Girone D: Bayer Leverkusen

Il Bayer è atteso da un girone tosto e per sovvertire i pronostici il tecnico Bosz si affida ad un calcio propositivo. Il faro della squadra è Kai Havertz, centrocampista di 20 anni, autore di 17 reti nella scorsa Bundesliga

di GIOVANNI DEL BIANCO

Quattro partecipazioni consecutive tra il 2013-14 e il 2016-17, poi due anni senza Champions, e ora questo ritorno per quello che è l’unico club nella storia del massimo torneo continentale ad aver raggiunto la finale senza aver mai vinto il proprio campionato. Correva l’anno 2002 e l’undici di Toppmöller arrivò all’appuntamento di Glasgow arrendendosi alla favolosa volée di Zidane.

Ma torniamo al presente: la qualificazione è stata rocambolesca, visto che la prima volta che il Bayer ha messo piede tra le prime quattro della scorsa Bundesliga è stata all’ultimo turno, quando ha staccato sul più bello il Borussia Mönchengladbach, che aveva pure battuto il Leverkusen per due volte. Il merito principale va attribuito al tecnico olandese Peter Bosz, che ha sostituito alla prima di ritorno Heiko Herrlich, rinvigorendo un ambiente depresso e dando il via ad una rimonta strepitosa, dall’ottava alla quarta piazza. Un bel riscatto personale per l’olandese, dopo la deludente esperienza di Dortmund, conclusa con l’esonero.

Bosz è uno che cerca il bel gioco, lo aveva già dimostrato all’Ajax, quando ottenne la finale di Europa League nel 2017, offrendo agli ajacidi quell’impostazione che avrebbe raccolto applausi anche in Champions League. Alla BayArena ciò è possibile grazie ad elementi di indiscusso valore: su tutti emergono i numeri di Kai Havertz, centrocampista di soli 20 anni, ma già un vero leader, tanto che è ormai anche in nazionale. Giocatore tecnico capace di giocare con entrambi i piedi, Havertz è il cervello della squadra, ma si fa sentire anche in zona gol, ben 17 quelli messi a segno nella passata Bundesliga.

C’è attesa poi per Kerem Demirbay, centrocampista centrale acquistato dall’Hoffenheim per 32 milioni (un record). Vuole trovare il posto da titolare che non aveva a Parigi, Moussa Diaby, un esterno rapido e dal futuro roseo (è del 1999). Elementi di spicco e abbondantemente affermati sono poi i due gemelli Bender, Lars (capitano) e Sven, classe 1989: il primo difende i colori rossoneri dal 2009, il secondo dal 2017. In difesa è fondamentale l’apporto di Jonathan Tah, inserito dall’Uefa nella formazione tipo dello scorso Europeo Under 21. In avanti i gol – se non bastassero quelli di Havertz – li garantisce Kevin Volland, alla quarta stagione con le Aspirine e reduce da due annate da 14 reti.

Bene, fatti gli elogi che questa squadra merita, c’è da fare i conti col girone: Juventus e Atlético Madrid sono obiettivamente di altro spessore rispetto al Bayer. Non che la qualificazione sia impossibile, ma per raggiungerla bisognerà capovolgere i pronostici.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

BAYER 04 LEVERKUSEN FUSSBALL
Città:
Leverkusen (Germania)
Fondazione: 1904
Stadio: BayArena (30.210 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 1 Coppa di Germania; trofei internazionali: 1 Coppa Uefa
Colori sociali: rosso e nero