Girone E: Salisburgo

Dopo tante delusioni nei preliminari, il Salisburgo entra finalmente nell’élite del calcio europeo. Occhio ai giovani che questo club sa far crescere: qua sono passati negli ultimi anni Mané, Keïta e Lazaro

di EDOARDO COZZA

Far bene per se stessi (e va da sé), far meglio dei cugini: anche quest’ultimo potrebbe essere un obiettivo degli austriaci, che potranno confrontarsi a distanza con gli stretti parenti del Lipsia. A differenza di questi, però, i Tori di Salisburgo hanno un girone ben più complicato in cui destreggiarsi: insomma, la situazione per lo statunitense Jesse Marsch (ormai un allenatore di casa alla Red Bull, dopo le esperienze con la compagine di New York e quella da assistente a Lipsia) non è così agevole.
Però in Austria ci sanno fare con i giovani: li sanno individuare, li sanno far crescere, li sanno coccolare e poi accompagnare verso lidi più ambiziosi, previo onerosi bonifici da ricevere. Un po’ di nomi: Naby Keïta, Sadio Mané, Dayot Upamecano, Valentino Lazaro, Amadou Haidara, Duje Ćaleta-Car e ci fermiamo per non allungare la lista fino a esaurimento dei caratteri.

In compenso, però, come dicevamo, altri giovani sono arrivati e sono pronti a dimostrare le proprie capacità. Un paio su tutti: la punta norvegese Håland e il centrocampista ungherese Szoboszlai (entrambi nella foto sopra). Ambedue classe 2000, stanno già facendo vedere grandissime cose: lo scandinavo è già a quota undici reti e cinque assist in campionato in soli sette incontri. Undici, come i gol segnati nella Norvegia Under 20, dato drogato dai nove messi a segno in un solo incontro al Mondiale di categoria contro l’Honduras, terminato 12-0. Il magiaro, invece, è a quota un gol e quattro assist, sempre in sette partite: ha già vestito cinque volte la maglia della nazionale maggiore, ha segnato una rete ed è sul taccuino di mezza Europa (tra cui tante squadre di Serie A).
Completano il quadro dei giocatori da seguire il nipponico Minamino, prolifico e rapido attaccante, il difensore centrale 21enne Wöber e la punta maliana 19enne Sekou Koita, protagonista, come Håland, al Mondiale Under 20.

Il sogno è quello di trovare una dimensione in Champions League: l’anno scorso, in Europa League, ha eliminato la Lazio e messo paura al Napoli; due anni fa, sempre in EL, fu semifinale. E c’è anche una finale di Coppa Uefa da ricordare: era il 1993-94, la squadra non era ancora Red Bull, e perse all’ultimo atto contro l’Inter di Gianpiero Marini con una doppia sconfitta per 1-0: all’andata decise Berti, al ritorno Jonk dopo un doppio-palo colpito da Marquinho. Intanto c’è da godersi questa Champions League, colta dopo una serie impressionante di eliminazioni nei turni preliminari. Rotto un tabù decennale, può iniziare la tanto attesa avventura.

Edoardo Cozza

FUSSBALLCLUB RED BULL SALZBURG
Città:
Salisburgo (Austria)
Fondazione: 1933
Stadio: Red Bull Arena (30.188 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 13 campionati, 6 Coppe d’Austria, 3 Supercoppe; trofei internazionali:
Colori sociali: bianco e rosso