Semifinali: 🇫🇷🇧🇪 Francia-Belgio 1-0

Allons enfants!

La Francia raggiunge la terza finale mondiale della sua storia, due anni dopo quella di Euro 2016. Il Belgio si arrende al gol di Umtiti a inizio ripresa

di GIOVANNI DEL BIANCO

La Francia degli enfants terribles raggiunge la finale: per la terza volta negli ultimi vent’anni e ad appena due anni dalla finale dell’Europeo la formazione transalpina approda all’ultimo atto di un grande torneo, dove affronterà la vincente di Inghilterra-Croazia in programma domani sera. L’undici di Deschamps fa fuori il Belgio di Roberto Martínez con un 1-0 maturato a inizio ripresa grazie a un colpo di testa di Samuel Umtiti, su calcio d’angolo battuto da Antoine Griezmann. Un successo meritato, quello dei Bleus, più quadrati del Belgio, parso in tono minore rispetto alle precedenti uscite.

Fantasiosa davanti, organizzata dietro: la Francia si è confermata squadra solida anche al cospetto di una delle formazioni più offensive del torneo. A parte la folle partita con l’Argentina, che è terminata 4-3, Lloris ha preso solo un gol, per giunta su rigore, nel corso del torneo (al debutto con l’Australia): quattro volte su sei ha mantenuto la porta inviolata.

Dopo la rete di Varane all’Uruguay, è ancora un difensore a togliere le castagne dal fuoco: si tratta di Umtiti, che al 51’ ha vinto il fondamentale duello aereo con Fellaini, portando in vantaggio i suoi. D’altronde, là davanti, ha faticato un po’ Giroud, che in questo Mondiale non sta proprio vedendo la porta, anche se si sta rivelando utile con le sue sponde.

La forza offensiva dei francesi si è materializzata ancora una volta in Griezmann (suo l’assist su calcio d’angolo: siamo già a quota tre gol e due assist in questa rassegna iridata) e Mbappé, che proprio sotto gli occhi di Thierry Henry (assistente belga col cuore oggi diviso a metà) ha dimostrato di poterne diventare l’erede. Quando prende palla e accelera, Mbappé è semplicemente inarrestabile. E anche dal punto di vista tecnico, ha mostrato giocate e idee da applausi. Questo ragazzo, neppure nato quando la Francia ha vinto il titolo del 1998, sta diventando sempre più l’uomo di questa estate russa.

E veniamo al Belgio. Martínez, per la prima volta nel Mondiale, si è adattato all’avversario e ha cambiato modulo, temendo (non a torto) la velocità dei giovani francesi, in particolare quella di un ispirato Mbappé, sempre più determinante. E così, l’ex tecnico dell’Everton ha optato per un più prudente 3-5-2, comunque a trazione anteriore, accantonando almeno all’inizio il 3-4-3 delle altre gare e proponendo titolare Dembelé, che in mezzo ha sofferto molto e che, una volta sotto nel punteggio, è stato il primo a venir sacrificato, lasciando spazio a Mertens.

Oltre alla partita deludente di Dembelé ai belgi sono mancati Fellaini, che non ha sfruttato i palloni alti, e Lukaku, che a fine primo tempo è arrivato timido su un pallone sbucatogli nel cuore dell’area all’improvviso e a inizio ripresa non ha inquadrato la porta con un colpo di testa. Dietro di lui, ha fatto il solito grande lavoro Eden Hazard, non assistito però dai compagni: il numero 10 ha sfiorato il gol nel primo tempo con un diagonale (finito fuori) e con un tiro-cross deviato in angolo di Varane.

I Diavoli Rossi si fermano dunque in semifinale, come a Messico ’86, la Francia sogna il suo secondo Mondiale e conferma il trend dell’ultimo ventennio: quando la coppa si disputa in Europa, la Francia arriva in fondo. Era successo nel 1998 in casa, nel 2006 in Germania e ora in questa edizione di Russia.

IL TABELLINO

Semifinali
San Pietroburgo (stadio San Pietroburgo), 10 luglio 2018, ore 20
🇫🇷 FRANCIA 1
🇧🇪 BELGIO 0
6′ st Umtiti.
FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, Lucas Hernández; Kanté, Pogba; Mbappé, Griezmann, Matuidi (41′ st Tolisso); Giroud (40′ st Nzonzi). Ct: Deschamps.
BELGIO (3-5-2): Courtois; Alderweireld, Kompany, Vertonghen; Chadli (46′ st Batshuayi), Dembelé (15′ st Mertens), Witsel, Fellaini (35′ st Carrasco), De Bruyne; Lukaku, E. Hazard. Ct: Martínez.
ARBITRO: Cunha (Uruguay).
NOTE: ammoniti E. Hazard, Alderweireld, Kanté, Mbappé e Vertonghen; recupero: 1’ pt, 6’ st.
DIVISE: Francia in maglia blu, pantaloncini blu e calzettoni blu; Belgio in maglia rossa, pantaloncini rossi e calzettoni rossi.

I PIÙ E I MENO

+ Mbappé: sprinta e va sulla sua fascia, risultando imprendibile per la difesa belga, in particolare per Vertonghen. Il colpo di tacco con cui serve Giroud a inizio secondo tempo è favoloso.
+ Umtiti: come Thuram nel 1998, è un difensore a spianare la strada della finale alla Francia. Il centrale del Barcellona, 24 anni, è il più giovane marcatore in una semifinale di un Mondiale. Nel primo tempo aveva indossato anche i panni dell’assistman, ma Giroud (in spaccata) non è arrivato in tempo sul suo pallone.
+ Pogba: illumina subito la serata con una palla strepitosa per Mbappé, lanciato dalla propria metà campo (poi Courtois chiuderà lo specchio sull’attaccante). Nel finale serve prima a Griezmann e poi a Tolisso la palla del raddoppio, ma ancora Courtois dirà di no.
+ Lloris: nella prima frazione vola su un destro di Alderweireld, spintosi in area su un corner. Nel secondo tempo è attento su Witsel.
+ E. Hazard: le cose più interessanti del Belgio vengono dai suoi piedi, specie nel primo tempo, quando va al tiro pericolosamente per due volte. Nella ripresa lo si nota per delle pericolose accelerazioni.
+ Courtois: bell’intervento su Pavard nel primo tempo. Nel recupero evita un passivo maggiore, salvando su Griezmann e soprattutto su Tolisso.

– Dembelé: soffre tantissimo in mezzo, non riuscendo a ripagare il tecnico della fiducia accordatagli.
– Fellaini: sovrastato da Umtiti sul gol che decide la semifinale.
– Lukaku: contro la Francia, non si vede il leone delle altre partite. Varane ed Umtiti ringraziano.

L’IMMAGINE CHE RICORDEREMO
Il francese Thierry Henry nella panchina del Belgio (è assistente di Martínez). Belli gli abbracci con i suoi connazionali, in particolare con Deschamps, suo compagno di nazionale nelle vittorie del 1998 e nel 2000, e con Mbappé. Anzi, sta circolando in rete una doppia foto di Mbappé bambino accanto al suo mito Henry, accostata ad una di oggi, dove lo stesso Mbappé saluta a fine gara il “vecchio” Titì.

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