Campionati al via: Bundesliga


Il Bayern Monaco viene da sette successi consecutivi, ma il Borussia Dortmund proverà a togliergli lo scettro, dopo esserci andato vicino lo scorso anno. Dietro, si profila una bella lotta per le coppe europee. In coda, c’è attesa per la prima volta dell’Union Berlino

di GIOVANNI DEL BIANCO

Con l’anticipo tra i detentori del Bayern Monaco e l’Hertha Berlino è ripartita la Bundesliga e con essa la caccia al club bavarese, che conquista il titolo da sette stagioni consecutive.

L’unica seria candidata a strappare lo scettro ai campioni di Germania è il Borussia Dortmund di Lucien Favre, giunto secondo lo scorso anno, ad appena due punti dalla vittoria finale: una seconda piazza prestigiosa ma bruciante, dal momento che i gialloneri sono stati a lungo in testa arrivando pure a nove lunghezze di vantaggio, prima di farsi rimontare nel finale di stagione dal Bayern di Kovač, perdendo pure per 5-0 lo scontro diretto.

A Dortmund sono convinti che questo possa essere l’anno buono per spezzare l’egemonia dei rivali e la squadra di è rinforzata con il riscatto di Paco Alcácer e gli arrivi di Julian Brandt, Thorgan Hazard e soprattutto Mats Hummels: il centrale di difesa campione del mondo nel 2014 è tornato a casa dopo tre stagioni al Bayern. Costato 30 milioni di euro (5 in meno di quelli che pagarono a Monaco per assicurarselo), servirà per dare copertura ad un undici che dal centrocampo in su si propone come una delle squadre più pregevoli, anche per la conferma – almeno per ora – di Jadon Sancho (foto sotto), stellina inglese classe 2000, nonché uno degli uomini più attesi dell’intero campionato. Reduce da una stagione da 12 gol e 18 assist, Sancho ha attratto diversi club europei su di sé. Di certo non tornerà in Inghilterra, visto che Oltremanica il mercato è già chiuso, restano da respingere le avance provenienti dalla Spagna.

Il Bayern, d’altro canto, sta voltando pagina dopo gli addii di Ribery e Robben, fedelissimi servitori del club rispettivamente per dodici e dieci stagioni. Il nuovo capitolo in Baviera si avvia con le grandi spese sugli esterni: presi i terzini francesi Benjamin Pavard e Lucas Hernández (dallo Stoccarda finito in Zweite Bundesliga il primo, dall’Atlético Madrid il secondo, che con gli 80 milioni versati dal Bayern agli spagnoli è diventato il colpo più caro di sempre del calcio tedesco, foto sotto) e l’ala croata Perišić dall’Inter. Due campioni del mondo e un vice: non male, come curriculum.

L’antipasto, la Supercoppa giocata il 3 agosto, se l’è aggiudicata il Borussia, che ha battuto il Bayern per 2-0, grazie ai gol nella ripresa di Alcácer e Sancho. Una gara – per quanto possa dire un match giocato i primi di agosto, cioè ben poco – che ha dato ulteriore vigore alla formazione di Favre e posto qualche dubbio sul Bayern.

Dietro alle due grandi, si giocano i posti per le coppe europee il Lipsia, il Leverkusen, l’Hoffenheim e il Borussia Mönchengladbach. Di questo lotto ci si attende parecchioin particolare dal Bayer Leverkusen: il tecnico Bosz (foto sotto, quello che portò l’Ajax in finale di Europa League nel 2017) vuole un calcio divertente e offensivo. L’anno scorso, da subentrato, portò la squadra in Champions League: questa volta lavora col gruppo sin dall’inizio e si attendono conferme.

Uno dei protagonisti del Bayer Leverkusen è Kai Havertz e il giovane centrocampista, al pari del già citato Sancho, ci permette di aprire una parentesi sui giovani. La Bundesliga è un serbatoio di talento e per i nuovi talenti presenta le condizioni ideali per crescere. Nell’Rb Lipsia sono ormai due certezze i difensori francesi Upamecano e Konaté (li abbiamo visti entrambi all’Europeo Under 21 giocato in Italia e San Marino); il Bayern si è assicurato Jann-Fiete Arp dall’Amburgo (rimasto clamorosamente tra i cadetti). E nella Germania Under 21, a giugno, hanno mostrato giocate lodevoli Richter dell’Augusta e il bomber Waldschmidt del Friburgo (quest’ultimo a dire il vero è un po’ più grande degli altri citati, avendo già compiuto 23 anni. Sarebbe un giovane più per gli standard italiani che per quelli del resto d’Europa). E ancora, occhio a Moussa Diaby, brevilinea ala del Leverkusen; ad Achrah Hakimi e Dan-Azel Zagadou, terzini del Borussia Dortmund; a Tyler Adams, centrocampista statunitense dell’Rb Lipsia; e ad Amadou Haidara, playmaker maliano dell’Rb Lipsia.

Quanto agli allenatori, colpisce un dato: ben nove su diciotto sono stranieri. Va forte la Svizzera, con tre tecnici (Schmidt dell’Augusta, Favre del Borussia Dortmund e Fischer dell’Union Berlino); seguono con due Austria (Hütter dell’Eintracht e Glasner del Wolfsburg), Olanda (Bosz del Bayer e Schreuder dell’Hoffenheim) e Croazia (Kovač del Bayern e Čović dell’Hertha, subito opposti alla prima giornata). E ben otto sono esordienti: si tratta di Baumgart (Paderborn), Beierlorzer (Colonia), Čović (Hertha), Fischer (Union), Glasner (Wolfsburg), Rose (M’gladbach), Schreuder (Hoffenheim) e Wagner (Schalke). Certo, qualcuno, come quest’ultimo ha lavorato all’estero (era all’Huddersfield), ma il dato dimostra, proprio come per i giovani calciatori, una bella dose di coraggio da parte delle società.

Infine, un’occhiata alla coda: lo scorso anno sono saliti dal piano di sotto Union Berlino, Paderborn e Colonia. Quest’ultima è tornata su dopo appena un anno di assenza e dovrebbe riuscire a non rimanere invischiata nelle ultime posizioni. Più delicata, secondo i bookmaker, la posizione delle altre due promosse. Il Paderborn, negli ultimi anni, è stato costantemente sulle montagne russe: in Bundesliga nel 2013-14, è sceso prima in seconda e poi in terza serie, per compiere successivamente un doppio salto in avanti. Quanto all’Union, il club berlinese è alla prima partecipazione. La squadra, che ai tempi del muro faceva parte della Ddr, è circondata da grande entusiasmo, ma dovrà faticare per rimanere tra i grandi. Il tecnico Fischer ha il dovere di sovvertire i pronostici. Intanto, segnatevi questa data: 2 novembre 2019. Sarà il giorno dello storico derby contro l’Hertha.

Giovanni Del Bianco
@g_delbianco