Ottavi di finale: 🇧🇪🇯🇵 Belgio-Giappone 3-2

Apoteosi belga dopo la rete di Chadli

Harakiri giapponese

Il Belgio soffre, va sotto di due reti e poi rimonta la formazione di Nishino. Decisivo Chadli con un gol al 94′ in contropiede. Martínez azzecca i cambi

di GIOVANNI DEL BIANCO

Il Mondiale continua a proporre partite meravigliose: Rostov sul Don si congeda da Russia 2018 con la stupenda rimonta belga a danno del Giappone. La formazione asiatica va avanti di due gol grazie ai sigilli di Haraguchi e Inui, ma poi si scatena quella di Martínez, che rimonta con Alderweireld, Fellaini e Chadli, trovando il gol della vittoria addirittura con un contropiede al 94’.

Il Belgio se l’è vista brutta, ma alla fine è uscito indenne dal momento più terribile del suo Mondiale: complimenti al suo tecnico Martínez, che ha indovinato i cambi, pescando dalla panchina sia Fellaini, autore del pareggio, sia Chadli, l’uomo che ha regalato ali Diavoli Rossi il quarto di finale contro il Brasile.

Delusione enorme per il Giappone, ad un passo da uno storico piazzamento tra le prime otto del mondo. Due reti rimontate nell’eliminazione diretta entro i 90 minuti non si vedevano addirittura dal 1966, anche allora fu una sfida tra una europea, il Portogallo, e una asiatica, la Corea del Nord.

I giapponesi si erano portati in vantaggio grazie al diagonale di Haraguchi, che ha approfittato del buco difensivo di Vertonghen e ha piazzato un colpo da biliardo trafiggendo Courtois; e poi si erano messi in una condizione ideale con il tiro da fuori di Inui, che dopo il tacco di Kagawa ha preso la mira e mandato la palla all’angolino.

Per il Belgio sembrava proprio una serata no, anche perché tra le due reti giapponesi c’era stato il palo di Eden Hazard.

Poi la gara è girata, con il punto segnato da Vertonghen: rinvio sballato in area di rigore da parte di Inui, la palla arriva al difensore del Tottenham che di testa da posizione defilata sorprende Kawashima con una traiettoria infida che probabilmente aveva la pretesa di essere un passaggio in mezzo e non un tiro in porta.
Sta di fatto che questo è l’episodio che ha cambiato tutto: da qui il Giappone ha avuto paura ed è arretrato, mentre il Belgio ha preso coraggio, trovando dopo pochi minuti anche il 2-2, con un colpo di testa da centravanti di Fellaini (assist da sinistra di Hazard), mandato in campo nove minuti prima al posto di Mertens.

E non è finita: un corner giapponese al 94’ viene facilmente intercettato da Courtois, che rapidamente ha fatto partire un’azione di contropiede che ha colto impreparata la difesa nipponica. De Bruyne allarga su Meunier, che mette al centro un cross basso, sul quale Lukaku fa velo, permettendo a Chadli (anche lui entrato a gara in corso), inseritosi perfettamente di tirare tutto solo e di mandare i Diavoli Rossi in paradiso.

Il Giappone si getta via, il Belgio è in delirio. La formazione europea raggiunge i quarti di finale, come quattro anni fa. Nishino sognava di riportare un’asiatica tra le prime otto del pianeta, sedici anni dopo l’ultima volta. È mancata un po’ di malizia: probabilmente ne è stata usata troppa nella melina contro la Polonia nell’ultima giornata della fase a gironi.

IL TABELLINO

Ottavi di finale
Rostov sul Don (Rostov Arena), 2 luglio 2018, ore 20
🇧🇪 BELGIO 3
🇯🇵 GIAPPONE 2
3′ st Haraguchi, 7′ st Inui, 24′ st Alderweireld, 29′ st Fellaini, 49′ st Chadli.
BELGIO (3-4-3): Courtois; Alderweireld, Kompany, Vertonghen; Meunier, De Bruyne, Witsel, Carrasco (20’ st Chadli); Mertens (20’ st Fellaini), Lukaku, E. Hazard. Ct: Martínez.
GIAPPONE (4-2-3-1): Kawashima; H. Sakai, Yoshida, Shōji, Nagatomo; Hasebe, Shibasaki (36′ st Yamaguchi); Haraguchi (36′ st Honda), Kagawa, Inui; Ōsako. Ct: Nishino.
ARBITRO: Diedhiou (Senegal).
NOTE: ammonito Shibasaki; recupero: 1’ pt, 5’ st.
DIVISE: Belgio in maglia rossa, pantaloncini rossi e calzettoni rossi; Giappone in maglia blu, pantaloncini blu e calzettoni blu.

I PIÙ E I MENO

+ Vertonghen: riscatta l’errore sullo 0-1 andando a segnare di testa la rete che ravviva il match. È il gol di testa segnato da più distante nella storia dei Mondiali, o almeno dal 1966 quando sono tutti documentati.
+ Fellaini: entra e cambia la partita. Suo il gol del 2-2.
+ Lukaku: un attaccante così si sente sempre, anche quando non compare nel tabellino dei marcatori. Obbliga la difesa a raddoppiare su di lui, anche in occasione del 3-2, quando un suo velo permette a Chadli di andare in gol.
+ Chadli: nel Mondiale dei gol in extremis (è la nona rete da vittoria giunta al 90’ o oltre) c’è ora anche il suo timbro. Non segnava in nazionale da giugno 2017: torna al gol in un momento chiave.
+ Yoshida: ingaggia un bel duello con Lukaku, avversario non semplice.
+ Shibasaki: la palla servita ad Haraguchi è geniale. Davvero un bel regista.
+ Inui: uno degli uomini nuovi del Mondiale. Col Belgio segna il 2-0 con una bellissima staffilata da fuori.
+ Karaguchi: il gol dell’1-0 fa sognare il Giappone. Rete da applausi.

– De Bruyne: partita di sofferenza per il centrocampista del Manchester City, nonostante la sua presenza nel contropiede finale.
– Witsel: in difficoltà per tutta la partita, perde molti palloni.
– Carrasco: partita impietosa per il centrocampista belga, che non aiuta né la difesa né l’attacco. Martínez lo richiama per inserire Chadli: gran mossa.
– Ōsako: serata nulla per la punta giapponese, facilmente arrestato dalla terza linea belga.

L’IMMAGINE CHE RICORDEREMO
La lezione di civiltà dei giapponesi, tifosi e calciatori: i primi hanno pulito il loro settore nello stadio (come già avevano fatto i supporter senegalesi); i secondi hanno lasciato in condizioni perfette lo spogliatoio, con tanto di scritta “grazie” in russo.

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