Girone E: Liverpool

Portata a casa la sesta Champions League della propria storia, il Liverpool ha nel mirino uno storico bis, ma soprattutto quel campionato che ad Anfield non viene festeggiato dal 1990

di EDOARDO COZZA

La Champions League alzata e conservata in bacheca è la numero sei della storia dei Reds, ma non è una follia dire che in riva al fiume Mersey c’è chi ha storto la bocca e avrebbe preferito vincere quel campionato che manca nella bacheca di Anfield Road dal 1990.
Però sarebbe folle criticare Klopp e la squadra che ha costruito, vincendo la coppa europea più ambita: e lo ha fatto in una finale tutta inglese contro il Tottenham, aperta da un rigore di Salah dopo due giri di lancette e controllata fino allo scadere, quando Origi ha sancito la fine col gol del definitivo 2-0.

Prima di quell’atto c’è stata una stagione da record in Premier League, nonostante c’è chi abbia fatto un record ancora più eccelso (il Manchester City), ma soprattutto c’è stata la rimonta storica col Barcellona, annichilito ad Anfield da una Kop impazzita e dai Reds che non saranno “devils” (tutt’altro), ma quella sera erano decisamente indemoniati.

Quest’anno si riparte… dall’anno scorso: zero cessioni di rilievo, zero acquisti da copertina. Arriva a Liverpool il portiere Adrián, che va a tappare il buco lasciato (in panchina, visto che il titolare è Alisson) da Mignolet; mentre 2 milioni sono quelli versati al Pec Zwolle per il 17enne Van den Berg, difensore centrale che osserva il connazionale van Dijk sperando di carpirne i più intimi segreti di calcio.

Per il resto ci si affida a un impianto che ha fatto meraviglie nell’ultima stagione: detto del portiere ex Roma Alisson, in difesa ecco i terzini Alexander-Arnold e Robertson – sempre coinvolti nella manovra offensiva – e i centraloni van Dijk e Matip – con quest’ultimo che si alterna con Gomez senza che il reparto ne soffra. A centrocampo c’è l’imbarazzo della scelta: Fabinho e Keïta furono pezzi pregiati di mercati passati, mentre capitan Henderson, Milner e Wijnaldum sono usato più che sicuro. In attacco lasciamo parlare i nomi del trio Salah-Firmino-Mané, che come ricambi contano su Shaqiri e Origi.

I fuoriclasse non mancano, ma la stella vera del Liverpool siede in panchina: Jürgen Klopp è allenatore di successo, formula alla quale non si aggiunge più l’aggettivo perdente. Anche perché sfidiamo una qualunque squadra che voglia vincere a non desiderare di avere in panchina il tedesco.  Se voi conosceste qualcuno che non la pensa così, presentatecelo. Siamo curiosi.

Edoardo Cozza

LIVERPOOL FOOTBALL CLUB
Città:
Liverpool (Inghilterra)
Fondazione: 1892
Stadio: Anfield (54.074 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 18 campionati, 7 Coppe d’Inghilterra, 8 Coppe di Lega, 15 Charity/Community Shield; trofei internazionali: 6 Coppe dei Campioni/Champions League, 3 Coppe Uefa, 4 Supercoppe europee
Colori sociali: rosso