appena comprato dal Celta Vigo) e il vicecapitano Rodrigo: quest’ultimo pareva sul piede di partenza, anzi il suo passaggio all’Atlético Madrid era cosa ormai fatta, prima del dietrofront dei Colchoneros.

Il gioco passa in mezzo per i piedi del capitano Dani Parejo: il centrocampista centrale è in forza al Valencia del 2011 e di fatto ne è oggi il simbolo. Con nove gol fu il miglior marcatore del club nella scorsa Liga. Quest’anno ha già graffiato due volte, entrambe nel successo col Maiorca (ed entrambe su rigore): l’obiettivo potrebbe essere la doppia cifra. Di fianco a Parejo c’è il francese Coquelin, con compiti più difensivi. Sulle fasce, invece, agiscono Gonçalo Guedes e Carlos Soler, il quale è al momento infortunato (salterà dunque l’esordio di Champions).

Arretrando ancora, eccoci alla difesa: l’uomo di maggior esperienza è l’argentino Garay, che prende posto vicino all’ex Arsenal Gabriel Paulista o all’ex Lione Diakhaby. A destra c’è il danese Wass, ma è da seguire con interesse il suo ricambio, il terzino Thierry Correia, portoghese di 20 anni, appena prelevato dallo Sporting Lisbona. Dall’altra parte c’è sempre l’affidabile José Luis Gayà, prodotto del vivaio e alfiere della prima squadra dal 2012. Cambio tra i pali, con l’olandese Cillessen acquistato dal Barça e l’ex Juventus Neto andato a fare la riserva proprio in Catalogna.

Per quanto riguarda il cammino, il girone vede gli spagnoli opposti a Chelsea, Ajax e Lilla, con le prime due chiaramente favorite. Ma sulla carta, pare un gruppo dalle forze equilibrate e sarà interessante vederne lo sviluppo.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

VALENCIA CLUB DE FÚTBOL
Città:
Valencia (Spagna)
Fondazione: 1919
Stadio: Mestalla (49.677 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 6 campionati, 8 Coppe del Re, 1 Supercoppa; trofei internazionali: 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa Uefa, 2 Supercoppe europee, 1 Intertoto
Colori sociali: bianco, nero e arancione