Cosa ci hanno lasciato gli Europei Under 19?

I giovani italiani di Nicolato non hanno vinto il titolo, ma hanno goduto di quella visibilità mai concessa dal campionato. Speriamo che possa essere un punto di partenza. Complimenti al Portogallo degli indiavolati Trincão e João Filipe, talenti che hanno brillato per tutto l’Europeo

di GIOVANNI DEL BIANCO

Finisce con l’amaro in bocca, l’Europeo dell’Italia di Paolo Nicolato, sconfitta in una pirotecnica finale dal Portogallo, già affrontato e battuto ai gironi. Peccato, perché a maggio era arrivato il secondo posto all’Europeo Under 17, lo scorso anno il terzo posto al Mondiale Under 20 e due anni fa un altro secondo posto all’Euro Under 19. Niente coppe alzate, dunque, ma tante buone performance.

Il calcio giovanile azzurro sta dando buoni segnali, in mezzo alle tante difficoltà di un movimento che altrimenti fa acqua da tutte le parti, dalla nazionale maggiore che non si qualifica ai Mondiali alle grandi squadre con le proprietà ballerine, dai pasticci dei diritti tv ai fallimenti in serie dalla B in giù.

Alla fine, dispiace per la mancata vittoria, ma l’importante è che questi ragazzi abbiano accumulato un po’ di esperienza internazionale, quella che a livello di club non possono raggiungere e guadagnato un po’ di quella visibilità che la nostra Serie A sembra non voler loro concedere.

In questo Europeo finlandese, si sono messi in mostra in tanti, dal portiere Plizzari al regista Tonali, dal trequartista Zaniolo (la sua istantanea del torneo è l’assist al bacio per Kean nella semifinale contro la Francia) al bomber Kean (come mai è stato lasciato fuori per tutto il primo tempo nella sfida finale?). Un bel gruppo costruito dal Ct Nicolato, tecnico dal basso profilo ma dall’alto rendimento (aveva portato il Chievo alla conquista del campionato Primavera nel 2013-14). Un gruppo che rivedremo all’opera anche al Mondiale Under 20 in programma l’anno venturo in Polonia. Un altro gradino per dei ragazzi che hanno saputo conquistare il cuore di una fetta di pubblico abbastanza ampia.

Due parole sul Portogallo campione per la prima volta: i lusitani venivano dalle finali perse nel 2014 contro la Germania e lo scorso anno contro l’Inghilterra. Finalmente arriva l’alloro continentale, che bissa quello della nazionale maggiore. I ragazzi di Hélio Sousa hanno “vendicato” così i loro connazionali, che nel 2003 persero all’ultimo atto contro l’Italia di Pazzini, Aquilani e Chiellini (curioso che anche allora il girone iniziale fosse formato da Portogallo, Italia, Norvegia e dalla nazionale ospitante, al tempo il Liechtenstein, e che anche al tempo italiani e portoghesi si affrontarono due volte, nel girone e in finale).

Il Portogallo ha grande talento dalla cintola in su: vanta i due cannonieri del torneo, João Filipe detto Jota e Francisco Trincão. Il primo in particolare, ha tagliato a fette la difesa azzurra, con due gol e un assist in finale: classe 1999, è un interessante prospetto del Benfica, già nel mirino di diversi club europei: probabilmente il miglior calciatore di tutto il torneo. Il secondo invece milita nel Braga B: anche lui è un campione in erba, che merita attenzione.

Sconfitta la Norvegia al debutto, la Seleção das Quinas ha poi perso contro l’Italia nella seconda uscita, pagando dazio per l’espulsione precoce del difensore Queiroz, che ha lasciato i suoi in dieci per ottanta minuti. Poi, da lì, è stata una festa del gol: 3-0 alla Finlandia nell’ultima partita del girone, 5-0 all’Ucraina in semifinale, con partita chiusa dopo mezz’ora, quattro reti all’Italia in una finale pazza, dove il risultato è sempre stato in bilico, ma con gli Azzurri mai stati col naso avanti: due reti di Jota (che aveva siglato una doppietta anche agli ucraini), la prima e la terza dei portoghesi, una di Trincão, quella del momentaneo 2-0, e punto decisivo di Correia, lesto ad approfittare di una difesa italiana clamorosamente distratta dopo aver appena trovato il 3-3.

Detto degli assi portoghesi e dei migliori azzurri della kermesse finlandese, va aggiunto che l’Europeo ha proposto due gironi, alla fine della giostra, poco equilibrati. Dal gruppo A sono arrivate le due finaliste (e il Portogallo ha addirittura spazzato via l’Ucraina, vincitrice del girone B, con un sonoro 5-0) e in più la Norvegia ha travolto l’Inghilterra nello spareggio che assegnava l’ultimo posto al Mondiale Under 20. La coppia di centrali Bettella-Zanandrea, che nel corso del torneo si era comportata bene, ha sofferto parecchio le folate di questo duo terribile. Jota era stato celato alla retroguardia azzurra nel girone: quando il Portogallo è rimasto in dieci uomini, cioè quasi subito, Hélio Sousa aveva scelto di richiamare in panchina proprio il numero 7, escludendolo dalla partita dopo neanche un quarto d’ora di gioco. Si è rifatto in finale.

Altri talenti ammirati in queste due settimane di Seinäjoki e Vaasa, sono stati quelli francesi, battuti a sorpresa dall’Italia in semifinale: bravi in particolare l’ex crotonese Moussa Diaby, ala destra transalpina di proprietà del Paris Saint Germain, e l’attaccante del Lione Amine Gouiri, autore di quattro reti come il nostro Kean. Autori di un doppio 5-0 (prima alla Turchia, poi all’Inghilterra), i Galletti si erano presentati da favoriti all’eliminazione diretta, salvo sgonfiarsi contro gli Azzurri (0-2 maturato dopo il primo tempo, ma anche la sfortuna di due legni colpiti).

Delusione per l’Inghilterra, ultimamente impeccabile nei tornei giovanili: dopo una buona partenza, i britannici sono andati in tilt, prendendo prima cinque schiaffi dai francesi e poi perdendo anche il treno per i Mondiali nel confronto di una Norvegia, che è stata sì eliminata al primo turno, ma che ha comunque fatto una discreta figura, complicando anche i piani dell’Italia nell’ultima partita della prima fase: la sfida è terminata 1-1, ma gli scandinavi sono stati avanti fino a sette minuti dalla fine, e l’eventuale 2-0 avrebbe capovolto le sorti del girone A.

Il cammino del Portogallo

Girone A
Norvegia-Portogallo 1-3
24’ Trincão (P), 41’ pt Luís (P); 37’ st Markovic (N), 48’ st Trincão (P).

Girone A
Portogallo-Italia 2-3
7’ st Capone (I), 24’ st Luís (P), 33’ st Scamacca (I), 39’ st Frattesi (I), 44’ st Quina (P).

Girone A
Portogallo-Finlandia 3-0
20’ pt Jota, 33’ pt Gomes; 49’ st Dju.

Semifinale
Ucraina-Portogallo 0-5
2’ pt Correia, 19’ pt Jota, 21’ pt Jota, 28’ pt Trincão, 30’ pt Trincão.

Finale
Italia-Portogallo 2-2, 3-4 dts
46’ pt Jota (P); 27’ st Trincão (P), 30’ st Kean (I), 31’ st Kean (I); 14’ pts Jota (P); 2’ sts Scamacca (I), 4’ sts Correia (P).

Il cammino dell’Italia

Girone A
Finlandia-Italia 0-1
43’ pt Zaniolo.

Girone A
Portogallo-Italia 2-3
7’ st Capone (I), 24’ st Luís (P), 33’ st Scamacca (I), 39’ st Frattesi (I), 44’ st Quina (P).

Girone A
Italia-Norvegia 1-1
17’ st rig. Håland (N), 38’ st Kean (I).

Semifinale
Italia-Francia 2-0
27′ pt Capone, 30′ pt Kean.

Finale
Italia-Portogallo 2-2, 3-4 dts
46’ pt Jota (P); 27’ st Trincão (P), 30’ st Kean (I), 31’ st Kean (I); 14’ pts Jota (P); 2’ sts Scamacca (I), 4’ sts Correia (P).