Eurorivali: Arsenal, l’anti-Napoli

Con l’Europa League che entra nel vivo si alza il livello delle avversarie: per il Napoli, appuntamento di lusso contro il rinnovato Arsenal di Unai Emery, una delle squadre favorite per la vittoria finale

di GIOVANNI DEL BIANCO

Serata di gala per il Napoli, atteso dall’Arsenal nei quarti di finale di Europa League: l’appuntamento dell’Emirates Stadium si profila come il più interessante della serata di un torneo che ormai è entrato nella fase calda e che ospita nomi di un certo rilievo.

Per l’Arsenal, che in campo europeo non ha mai sollevato un trofeo negli anni Duemila, l’Europa League è un obiettivo fondamentale, sia per riempire eventualmente la bacheca, sia per garantirsi un posto nella prossima Champions League, al momento tutt’altro che scontato con il piazzamento in campionato, vista la clamorosa bagarre della Premier League per terzo e quarto posto. Anzi, dopo il ko dello scorso week-end in casa dell’Everton, i Gunners sono al momento tagliati fuori dalla grande Europa, posto abituale di un club che ha militato in Champions League per diciannove stagioni consecutive, tra il 1998-99 e il 2016-17, una striscia record per le formazioni britanniche.

Terminato il lunghissimo mandato di Arsène Wenger, l’Arsenal si è affidato la scorsa estate allo spagnolo Unai Emery, che dell’Europa League è uno specialista, avendola vinta per tre edizioni consecutive, alla guida del Siviglia, tra il 2014 e il 2016. Il tecnico di Hondarribia ha raccolto la pesante eredità di Wenger e questa stagione – che era facile immaginare di passaggio, dopo un regno di ventidue anni come quello dell’alsaziano – è al momento positiva. La possibilità all’orizzonte di chiuderla con un trofeo internazionale darebbe una spinta notevole al nuovo ciclo e rilancerebbe prestigio e grandezza del club, un po’ appannati negli ultimi dieci-quindici anni, con l’arrivo di super-potenze economiche come Manchester City e Chelsea, il ritorno tra i grandi del Liverpool e l’ascesa del Tottenham. Non a caso, in campionato l’Arsenal non si afferma dal 2004. Una vita fa, quando Wenger era in auge e ben lungi dagli striscioni che chiedevano il suo addio. Ai tempi di quell’ultimo campionato, il club giocava ancora ad Highbury, dominava il leggendario Thierry Henry e si sognava di salire sul tetto d’Europa: e per poco i londinesi non ci riuscirono, quando il 17 maggio 2006 persero la finale contro il Barcellona, nell’appuntamento più importante della gloriosa storia della società di Islington. Poi l’Arsenal ha perso smalto, ottenendo solo qualche Coppa d’Inghilterra. E Wenger da valore aggiunto (parliamo del più vincente allenatore della squadra e dell’uomo che ha cambiato i connotati al calcio inglese) si è trasformato anche in un limite per una società che non ha voltato pagina quando era ora farlo.

Ma torniamo alla stagione corrente e – nel dettaglio – al cammino di Europa League. La fase a gironi è stata superata a pieni voti, con cinque vittorie un pareggio, ma francamente era il minimo visto il divario con le concorrenti: oltre allo Sporting Lisbona (capace di cogliere uno 0-0 a Londra), il gruppo E prevedeva la presenza degli azeri del Qarabağ e degli ucraini del Vorskla, team facilmente liquidati da Aubameyang e soci con quattro agevoli successi. Non è stato senza intoppi il seguito, con l’ostacolo dei sedicesimi e quello degli ottavi superati con qualche patema di troppo. Prima ci sono stati i bielorussi del Bate Borisov, che si sono aggiudicati per 1-0 l’incontro d’andata, prima di incassare uno 0-3 nel ritorno; poi è toccato ai francesi del Rennes, anch’essi vincitori nel primo confronto (3-1) e poi crollati, anche loro con uno 0-3 – nel ritorno dell’Emirates.
Questa volta il sorteggio pone prima la partita casalinga ed è il motivo principale per cui l’Arsenal non può permettersi di sbagliare di nuovo la sfida dell’andata: rimontare a Napoli – contro una squadra più forte delle due precedenti affrontate e ormai concentrata sul solo obiettivo europeo – sarebbe un’impresa ben più difficile. E non va dimenticato che al San Paolo in questa stagione è già caduto il Liverpool e non è andato oltre il pari il Psg. Sarà importante dunque fare risultato tra le mura amiche e soprattutto non concedere reti all’avversario, come dichiarato dal tecnico in conferenza stampa.

Il bomber è Pierre-Emerick Aubameyang: il gabonese è terzo nella classifica marcatori della Premier League con 17 reti segnate, due in meno di Agüero e una in meno di Salah. Anche su suolo europeo il cannoniere è lui, con quattro reti. In generale, l’Arsenal va a segno con parecchi uomini: in Europa League ben 11 giocatori sono andati in gol e già questo dà l’idea del gioco fluido che ha in mente Emery. Ed è la cartina tornasole della forza del team, che risiede nel reparto avanzato, pieno di stelle: dal tedesco Özil al francese Lacazette, dall’armeno Mxit’aryan al nigeriano Iwobi. E ovviamente il citato dal citato Aubameyang, che era considerato a rischio per la gara d’andata, così come capitan Koscielny e Xhaka, ma alla fine sembrano tutti recuperati.

La squadra non ha un unico copione di gioco, a partire dalla difesa: a volte Emery opta per una linea difensiva a tre (col 3-4-1-2), altre procede con quella a quattro (4-2-3-1), più collaudata. E proprio con il 4-2-3-1 è probabile che scenderà in campo contro l’undici di Ancelotti.
Dietro la punta Lacazette, ci saranno Özil, il futuro juventino Ramsey e Aubameyang. In mediana, con Xhaka farà coppia l’ex sampdoriano Torreira, ormai un idolo dalle parti dell’Emirates.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco


ARSENAL
Città: Londra (Inghilterra)
Fondazione: 1886
Stadio: Emirates Stadium (60.260 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 13 campionati, 13 Coppe d’Inghilterra, 2 Coppe di Lega, 15 Charity/Community Shield; trofei internazionali: 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa delle Fiere
Colori sociali: biancorosso


Andata:
Arsenal-Napoli
Londra (Emirates Stadium), 11 aprile 2019, ore 21

Ritorno:
Napoli-Arsenal
Napoli (stadio San Paolo), 18 aprile 2019, ore 21