Cristiano Ronaldo alla Juve: un affare per tutta la Serie A

Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, la Juventus firma un’operazione epocale e si garantisce le prestazioni del giocatore più forte del mondo. Ma anche la Serie A, tornando al centro delle cronache calcistiche, trae beneficio da questo trasferimento

di GIOVANNI DEL BIANCO

Finalmente è arrivata la notizia che tutta la Serie A – non solo i tifosi bianconeri – attendeva da un paio di settimane: Cristiano Ronaldo passa dal Real Madrid alla Juventus per 112 milioni di euro (stipendio di 30 milioni di euro netti all’anno). Con una brillante operazione di marketing che pareva fantascienza solo all’inizio di questa estate, Madama si è garantita il miglior giocatore del pianeta. Un trasferimento colossale, probabilmente il più grande della storia del club, che mai in precedenza aveva acquistato il numero 1 del mondo: magari altri predecessori illustri, proprio alla Juve lo erano diventati (vengono in mente a riguardo Platini o Zidane), ma di certo non lo erano al momento dell’acquisto da parte della Juve.

II trasferimento di CR7 a Torino segna un’epoca, come avevano fatto quelli di Maradona a Napoli nel 1984 o quello dell’altro Ronaldo, il brasiliano, a Milano sponda nerazzurra nel 1997 (entrambi provenienti dal Barcellona). Forse l’impatto di quei due acquisti rimane maggiore, perché entrambi arrivarono nel pieno delle loro forze (Maradona aveva 24 anni, Ronaldo 21): ma era una Serie A che comandava il mercato e che faceva la parte del leone.

L’arrivo di oggi di Cristiano Ronaldo si consuma invece in una fase di crisi del nostro calcio e del nostro campionato e per questo ha un’importanza capitale per un movimento intero e non solo per il club interessato.
È una notizia, questa, che riporta la Serie A al centro delle cronache calcistiche e poco importa che il quattro volte Pallone d’oro abbia 33 anni: come l’ultima Champions League ha dimostrato, è ancora in forma smagliante e può garantire almeno un triennio di meraviglie. Senza contare poi il ritorno d’immagine che può garantire un uomo con 330,4 milioni di follower su Instagram, Twitter e Facebook e che al Real Madrid ha fatto vendere 700.000 magliette l’anno con il suo nome.

Non è certo un segreto che questo affare indichi la volontà della Signora di dare davvero l’assalto a quel trofeo che da diversi anni è nel mirino, ma che è sempre sfuggito. E per farlo, non c’è mossa migliore dell’ingaggio di un calciatore che quel trofeo lo ha alzato cinque volte in carriera e nel quale ha vinto sette volte la classifica dei marcatori.

Dopo sette campionati consecutivi, la Juve si pone da grande favorita per portarsi a casa anche l’ottavo. Ovvio, e per questo non serviva Ronaldo. È in Europa che i piemontesi cambiano dimensione: non più una outsider che per arrivare in fondo ha bisogno che le big stecchino qualche passaggio, ma una grande squadra forte e compiuta che verrà guardata con interesse e rispetto da tutto il vecchio continente.

Altro motivo d’interesse della stagione ventura, sarà anche il nuovo corso del Real Madrid, che riparte dopo nove anni senza questo campione, che al Bernabéu si è consacrato come il più forte attaccante del club (451 reti in 438 partite), portando a casa sedici trofei, quattro Palloni d’oro e tre Scarpe d’oro.