Girone F: 🇩🇪🇸🇪 Germania-Svezia 2-1

Germania, Reus e rebus

I tedeschi se la vedono bruttissima contro la Svezia: vanno sotto con Toivonen e rimontano (in dieci contro undici) con Reus e Kroos. Il 2-1 arriva al quinto minuto di recupero!

di GIOVANNI DEL BIANCO

La Germania se la vede brutta, bruttissima, contro la Svezia, vedendo persino in faccia lo spettro dell’eliminazione ai gironi, mai capitata alla Mannschaft in un Campionato del Mondo.
Sotto con il gol di Toivonen e giunta in svantaggio all’intervallo, i tedeschi hanno reagito nella ripresa, trovando subito il pari con Reus (l’1-1 li avrebbe lasciati nei guai, pur tenendoli in corsa) e in pieno recupero il gol del sorpasso con Kroos. Una rete pesantissima che stravolge tutto il girone F, rimette in corsa i tedeschi, abbassa le quotazioni della Germania, rinvia il raggiungimento degli ottavi al Messico e addirittura lascia per la matematica ancora in corsa la Corea del Sud.

Il primo tempo comincia con la Germania che prende a pugni la Svezia, senza però mandarla al tappeto. Un paio di occasioni nei primi due minuti (Drazxler e Reus), la superiorità territoriale, il gioco condotto a lungo (ad un certo punto compare una grafica Fifa impietosa: dopo sette minuti la Germania ha completato 122 passaggi, la Svezia nello stesso lasso di tempo6!).

Eppure, la Svezia non si sfalda, resiste e lascia sfogare la Germania, salvo accorgersi poi che i Campioni del Mondo non sono invulnerabili, tutt’altro. Dietro, infatti, la Germania concede ampi spazi per vie centrali: in uno di questi s’infila Berg, che arriva a tu per tu con Neuer, venendo però ipnotizzato da quest’ultimo proprio sul più bello.

La Svezia avverte l’insicurezza dei tedeschi e trova il gol al 32’ del primo tempo: Kroos perde palla a metà campo, Claesson crossa dalla destra e pesca in area di rigore Ola Toivonen, che anticipa Rüdiger sorprendendo Neuer con un pallonetto. Sulla Germania cala il gelo: lo svantaggio la manderebbe a casa.

La Svezia allora cerca il raddoppio e a momenti lo trova nel recupero con un colpo di testa di Berg su punizione calciata da Larsson: Neuer non si lascia beffare e devia in angolo, lasciando in vita i suoi.

Nel secondo tempo, la Germania si presenta con Gómez al posto di Draxler, consumando subito il secondo cambio (nel primo tempo si era infatti infortunato Rudy, che prima di abbandonare la partita aveva lasciato persino i suoi in dieci per qualche minuto).

I tedeschi tornano in campo senza paura e ottengono subito il pareggio con Marco Reus, alla sua prima da titolare in un Mondiale. L’attaccante del Borussia Dortmund, che quattro anni fa saltò il Mondiale brasiliano per infortunio, sfrutta un traversone di Werner deviato proprio da Gómez e di potenza segna la rete che riporta la Germania dentro il Mondiale.

Da qui in poi la partita si trasforma in una serie di attacchi teutonici, anche quando Boateng viene espulso per doppia ammonizione (sforbiciata su Berg), lasciando i suoi in dieci uomini (il secondo giallo Marciniak glielo sventola su segnalazione dal Var). La sorte però sembra strizzare l’occhio alla Svezia: Werner non inquadra la porta; Olsson salva la Svezia su un colpo di testa di Gómez; Brandt (è uno dei più in forma, ma continua a vedere il campo solo nei minuti finali) colpisce il palo nel recupero.

Quando ormai l’1-1 pare in archivio, ecco il coniglio tirato fuori dal cilindro proprio da Toni Kroos, l’uomo che aveva commesso una grave leggerezza nel vantaggio svedese. Il centrocampista del Real Madrid trova su punizione uno dei gol più importanti del Mondiale: da posizione defilata, dal vertice sinistro dell’area, disegna una traiettoria perfida che lascia gli svedesi in lacrime.

Tutto può ancora succedere in questo girone: nessuno è al sicuro, tutti sono in corsa. Di certo, però, la Germania è andata all’inferno e ne è tornata. Moralmente, la rete di Kroos può essere una spinta decisiva nel prosieguo del suo cammino.

IL TABELLINO

Girone F
Soči (stadio Olimpico Fišt), 23 giugno 2018, ore 20
🇩🇪 GERMANIA  2
🇸🇪 SVEZIA 1
32′ pt Toivonen; 3′ st Reus, 50′ st Kroos.
GERMANIA (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Rüdiger, Boateng, Hector (42′ st Brandt); Rudy (31’ pt Gündoğan), Kroos; Müller, Draxler (1’ st Gómez), Reus; Werner. Ct: Löw.
SVEZIA (4-4-2):
Olsen; Lustig, Granqvist, Jansson, Augustinsson; Claesson (28′ st Durmaz), Larsson, Ekdal, Forsberg; Berg (45′ st Thelin), Toivonen (33′ st Guidetti). Ct: Andersson.
ARBITRO: Marciniak (Polonia).
NOTE: espulso al 37′ st Boateng per doppia ammonizione; ammoniti Ekdal, Boateng e Larsson; recupero: 2’ pt, 7’ st.
DIVISE: Germania in maglia bianca, pantaloncini neri e calzettoni bianchi; Svezia in maglia blu, pantaloncini gialli e calzettoni blu.

IL GIRONE
Messico 6 punti; Germania e Svezia 3; Corea del Sud 0.

I PIÙ E I MENO

+ Reus: il suo gol a inizio ripresa riporta la Germania dentro il Mondiale. Un gol determinante in un momento-chiave. Merita il pareggio perché là davanti è uno dei migliori.
+ Neuer: tiene in piedi la Germania sventando i pericoli portati da Berg nel primo tempo. Con lo 0-2 anche una compagine di carattere come quella tedesca avrebbe avuto difficoltà a risorgere.
+ Kroos: era stato in sordina fino alla fine. Anzi, era persino responsabile del gol della Svezia. Ma il peso di quel gol in pieno recupero è tale da inserirlo tra i promossi di giornata.
+ Toivonen: viene da una stagione da zero reti nella Ligue 1. Risorge contro la Germania segnando la rete che illude la Svezia.
+ Ekdal: brilla per dinamismo in mezzo al campo. Lottatore inesauribile.

– Draxler: ha una chance al secondo minuto di gioco, ma il suo tiro viene respinto dal muro giallo svedese. Silurato all’intervallo a vantaggio di Gómez.
– Boateng: lascia la Germania in dieci uomini nel momento più teso della partita.
– Berg: a tu per tu con Neuer non ha la freddezza per batterlo (ma la Svezia reclama, nella circostanza una spinta di Boateng). Nel finale del primo tempo sfiora il gol di testa, ma questa volta non ha colpe: c’è solo il merito di Neuer.

L’IMMAGINE CHE RICORDEREMO
Il gol di Kroos al 95′ entra dritto dritto nelle immagini più significative del Mondiale russo. Un gol che può cambiare tutto per entrambe le squadre coinvolte.

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