Quarti di finale: 🇧🇷🇧🇪 Brasile-Belgio 1-2

Brasile a terra: altra delusione mondiale per la Seleçao

Campionato d’Europa

Belgio in semifinale dopo trentadue anni, il Brasile di Tite e Neymar è clamorosamente eliminato. A Kazan’ matura un’altra delusione mondiale per i verdeoro. Rimangono in Russia solo formazioni del vecchio continente

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il Mondiale continua a mietere vittime illustri: a Kazan’ il Brasile di Tite, considerato dalla critica il favorito per il trionfo finale, esce di scena al cospetto di un Belgio davvero determinato a far saltare il banco. I Diavoli Rossi tornano in semifinale trentadue anni dopo il precedente di Messico ’86, la Seleçao deve fare i conti con l’ennesima delusione iridata, tornando a casa ai quarti di finale per la terza volta nelle ultime quattro edizioni (colpisce che degli ultimi quattro Mondiali il migliore sia stato quello peggio percepito, il torneo casalingo del 2014, chiuso con la disfatta contro la Germania).

Con il successo del Belgio, matura anche un’altra certezza: per la quinta volta nella storia della competizione, le semifinaliste saranno tutte e quattro europee (era già accaduto nel 1934, nel 1966, nel 1982 e nel 2006. Per pura coincidenza, tre casi su quattro finirono con il successo dell’Italia).

La partita si preannunciava spettacolare e i novanta minuti di gioco non hanno deluso le attese. D’altronde, si sfidavano due delle nazionali migliori ammirate in Russia, confortate poi dalle posizioni nel ranking Fifa, che facevano di questa gara la migliore del torneo (il Brasile è secondo, il Belgio terzo).

E infatti, sono parecchi gli episodi da raccontare in questa partita storica per entrambe le compagini. Il Brasile ha forse pagato dazio oltre i suoi demeriti, perché ha colpito un palo dopo pochi minuti (Thiago Silva di testa, sugli sviluppi di un corner), è andato sotto su autorete, ha attaccato parecchio e ha portato diversi pericoli dalle parti di Courtois, sempre attento e vigile.

Ma il Belgio, in particolare nel primo tempo, ha interpretato meravigliosamente la gara: dietro, la compagine europea ha stretto i denti, sapendo che concedere qualcosa a questo Brasile era perfettamente naturale; davanti, è ripartita con dei contropiedi veloci che hanno esaltato le qualità di De Bruyne (schierato attaccante esterno e non centrocampista centrale) e Hazard, ispiratissimi, e anche di Lukaku, che nonostante la stazza ingombrante, ha corso più volte in progressione, mandando in tilt la retroguardia sudamericana. Anzi: queste ripartenze rapide e letali sono state il leit-motiv della prima frazione.

E così, quasi senza accorgersene, i brasiliani si sono ritrovati sotto di due reti: l’autogol di Fernandinho (sostituto di Casemiro, fuori per squalifica) su un calcio d’angolo sul quale era intervenuto Kompany, e il delizioso contropiede sull’asse Lukaku-De Bruyne, partito con l’attaccante del Manchester United palla al piede nella sua metà campo e concluso con lo strepitoso diagonale del numero 7.

A cavallo tra i due gol e anche subito dopo il raddoppio, il Brasile ha bussato con Coutinho (parata di Courtois), Marcelo (tiro-cross terminato a lato) e Paulinho (progressione).

Sotto di due gol all’intervallo, Tite ha ridisegnato la squadra mandando in campo Firmino. L’undici di Martínez – per chi scrive, grande allenatore – è calato alla distanza e la ripresa è stata un monologo verdeoro.

Prima c’è stato un fallo di Kompany su Gabriel Jesus – ultimo guizzo prima di uscire per l’attaccante del City, che chiude il Mondiale senza reti – che lascia molti dubbi sia sulla scelta dell’arbitro sia sul fatto che il Var non abbia almeno instillato qualche dubbio.

Tite ha pescato dalla panchina delle carte che hanno portato ulteriore brio: una è Douglas Costa, che con un paio di accelerazioni ha approfittato di una difesa belga ormai cotta, ma si è dovuto fermare su Courtois; l’altra è Renato Augusto, che con un colpo di testa ha prima accorciato le distanze (pregevoli sia l’incornata, che gli vale il sesto gol in nazionale, sia la palla messagli da Coutinho) e poi ha sfiorato il pareggio con un tiro finito fuori di poco.

In tutto questo, grande lavoro anche per Neymar, che ha alternato buone giocate a simulazioni tremende, che ormai fanno parte del suo peggior repertorio e che ne stanno limitando l’immagine.

Ad ogni modo, dai suoi piedi sono nate le due occasioni più grandi per portare la partita ai supplementari. Prima, con un acuto sulla sinistra, ha servito un bel pallone a Coutinho, che però non ha inquadrato la porta. E poi, proprio in pieno recupero, ha cercato l’incrocio con un colpo a giro, sul quale Courtois è intervenuto con una parata sensazionale. Una parata che ha mandato i Diavoli Rossi in paradiso: un ossimoro che in Belgio ha un suono decisamente eufonico.

IL TABELLINO

Quarti di finale
Kazan’ (Kazan Arena), 6 luglio 2018, ore 20
🇧🇷󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 BRASILE 1
🇧🇪 BELGIO 2
13′ pt aut. Fernandinho, 31′ pt De Bruyne; 31′ st Renato Augusto.
BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Fagner, Thiago Silva, Miranda, Marcelo; Paulinho (28′ st Renato Augusto), Fernandinho; Willian (1′ st Firmino), Coutinho, Neymar; Gabriel Jesus (12′ st Douglas Costa). Ct: Tite.
BELGIO (3-4-3): Courtois; Alderweireld, Kompany, Vertonghen; Meunier, Fellaini, Witsel, Chadli (38′ st Vermaelen); De Bruyne, Lukaku (42′ st Tielemans), E. Hazard. Ct: Martínez.
ARBITRO: Mažić (Serbia).
NOTE: ammoniti Alderweireld, Meunier, Fernandinho e Fagner; recupero: 1’ pt, 5’ st.
DIVISE: Brasile in maglia gialla, pantaloncini blu e calzettoni bianchi; Belgio in maglia rossa, pantaloncini rossi e calzettoni rossi.

I PIÙ E I MENO

+ De Bruyne: spostato una ventina di metri più avanti, rispetto al ruolo di centrocampista centrale a cui ci stavamo abituando in questo Mondiale, è il vero mattatore della partita. È il nono giocatore belga ad andare a segno in questi Mondiali.
+ E. Hazard: partita semplicemente sontuosa. Porta a spasso i difensori, fa salire la squadra, si trova a meraviglia con i compagni. Che giocatore.
+ Kompany: rischia di macchiare la sua prestazione con quel contatto con Gabriel Jesus, ma per il resto gioca benone. Propizia il primo gol, sfiora il bis su un altro angolo, concede poco dietro.
+ Lukaku: si trova a meraviglia con gli assi che gli ruotano intorno, Hazard e De Bruyne. Nella rete del 2-0 prende palla nella sua metà campo e parte in progressione, incurante dei difensori brasiliani che provano a fermarlo, e poi manda in porta De Bruyne.
+ Courtois: nel primo tempo para su Coutinho, nella ripresa dice di no a Douglas Costa (due volte) e soprattutto a Neymar con una grande parata al 95’.

– Fernandinho: schierato al posto dello squalificato Casemiro, apre la partita con la sfortunata deviazione dell’autogol. Ma al di là di quest’episodio, lascia troppi varchi in mezzo.
– Neymar: si muove parecchio e in avanti è uno dei più attivi. Tuttavia questo Mondiale verrà ricordato per le sue simulazioni vergognose. Deve rifarsi un’immagine, perché tutto il mondo in questo momento lo sta trattando da zimbello per un atteggiamento ridicolo. Specie nell’era del Var.
– Coutinho: si riscatta con il bell’assist per Renato Augusto, ma anche lui è mancato in fase offensiva. Ha la grande occasione del 2-2, ma tira in modo sbilenco. Sbaglia qualche palla di troppo.
– Gabriel Jesus: si vede sul contatto con Kompany, dove in effetti era rigore, e stop. Non è stato il suo Mondiale.

L’IMMAGINE CHE RICORDEREMO
Il contatto Kompany-Gabriel Jesus non sanzionato col rigore neppure dopo il controllo al Var (dove per altro c’era l’italiano Orsato). Il dubbio, più che sul fallo/non fallo riguarda il pallone: al momento del contatto, la palla era sulla linea di fondo o uscita (in questo caso, non si sarebbe potuto assegnare il penalty). Sta di fatto che Mažić non è neppure andato a visionare personalmente il monitor. Eravamo sullo 0-2.

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