Eurorivali: Eintracht Francoforte, l’anti-Inter

Sorteggio difficile per l’Inter, che pesca una delle compagini più forti di questa Europa League. Con un gioco spettacolare e un tridente d’attacco prolifico, l’Eintracht sogna di rialzare il trofeo a 39 anni di distanza dalla precedente affermazione

di GIOVANNI DEL BIANCO

Curioso incrocio per Inter e Napoli, le due superstiti italiane in questa Europa League. I partenopei hanno pescato il Salisburgo che ha il secondo attacco del torneo e il capocannoniere (Dabour); l’Inter trova invece l’Eintracht, che vanta il migliore attacco della rassegna e il vicecannoniere, quel Luka Jović che ormai è sui taccuini di mezza Europa.

Partiamo proprio da lui. Jović, classe 1997, è un attaccante rapido e dinamico. In prestito dal Benfica già dalla passata stagione (la clausola per il riscatto è bassa: 10 milioni di euro), sta diventando sempre più un protagonista della Bundesliga: lo scorso anno segnò 8 reti, quest’anno è già a quota 15, bomber del campionato al pari del polacco Robert Lewandowski, rispetto al quale ha pure calciato due rigori in meno. Assieme al croato vicecampione del mondo Ante Rebić (che però sarà assente contro i nerazzurri per una distorsione al ginocchio subita nell’ultima partita giocata contro l’Hoffenheim) e al francese Sébastien Haller, Jović forma un tridente molto pericoloso per le difese avversarie, che stanno puntualmente venendo affettate dalla freschezza di questo “trio delle meraviglie”, come è soprannominato in patria.

E pensare che all’inizio c’erano delle perplessità sulla contemporanea presenza di Haller e Jović, considerati troppo simili come caratteristiche tecniche. L’allenatore Adi Hütter – austriaco al primo anno sul Meno, dopo tre stagioni in Svizzera con lo Young Boys, portato alla conquista del campionato – ha però trovato il modo di farli coesistere. Anzi, grazie alla prolificità del suo attacco, l’Eintracht è una delle formazioni più piacevoli da osservare, tanto in Bundesliga (dove è quinto, a tre lunghezze dalla zona Champions) quanto in campo europeo (girone chiuso con sei successi su sei, compresi i due con la Lazio; poi ha eliminato lo Šachtar con un complessivo 6-3 nei sedicesimi).

L’Eintracht partecipa all’Europa League grazie alla vittoria della Coppa di Germania dello scorso anno: le Aquile erano allenate da Niko Kovač e sconfissero in finale il Bayern Monaco per 3-1 (doppietta di Rebić e gol di Gaćinović, altro elemento molto interessante). Poi Kovač se ne è andato – proprio al Bayern, tra l’altro – e l’Eintracht ha dovuto cambiare guida tecnica. L’inizio è stato traumatico: 0-5 nella Supercoppa, proprio contro i bavaresi dell’ex allenatore. Poi, le cose sono cambiate e oggi a Francoforte si gioca un calcio tra i migliori d’Europa. L’Inter troverà inoltre un ambiente molto caldo al Waldstadion ed è un bene che l’incontro di ritorno sia capitato a San Siro.

La strada è ancora lunga, ma nel centro finanziario della Germania si sogna un titolo europeo. In bacheca ce n’è solo uno: si tratta della Coppa Uefa del 1980, vinta in finale contro i connazionali del Borussia Mönchengladbach (sconfitta per 3-2 fuori casa, vittoria per 1-0 tra le mura amiche e coppa alzata per la regola dei gol in trasferta). Fu un’edizione molto particolare con le semifinali composte interamente da compagini tedesche.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco


EINTRACHT FRANKFURT
Fondazione: 1899
Stadio: Commerzbank-Arena (51.000 posti)
Palmarès: trofei nazionali: 1 campionato, 5 Coppe di Germania; trofei internazionali: 1 Coppa Uefa
Colori sociali: nero-rosso-bianco


Andata:
Eintracht Francoforte-Inter
Francoforte (Commerzbank-Arena), 7 marzo 2019, ore 18.55

Ritorno:
Inter-Eintracht Francoforte
Milano (stadio Giuseppe Meazza), 14 marzo 2019, ore 21