Girone B: Tottenham

Il Tottenham non può più nascondersi. L’arrivo di Ndombele ha rinforzato la squadra, ma il vero successo dell’estate è aver mantenuto ancora una volta tutti i big: Kane, Eriksen, Alli e Son ci riprovano dopo la finale persa a giugno

di GIOVANNI DEL BIANCO

I vicecampioni d’Europa mantengono ancora una volta inalterata la loro ossatura e fanno della regolarità tecnica un’arma preziosa. Nell’estate del 2018 erano rimasti fermi sul mercato, niente partenze e niente arrivi. Quest’anno qualcosa si è fatto, sia in un senso sia nell’altro, ma nessuno stravolgimento vero e proprio: se ne è andato il terzino Trippier, passato all’Atlético Madrid e si sono svincolati Llorente e il portiere di riserva Vorm; sono arrivati invece il trequartista argentino Giovani Lo Celso dal Betis, protagonista di una bella Europa League (cinque gol in sette partite); il giovane Ryan Sessegnon, classe 2000, proveniente dal Fulham e ammirato all’Europeo Under 21, dove l’Inghilterra a dire il vero ha deluso le aspettative, nonostante un potenziale pauroso; e soprattutto il mediano francese Tanguy Ndombele (dal Lione per 62 milioni di euro), un affare significativo per il centrocampo.

Gli assi, Mauricio Pochettino, è riuscito a tenerseli tutti: da Kane ad Eriksen, da Alli a Son (foto sopra, mentre esulta con Lamela). E questa continuità non può che fare bene ad una società che da anni si esprime ad alti livelli, ma a cui è sempre mancata la ciliegina: per suggellare questo bellissimo ciclo, agli Spurs occorrerebbe un grande titolo, Premier League o Champions League che sia. Per quanto riguarda l’ambito domestico, c’è da mordersi le mani per la stagione 2015-16: con tutte le altre big in difficoltà, il Tottenham avrebbe potuto piazzare la zampata vincente, ma alla fine la spuntò il Leicester. In merito alla Champions League, si tratta di un vero peccato aver giocato con la squadra scarica mentalmente la finale di maggio. Va detto che passarono venti giorni, un’eternità, tra l’ultima gara di campionato e l’appuntamento madrileno. Un treno perso, che chissà se e quando ripasserà.

La cavalcata europea, nel 2018-19, è nata anche per via del suicidio dell’Inter contro il Psv. Pochettino rischiò la ghirba nel girone e poi spiccò il volo alla ripresa primaverile. Il sorteggio per l’edizione nascente non dovrebbe causare patemi simili: Oympiacos e Stella Rossa sono inferiori tanto agli Spurs quanto al Bayern. Questa volta la selezione del nord-est di Londra sarà attesa al varco sin dalle prime battute, non potendo più nascondersi.

Altro fattore da menzionare è l’impianto di casa: il club di Pochettino giocherà sin da subito le sfide interne nel suo nuovo stadio (la prima parte dell’anno passato la giocò a Wembley, visto che il Tottenham Hotspur Stadium è stato aperto solo ad aprile, per l’ultimo scorcio di stagione). Quale migliore occasione per onorare il nuovo teatro, se non un altro bel percorso di Champions?

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

TOTTENHAM HOTSPUR FOOTBALL CLUB
Città: Londra (Inghilterra)
Fondazione: 1882
Stadio: Tottenham Hotspur Stadium (62.062 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 2 campionati, 8 Coppe d’Inghilterra, 4 Coppe di Lega, 7 Charity/Community Shield; trofei internazionali: 1 Coppa delle Coppe, 2 Coppe Uefa
Colori sociali: bianco e blu