Ottavi di finale: 🇭🇷🇩🇰 Croazia-Danimarca 1-1, 3-2 dcr

Guanti d’oro

Finisce ai rigori anche la partita della sera: la Croazia la spunta sulla Danimarca nella serie finale dal dischetto, grazie ad un super Subašić (tre tiri parati). Sugli scudi anche il portiere danese Schmeichel che aveva pure parato un rigore a Modrić alla fine dei supplementari

di GIOVANNI DEL BIANCO

Dopo Russia-Spagna, finisce ai rigori anche la partita serale tra Croazia e Danimarca: è la formazione di Dalić a spuntarla, al termine di una serie che è stata una girandola pazzesca di emozioni persino per gli spettatori più neutrali.

Chi fosse entrato allo stadio (o si fosse sintonizzato davanti alla televisione) con qualche minuto di ritardo, ha commesso un grande errore, perché i fuochi d’artificio sono partiti già dalle prime battute di gioco. A Nižnij Novgorod, infatti, Danimarca e Croazia sono andate subito al dunque, saltando la fase di studio.

Dopo 58 secondi di gioco, i danesi hanno trovato il vantaggio con una rete in mischia realizzata da Mathias Zanka Jørgensen, che si è fatto trovare pronto sotto porta, approfittando di un non irresistibile Subasić, che di fatto si è buttato da solo la palla alle sue spalle: il portiere del Monaco avrà modo di rifarsi nel finale.

E dopo appena tre minuti, ecco il pari croato, realizzato da Mandžukić, lesto a sfruttare un errore comico dei danesi, con il rinvio di Dalsgaard che ha colpito e abbattuto il suo compagno Christensen: dopo il rimpallo, la sfera è finita proprio nei piedi dell’attaccante juventino, che da due passi ha potuto ripristinare immediatamente la parità.

Poi la gara ha rallentato di ritmo ed è prevalsa la paura: le due squadre hanno provato a sorprendersi con dei tiri da fuori, ma i due portieri hanno fatto buona guardia.

Alla fine dei supplementari, la grande occasione croata di evitare i rigori: palla di Modrić per Rebić, l’attaccante s’invola verso Schmeichel e lo dribbla, venendo poi steso da M. Jørgensen in area. Rigore e cartellino giallo per il difensore che aveva sbloccato la partita.

Siamo alla fine dell’extratime e qua cominciano le montagne russe: Modrić si fa neutralizzare da Schmeichel, che blocca il tiro, per la gioia di suo padre Peter – grande stella della Danimarca anni Novanta – che esulta in tribuna orgoglioso.

Si arriva quindi alla coda dei rigori e i due portieri danno spettacolo: Schmeichel salva altri due tiri, quelli di Badelj e Pivarić. Ma ancor meglio fa il suo collega Subašić, che ne sventa tre, quelli calciati da Eriksen, Schøne e N. Jørgensen. Da notare che quattro dei cinque errori complessivi sono arrivati da giocatori entrati a gara in corso (Badelj, Schøne, Pivarić e N. Jørgensen, più Eriksen che è l’unico rimasto in campo 120′ tra i giocatori che hanno sbagliato; dei subentrati hanno segnato Kramarić e Krohn-Dehli).

Quando Rakitic segna l’ultimo rigore, può partire la festa dei Vatreni, che tornano ai quarti di un Mondiale per la prima volta da Francia ’98. Anzi, da allora non avevano mai vinto una partita dell’eliminazione diretta né in un Mondiale né in un Europeo.

L’ostacolo danese, più ostico del previsto, è superato. Prossimo avversario, la Russia padrona di casa, che avrà fatto fuori la Spagna, ma che rimane anche un avversario alla portata. In Croazia si può sognare in grande.

IL TABELLINO

Ottavi di finale
Nižnij Novgorod (stadio Nižnij Novgorod), 1 luglio 2018, ore 20
🇭🇷󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 CROAZIA 1
🇩🇰 DANIMARCA 1
3-2 dopo i calci di rigore
1′ pt M. Jørgensen, 4′ pt Mandžukić.
Sequenza rigori:
Eriksen: parato, Badelj: parato, Kjær: rete, Kramarić: rete, Krohn-Dehli: rete, Modrić: rete, Schøne: parato, Pivarić: parato, N. Jørgensen: parato, Rakitić: rete.
CROAZIA (4-2-3-1): Subašić; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinić (36′ st Pivarić); Rakitić, Brozović (26′ st Kovačić); Rebić, Modrić, Perišić (7′ pts Kramarić); Mandžukić (3′ sts Badelj). Ct: Dalić.
DANIMARCA (4-1-4-1): Schmeichel; Dalsgaard, Kjær, M. Jørgensen, Knudsen; Christensen (1′ st Schøne); Braithwaite (1′ sts Sisto), Eriksen, Delaney (8′ pts Krohn-Dehli), Poulsen; Cornelius (21′ st N. Jørgensen). Ct: Hareide.
ARBITRO: Pitana (Argentina).
NOTE: all’11’ sts Schmeichel ha parato un rigore a Modrić; ammonito M. Jørgensen; recupero: 2’ pt, 3’ st, 1′ pts, 1′ sts.
DIVISE: Croazia in maglia a scacchi neroblù, pantaloncini neri e calzettoni rossi; Danimarca in maglia bianca, pantaloncini rossi e calzettoni bianchi.

I PIÙ E I MENO

+ Subašić: poche ore dopo Akinfeev, un altro portiere si carica la squadra sulle spalle e consente ai suoi di ottenere la qualificazione ai quarti. Sventa tre rigori nella serie finale. Solo Kjær e il vecchio Krohn-Dehli riescono a superarlo. E pensare che la serata era partita con una mezza papera sul gol di M. Jørgensen.
+ Rebić: con le sue accelerazioni crea sempre pericoli, tra cui il rigore al 116’, dove era ad un passo dal gol prima di venir steso. Peccato non avere più questo talento nella nostra Serie A.
+ Modrić: sbaglia un rigore nel finale, ma ha il coraggio di ripresentarsi pochi minuti dopo e questa volta segna. Tra l’altro, il rigore dei supplementari nasce da una grande palla servita a Rebić.
+ Schmeichel: para tre rigori: non basteranno per la qualificazioni, ma di certo bastano per eleggerlo migliore in campo al pari di Subašić.
+ Poulsen: accelera, rientra, dribbla e aiuta in difesa. Ottimo lavoro.
+ Knudsen: con le sue lunghe gittate nelle rimesse laterali crea molti pericoli. In pratica, trasforma le rimesse delle mani in corner. Pericolosissimo.

– Strinić: Poulsen vince il duello con lui lungo la fascia sinistra. Dalić lo richiama in panchina per inserire Pivarić.
– Eriksen: serata storta per il campione del Tottenham, che si vede poco e sbaglia pure il primo rigore danese.

L’IMMAGINE CHE RICORDEREMO
Peter Schmeichel che esulta in tribuna quando suo figlio Kasper para il rigore di Modrić alla fine dei supplementari.

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