Il punto sulla 3ª giornata. Defrel e Quagliarella stendono Ancelotti

Riscatto delle milanesi e vetta solitaria della Juventus. Ma la copertina di giornata se la prende la Sampdoria, che condanna il Napoli al primo ko della stagione

di GIOVANNI DEL BIANCO

«Non possiamo sempre regalare un tempo», tuona Ancelotti, commentando il pesante 0-3 maturato a Marassi contro la Sampdoria. Già, perché la vera notizia di giornata, ancor più del riscatto delle milanesi e della vetta solitaria della Juventus (solo la Fiorentina, che ha una gara in meno, potrebbe teoricamente starle al fianco), è il verdetto giunto da Genova. Un Napoli svuotato, svogliato e senza idee è stato trafitto dalla formazione di Marco Giampaolo, che ha ottenuto un successo di grandi proporzioni, che rimarrà a lungo nella mente dei sostenitori blucerchiati. Se contro Lazio e Milan i partenopei erano riusciti a rimontare, questa volta non c’è stato alcun guizzo in grado di capovolgere le sorti del match, parso in archivio già dopo i primi 45′, quelli che il tecnico di Reggiolo considera appunto regalati agli avversari. I due acuti di Defrel (addirittura in contropiede il primo, dopo una decina di minuti) e lo splendido gol di tacco dell’ex Quagliarella, che ha arrotondato il punteggio nella ripresa – una perla che andrà salvata e tenuta da parte quando a fine stagione si mostreranno le reti più belle – hanno così segnato la prima sconfitta stagionale del Napoli, che è incappato nella classica serata storta, e non solo per le assenze di Callejón e Hamšík, lasciati in panchina per Verdi e Diawara (lo spagnolo non rimaneva fuori dall’undici titolare per scelta tecnica dal 2015). Sono mancate voglia, rabbia e concentrazione, in casa dei campani, e come se non bastasse, dall’altra parte c’era una squadra particolarmente attenta e a cui riusciva tutto, grazie all’abnegazione in mediana di Ekdal e Linetty, al lavoro sporco di Quagliarella, ai guizzi di Defrel e alla fantasia di Saponara, uscito per infortunio sul calar della prima frazione. Giampaolo, proprio lui che al Napoli era stato pure associato, centra così il primo successo, dopo il rinvio della prima giornata e l’ombroso 0-1 di Udine di domenica scorsa. Si conferma la solita Samp dai due volti: lontano dal Ferraris, i doriani soffrono contro tutti, tra le mura amiche sono capaci di spettacolari imprese (lo scorso anno cadde qua anche la Juve, anche lì con un parziale di 0-3, poi ridotto a 2-3 nei minuti conclusivi).

La Vecchia Signora ringrazia e si issa, tanto per cambiare, al comando della graduatoria: con il 2-1 di Parma, il terzo in altrettanti incontri, il team di Allegri è ancora a punteggio pieno. Non gioca bene, la Juve, lo avevamo scritto anche nel commento della scorsa settimana. Ma ha una forza (e una profondità della rosa) che le permette di sfruttare la più piccola indecisione avversaria e alla fine, Cr7 o non Cr7, di portare sempre a casa la “pagnotta”. Tipico del suo tecnico, partire piano per allungare quando il gioco comincia a farsi duro; ma qui, la squadra bianconera, in quanto a cinismo, si sta superando, giocando con un filo di gas e trovando ugualmente l’en plein, alla vigilia della sosta e dei numerosi e ravvicinati impegni che l’attendono al ritorno alle ostilità. In attesa di trovare la quadratura, Madama guarda tutti dall’alto al basso.

È semplicemente ridicolo parlare di anti-Juve ai primi di settembre, ma tutte le grandi hanno un problema o un motivo per non esserlo, e non è neppure detto che, dal canto loro, questo sia un male: i fari spenti evitano inutili pressioni e aspettative non percorribili. Nel giochino c’erano cascate l’Inter, battuta all’esordio, e poi Roma e Napoli, anche loro finiti a leccarsi le ferite. Ad ogni modo, la giornata ha registrato i rilanci delle due milanesi, ovvero le deluse dello scorso turno, con le rimonte incassate da Napoli e Torino. Il Diavolo ha trovato in extremis la vittoria sulla Roma grazie ad un Higuaín in versione assistman e a un Cutrone in formato bomber (strano che nella maxilista di Mancini non sia rientrato pure il giovane attaccante del Milan, che a vent’anni può già vantare undici gol in A). E l’Inter si è sbloccata a Bologna grazie al tris timbrato da Nainggolan (a segno al debutto), Candreva (tornato al gol dopo aver saltato a pié pari l’intera stagione 2017-18) e Perišić: la stagione per i nerazzurri, finiti pure in un girone tritatutto in Champions, può finalmente decollare.

Nella tornata dei primi successi, si registra anche quello della Lazio, non ancora al top, ma brava a farsi bastare la rete di Luis Alberto nel derby regionale contro il Frosinone. E trovano i primi “urrà” anche il Torino e il Cagliari: sotto il diluvio dell’Olimpico, Mazzarri si è preso i tre punti contro una Spal uscita comunque a testa alta (la formazione di Semplici era l’unica rimasta senza reti subite, fino alla zuccata di N’Koulou); Maran, che domenica scorsa si era visto sfuggire i tre punti addirittura al 99′, ha ottenuto un exploit di prestigio, andando ad espugnare l’Atleti Azzurri d’Italia. I sardi, a segno con Barella, hanno approfittato di un’Atalanta stanca e amareggiata dalle fatiche di coppa, con la trasferta di Copenaghen prolungatasi fino ai rigori e senza nemmeno il lieto fine del passaggio del turno.

Non è mancato il divertimento al Mapei Stadium, dove Sassuolo e Genoa hanno dato vita ad un ottovolante che ha strappato applausi sui padroni di casa, ancora imbattuti e attesi dalla trasferta contro la Juve che potrebbe persino mandarli in testa, e lasciato molti dubbi sulla difesa dei rossoblù, liquefatta in pochi giri di orologio dal propositivo calcio di De Zerbi: l’undici di Ballardini è andato in tilt dal 34′, minuto del sigillo di Boateng, al recupero del primo tempo quando Spolli ha segnato una sfortunata autorete. Un lasso in cui il Genoa ha preso quattro gol. Il Grifone si consola con i due centri, gli ennesimi, di Piątek, perfettamente a suo agio nella nuova realtà italiana: il polacco è in testa alla classifica marcatori, al pari con il fiorentino Benassi, ancora decisivo nelle sorti dei viola (suo il punto della vittoria contro l’Udinese). Lo aveva detto, Pioli, parlando di Benassi, che sarebbe stato il suo anno. Se il buon giorno si vede dal mattino, il centrocampista viola pare aver accettato di buon grado l’endorsement del suo tecnico.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

LA GIORNATA

I risultati:
sabato 1 settembre, ore 18: Bologna-Inter 0-3; ore 20.30: Parma-Juventus 1-2; domenica 2 settembre, ore 18: Fiorentina-Udinese 1-0; ore 20.30: Atalanta-Cagliari 0-1, Chievo-Empoli 0-0, Lazio-Frosinone 1-0, Sampdoria-Napoli 3-0, Sassuolo-Genoa 5-3, Torino-Spal 1-0.

La classifica:
Juventus 9; Sassuolo 7; Fiorentina*, Spal e Napoli 6; Atalanta, Inter, Empoli, Roma, Udinese, Torino e Cagliari 4; Sampdoria*, Milan*, Genoa* e Lazio 3; Parma, Bologna, Frosinone e Chievo 1.
*Fiorentina, Sampdoria, Milan e Genoa hanno una partita in meno.