Girone G: Zenit San Pietroburgo

Il ritorno al successo in patria accompagna le nuove ambizioni dei russi: il girone “morbido” può agevolare i sogni di tornare a recitare un ruolo da protagonisti in Europa

di EDOARDO COZZA

In un girone definito, da più parti, come un ottimo raggruppamento da Europa League, lo Zenit San Pietroburgo può recitare il ruolo della favorita. Forse lo diciamo perché il mercato ha portato a spendere quasi 67 milioni a fronte dei circa 16 incassati: segno che la proprietà russa ha decisamente voglia d’investire e di provare a rendere lo Zenit quella squadra che in Europa, un decennio fa, non solo sorprendeva ma addirittura vinceva.

Dal 2018 alla guida della squadra che fu Zenit Leningrado prima e, ancor prima, Krasnaja Zaria, c’è un tecnico russo: si tratta di Sergej Semak, che a San Pietroburgo ha chiuso la carriera da calciatore. La scelta di affidarsi a un autoctono va in controtendenza rispetto alla storia recente della squadra: dal 2002, infatti, per sedici anni si sono alternati in panchina solo stranieri: il ceco Petržela, l’olandese Advocaat, il portoghese Villas-Boas, il rumeno Lucescu e i “nostri” Spalletti e Mancini.
Con Semak la squadra è tornata a primeggiare nella Prem’er-Liga dopo un digiuno di tre stagioni: protagonista del successo è stato l’iraniano Azmoun, autore di 9 reti in 4 mesi, visto che è arrivato nella seconda parte di campionato dal Rubin Kazan’.

Ma dicevamo degli acquisti recenti: in estate sono stati sborsati 40 milioni per l’ala destra Malcom (arrivato dal Barcellona che, dodici mesi prima, lo aveva “scippato” alla Roma), mentre 12 milioni sono stati girati all’Amburgo, che in cambio ha mandato in Russia il duttile mancino Douglas Santos. Dal Vitesse, invece, è stato prelevato il terzino Karavaev, che è tornato in Russia dopo cinque anni spesi tra Repubblica Ceca e Olanda.

La squadra si schiera con un 4-4-1-1, dove un ruolo importante lo ha l’italo-argentino Driussi, seconda punta o ala dai numeri interessanti e, finora, vanamente in attesa del definitivo salto di qualità. La punta centrale è il classico centravantone fisico e spigoloso: si tratta di Dzjuba (foto sopra), che comunque fa sempre il suo in area di rigore (21 gol in 38 partite con la Russia, 5 reti in 9 presenze nell’attuale campionato). Le chiavi del gioco sono in mano al colombiano Barrios, fisico compatto e grandi qualità tecniche.

Edoardo Cozza

FUTBOL’NYJ KLUB ZENIT SANKT-PETERBURG
Città:
San Pietroburgo (Russia)
Fondazione: 1925
Stadio: San Pietroburgo (68.130 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 5 campionati russi, 1 campionato sovietico, 3 Coppe di Russia, 1 Coppa dell’Urss, 4 Supercoppe; trofei internazionali: 1 Coppa Uefa
Colori sociali: bianco, azzurro e blu