Campionati al via: Premier League

Con Manchester United-Leicester di questa sera riparte lo spettacolo della Premier League: il City parte favorito, ma il Liverpool – che non ha badato a spese – cercherà di rompere un lungo digiuno. Il Tottenham è rimasto immobile nel mercato, mentre Arsenal e Chelsea hanno cambiato guida tecnica. Ecco le novità del campionato inglese 2018-19

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il giorno in cui comincia la Premier League è uno dei più piacevoli dell’anno, non solo in Inghilterra. L’inizio del campionato inglese indica che il pallone sta uscendo dal letargo estivo e che una nuova stagione sta nascendo. E così, tutti gli occhi sono puntati su Manchester Utd-Leicester, in programma questa sera ad Old Trafford.
In Inghilterra va in archivio un’estate particolare, quella che ha rivisto i Leoni raggiungere la semifinale Mondiale per la prima volta dopo ventotto anni. Naturale che ci sia ulteriore entusiasmo per un campionato che ormai da tanti anni è più globale che inglese.

Quella inglese, d’altronde, è una delle leghe più entusiasmanti del panorama internazionale. Ci sono tutti gli ingredienti che il pubblico ama (gli allenatori più apprezzati al mondo, grandi squadre, stadi meravigliosi) e anche un’incertezza che aggiunge pepe ad un football che negli ultimi anni non ha mai avuto un padrone assoluto tale da affermarsi per più anni. Dal 2009 ad oggi, infatti, nessuna squadra ha mai vinto il titolo per due anni consecutivi. E l’alternanza nell’albo d’oro è di certo utile nell’aumentare l’interesse per la manifestazione, contrariamente ai monopoli (o al massimo duopoli) degli altri grandi Paesi. Certo, l’impresa del Leicester è irripetibile, ma già vedere un bel gruppone di testa, con sei big che si spintonano almeno per entrare in Champions, con la certezza che almeno due resteranno fuori dal banchetto, è già indice di spettacolo.

City favorito. Il Manchester City campione in carica si presenta ai nastri di partenza come il favorito numero 1: la corazzata di Pep Guardiola, che l’anno scorso raggiunse la cifra tonda dei 100 punti, continua ad essere più forte della concorrenza, anche se questa volta la priorità sarà probabilmente la campagna europea, tassello mancante nella società del proprietario Mansur. I Citizens cercheranno comunque quel bis mai avvenuto nella storia del club: ad una squadra che vanta calibri come Agüero, Sané, Gabriel Jesus, De Bruyne e Bernardo Silva si è aggiunto il talento dell’algerino Ryad Mahrez, acquistato dal Leicester per 68 milioni di euro. Stella del Leicester campione nel 2016, Mahrez raggiunge ora un collettivo di classe assoluta, che ha già portato a casa il primo trofeo stagionale: il Community Shield, nel quale la band di Guardiola ha superato il nuovo Chelsea di Sarri per 2-0. E che ha fatto vedere un giovane di belle prospettive, che si candida come uno degli uomini nuovi del calcio inglese: il centrocampista classe 2000 Phil Foden.

Mercato. L’acquisto di Mahrez rappresenta uno dei movimenti più interessanti dell’intera finestra di mercato, che ha chiuso i battenti ieri (per la prima volta il campionato comincia a squadre definitive) e che ha visto come protagonisti i portieri più cari di sempre: il brasiliano Alisson, passato dalla Roma al Liverpool per 75 milioni di euro, tra parte fissa e bonus, e lo spagnolo Kepa Arrizabalaga, classe 1994, accasatosi dall’Athletic Bilbao al Chelsea per 80 milioni.

Ma il mercato ha portato in Inghilterra altri grandi nomi: uno di questi è il capitano della nazionale guineiana Naby Keïta, che è passato dall’Rb Lipsia al Liverpool per 51 milioni (il trasferimento era già stato accordato la scorsa estate). Keïta, classe 1995, indosserà la “pesante” maglia numero 8 che fu di Gerrard e arricchirà il centrocampo dei Reds, così come il suo compagno di reparto Fabinho, altro oneroso colpo messo a segno da Klopp: il venticinquenne centrocampista brasiliano è stato pagato 45 milioni.
Insomma, i Reds – mai vincitori nell’era della Premier League – non hanno badato a spese, coi loro 200 milioni spesi in questa sessione. E tra tante cifre elevate, un acquisto intelligente è quello dello svizzero Shaqiri, pagato appena 15 milioni dallo Stoke.

Naby Keïta

In casa United, le novità più significative sono il difensore Dalot, proveniente dal Porto, e il centrocampista brasiliano Fred (59 milioni), che troverà posto nel 3-5-2 di Mourinho a fianco di Pogba e Matic nei tre di centrocampo. Di certo non è rimasto particolarmente soddisfatto dalla campagna acquisti, il tecnico José Mourinho, che a lungo ha inseguito un difensore. Nella lista ce n’erano tanti (da Mina a Maguire, da Skriniar a Godín), ma alla fine nessuno indosserà la casacca dei Red Devils.
Totalmente immobile il Tottenham di Pochettino, che non ha né comprato né venduto, per la gioia del proprio tecnico, che temeva la partenza di almeno uno tra Kane ed Eriksen. Si riparte insomma da un gruppo forte e collaudato.

Arsenal&Chelsea. C’è grande attesa per i nuovi corsi nella capitale. L’Arsenal volta pagina dopo il lungo regno di Arsène Wenger e si affida allo spagnolo Unai Emery: i rinnovamenti principali sono sulla linea mediana, dove sono arrivati l’uruguiano Torreira dalla Sampdoria (30 milioni) e il giovane francese Guendouzi dal Lorient (8) e su quella difensiva, arricchita dalle presenze del greco Papastathopoulos, preso dal Borussia Dortmund (16) e del terzino svizzero Lichtsteiner, giunto a parametro zero dopo le sette stagioni juventine. Volto nuovo anche tra i pali, con i guanti di Leno, pagato 25 milioni dal Bayer Leverkusen.

In casa Chelsea, invece, c’è fermento per la rivoluzione sarriana: dalla concretezza di Conte (esonerato solo a metà luglio) si è passati all’operazione “bel gioco” con l’ex tecnico del Napoli. L’impressione è che i Blues partano comunque dietro a Manchester City e Liverpool.
Detto del maxiesborso per il portiere Arrizabalaga (80 milioni per un portiere sicuramente valido, ma che non ha mai giocato partite internazionali, eccezion fatta per una presenza in amichevole in nazionale), che ha rimpiazzato Courtois, che è volato a Madrid, il Chelsea ha investito anche in Jorginho (57 milioni di euro), che ritrova subito l’allenatore con cui ha lavorato al Napoli. Quando sembrava ormai fatto il suo passaggio al City, ecco che il regista si è invece sistemato a Stamford Bridge. E in extremis è arrivato anche il prestito di Mateo Kovacic.

Le altre. Dietro alle grandi, desta curiosità l’Everton, passato sotto la guida del portoghese Marco Silva (la sua è una delle quattro panchine cambiate, assieme a quella del West Ham e delle già citate Arsenal e Chelsea): proprio all’ultimo giorno di mercato i Toffees – che ripartono senza Rooney, atterrato negli States – hanno ingaggiato Bernard dallo Shakhtar, preso in prestito André Gomes dal Barcellona e acquistato, sempre dal Barcellona, il difensore colombiano Yerry Mina, tra i protagonisti dello scorso Mondiale.

Non si nasconde il neopromosso Wolverhampton di Nuno Espírito Santo, terzo esponente della colonia di allenatori portoghesi presenti in Premier League. Al Molineux sono sbarcati il belga Dendoncker (era tra i 23 al Mondiale) e ben sei calciatori lusitani, tra cui l’esperto portiere Rui Patrício e il centrocampista João Moutinho.

Grandi spese anche in casa West Ham, con gli arrivi di Felipe Anderson, Issa Diop, Yarmolenko e Fabiański. Dopo il tredicesimo posto dello scorso anno, figlio anche del cambio in corsa tra il tecnico Bilić e lo scozzese David Moyes, gli Hammers hanno al timone il cileno Pellegrini, reduce da due stagioni in Cina. Chissà se il nuovo tecnico, vincitore della Premier nel 2014 quando guidava il Manchester City, saprà dare la svolta ad un team che negli ultimi anni ha sempre vissuto nell’anonimato.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco