Campionati al via: Scottish Premiership 2020-21

Con più dubbi che certezze, inizia la nuova Scottish Premiership. Il Celtic va a caccia del “10 in a row” (dieci titoli consecutivi), mai riuscito a nessuna squadra in Scozia: i Rangers cercheranno di guastare questo record. Il campionato saluta il ritorno del Dundee United, mentre gli Hearts sono scesi in Championship tra molte polemiche

di GIOVANNI DEL BIANCO

Archiviata la Premier League inglese una settimana fa, ecco che parte la Premiership scozzese: non c’è soluzione di continuità per gli amanti del calcio britannico.

In realtà quella ai nastri di partenza è un’annata piena di incognite, e non potrebbe essere altrimenti. La scorsa stagione terminata anzitempo (30 le giornate disputate, col campionato non ancora diviso nelle due poule, scudetto e salvezza) ha prolungato la sosta tra una stagione e l’altra; le porte chiuse negli stadi e i mancati introiti che ne sono conseguiti e che ne conseguiranno hanno obbligato le società a fare particolare attenzione ai propri bilanci; il mercato aperto fino al 5 ottobre farà sì che le squadre avranno il cartello “lavori in corso” ben visibile per tutta la prima parte del nuovo campionato; e sempre parlando di mercato, si parla più di uscite che di entrate (Odsonne Édouard del Celtic e Alfredo Morelos dei Rangers, per dirne due, sono cercati da diversi club europei).

La federazione – che è ancora a caccia di uno sponsor che leghi il suo nome al campionato – ha approvato i giorni scorsi la possibilità per i singoli club di vendere le proprie partite casalinghe in pay-per-view, per permettere ai tifosi di non rimanere esclusi dalle gesta dei loro idoli. In Scozia, infatti, solo 48 sfide vengono trasmesse da Sky: tutte le altre sono escluse da copertura televisiva. Questo sistema di pay-per-view (che non vale per le 48 gare di Sky) sarà un modo utile per ottenere quelle entrate perse al botteghino, anche se per ora non tutti hanno aderito e alcuni team si stanno attrezzando per le dirette, ma a partire dalle prossime settimane.

Di certo il grande favorito è ancora una volta il Celtic campione in carica: anzi, vincendo il prossimo titolo, i biancoverdi otterrebbero il “ten in a row”, i dieci titoli consecutivi, impresa mai riuscita a nessuno. Facile pensare che i Rangers di Steven Gerrard, a lungo in corsa nel passato campionato, ma poi scioltisi nella parte finale, faranno di tutto per evitare che i rivali di sempre riescano a completare questo filotto cominciato nel 2012 (che è l’annus horribilis dei Teddy Bears, falliti e costretti e ripartire dalla quarta serie. Al momento, il record di nove scettri di fila appartiene tanto al Celtic (che c’è riuscito nel periodo compreso dal 1966 al 1974 e nella striscia corrente) quanto ai Rangers (che l’hanno ottenuto tra il 1989 e il 1997).

I Rangers – che devono giocare ancora il ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bayer Leverkusen (hanno perso 3-1 in casa la gara d’andata) – sono l’unica possibile alternativa allo strapotere del Celtic. L’ultimo successo fuori dall’Old Firm risale al 1985, quando trionfò l’Aberdeen. E proprio l’Aberdeen è la terza forza attuale e probabilmente lotterà contro Hibernian e Motherwell per accaparrarsi il gradino più basso del podio, che varrà l’accesso alla nuova Conference League, la terza competizione Uefa che verrà varata nella stagione 2021-22.

Il campionato saluta il ritorno del Dundee United, salito dopo quattro anni di Championship durante i quali la promozione era sempre stata sfiorata ma mai raggiunta (due finali playoff perse, più un’altra semifinale). I Tangerines prendono il posto degli Hearts, retrocessi tra tante polemiche: ultimi al momento della sospensione, i granata di Edimburgo erano ancora in piena corsa per la salvezza, ma lo stop per la pandemia e il congelamento della classifica li hanno tagliati fuori, con tanto di azione legale che ne è conseguita, risolta però con un nulla di fatto. Stessa sorte per Partick Thistle e Stranraer nelle due leghe successive: ultime in Championship e in League 1 quando il campionato si era fermato, e dunque retrocesse d’ufficio.

Ricomincia la Premiership, ma non tutto il calcio scozzese: Championship, League 1 e League 2 prenderanno il via solamente ad ottobre (con 27 partite al posto delle tradizionali 36). E in autunno si dovranno giocare anche semifinali e finale della prestigiosa Coppa di Scozia, anch’essa sconvolta dal Covid. Tra ottobre e novembre si giocheranno le due semifinali (Hearts-Hibernian e Celtic-Aberdeen), il 20 dicembre la finale ad Hampden Park.

Un’occhiata finale alle magliette: ben cinque su dodici saranno firmate dall’italiana Macron. L’azienda bolognese sta investendo molto nel Regno Unito e in Scozia sarà la leader del massimo campionato, vestendo Hibernian, Dundee Utd, St. Johnstone, Ross County e Motherwell. Una novità sarà rappresentata dall’ingresso di Castore, nuovo fornitore dei Rangers, e anche il Celtic ha cambiato, passando ad Adidas. Merita di essere menzionata l’assenza di sponsor dell’Hibernian, che sulla maglia avrà la scritta “Thank you Nhs”, cioè un ringraziamento al sistema sanitario nazionale per quanto ha fatto nel contrastare il Coronavirus.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco

Il programma della prima giornata: sabato 1 agosto, ore 13.30: Aberdeen-Rangers; ore 16: Dundee Utd-St. Johnstone, Hibernian-Kilmarnock, St. Mirren-Livingston; domenica 2 agosto, ore 17.30: Celtic-Hamilton; lunedì 3 agosto, ore 20.45: Ross County-Motherwell.