Campionati al via: Bundesliga

Riparte anche il campionato tedesco, con le grandi che hanno cambiato quasi tutte guida tecnica. Il Bayern – a caccia del settimo titolo consecutivo – si affida al croato Kovač, il Borussia Dortmund allo svizzero Favre, il Lipsia a Rangnick. Ecco la Bundesliga 2018-19

di GIOVANNI DEL BIANCO

Dei grandi campionati d’Europa mancava all’appello solo quello tedesco, che prende il via questa settimana, con l’anticipo tra Bayern Monaco ed Hoffenheim a fare da antipasto.

Come al solito, si prospetta un campionato con il Bayern protagonista e senza veri avversari nella lotta per il titolo, ed è un peccato, perché dietro ai bavaresi si profila una lotta serrata ed equilibrata. Ferita da un Mondiale fallimentare, la Germania è pronta a rituffarsi nella nuova stagione, che vedrà molti club rinnovati, tra cui proprio i detentori del Bayern, che archiviano la stagione Ancelotti/Heynckes e si affidano a Kovač. E cambiano guida anche il Borussia Dortmund (dall’austriaco Stöger allo svizzero Favre) e l’Rb Lipsia (dall’austriaco Hasenhüttl al tedesco Rangnick): delle quattro tedesche in Champions League, dunque, solo lo Schalke 04 si presenta con lo stesso tecnico con cui era stata conclusa la passata stagione.

Il Bayern viene da sei affermazioni consecutive e va a caccia della settima. La scelta del croato Niko Kovač (con il fratello Robert, ex difensore della Juventus, a fargli da vice) va un po’ in controtendenza: dopo allenatori affermati come Van Gaal, Guardiola, Ancelotti ed Heynckes, la dirigenza bavarese si affida ad un tecnico emergente, che ha fatto molto bene lo scorso anno all’Eintracht Francoforte, dove ha vinto la Coppa di Germania, battendo in finale proprio il Bayern.

Se il buon giorno si vede dal mattino, all’Allianz Arena possono stare tranquilli: nella Supercoppa, Kovač non ha avuto pietà del suo vecchio team, vincendo per 5-0 e portandosi a casa il primo trofeo stagionale, con tripletta di Robert Lewandowski (foto sotto), rimasto a Monaco senza troppo entusiasmo, e reti di Coman e Thiago Alcântara.

L’uomo nuovo della stagione del Bayern è Leon Goretzka, prelevato a parametro zero dallo Schalke 04, dove ha militato nelle ultime cinque stagioni, crescendo e affermandosi al punto di guadagnarsi la nazionale e di diventare uno dei calciatori più interessanti della Bundesliga (in nazionale ha vinto la Confederations Cup 2017 aggiudicandosi la classifica marcatori). Quanto alle operazioni in uscita, ha lasciato la Baviera Arturo Vidal, andato al Barcellona per 18 milioni di euro.
Da quest’anno, il Bayern sposerà la linea verde:  Coman e Gnabry, quest’ultimo rientrato dal prestito all’Hoffenheim, saranno i padroni delle fasce, con Ribery e Robben come riserve di lusso a fare da chiocce.

Rinnovamenti in casa del Borussia Dortmund (foto sotto), che ha comprato il difensore francese Abdou Diallo dal Magonza, il mediano belga Axel Witsel dai cinesi del Tianjin Quanjian, il centrocampista danese Delaney dal Werder Brema, l’ala Wolf dall’Eintracht. Hanno lasciato il Westfalenstadion per Londra, Papastathopoulos, Jarmolenko e il campione del mondo 2014 Schürrle: il difensore greco si è accasato all’Arsenal (19 milioni di euro), l’attaccante ucraino al West Ham (25 milioni), il tedesco al Fulham (in prestito). Manca ancora un bomber e i supporter gialloneri sperano che arrivi, essendo il mercato ancora aperto.

Il RasenBallsport Lipsia ha perso il guineano Naby Keïta, che per 60 milioni è passato al Liverpool: è probabilmente la perdita più grande della Bundesliga, che vede andarsene un calciatore completo, un “tuttocampista” che garantisce la doppia fase e anche qualche gol.
Altri 10 milioni d’incasso sono arrivati dalla cessione del brasiliano Bernardo, anch’egli andato in Premier League, al Brighton. I colpi più cari sono quelli del portiere Müller (dal Kaiserslautern), del difensore uruguagio Saracchi (dal River Plate) e dell’attaccante brasiliano Matheus Cnha (dal Sion): spesa totale, 43 milioni.

Chi potrà essere la rivelazione? Ci si attende un exploit dal Werder Brema (con la retrocessione dell’Amburgo è la squadra più a nord del campionato), da diversi giornalisti considerato una possibile sorpresa. Dopo il terzo posto della stagione 2009-10 che portò gli arancioverdi ai preliminari di Champions League (quelli in cui eliminarono la Sampdoria), sono arrivate molte stagioni anonime, con il club mai sopra l’ottavo posto. Chissà che non sia l’anno buono per qualcosa di più di una semplice metà classifica.

Quanto ai singoli, c’è attesa per il brasiliano Paulinho, classe 2000, acquistato dal Bayer Leverkusen per 18,5 milioni di euro. L’attaccante, proveniente dal Vasco da Gama, è uno dei giovani più seguiti del Sudamerica: lo scorso anno, fu tra i migliori del Brasile al Mondiale Under 17. Ed è un bel colpo anche quello messo a segno dal Mönchengladbach con Alassane Pléa (foto sopra), punta francese (può giocare anche ala) reduce da due stagioni in doppia cifra con la maglia del Nizza.

Perse due grandi piazze come Colonia e Amburgo (quest’ultima retrocessa per la prima volta nella sua storia in Zweite Bundesliga), sono tornate al piano superiore il Fortuna Düsseldorf e il Norimberga, la prima assente dal 2013, la seconda dal 2014. Le due neopromosse non godono la fiducia dei bookmaker, così come l’Hannover e il Magonza. Sembrano queste le più serie candidate alla retrocessione o allo spareggio salvezza.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco