Girone D: 🇦🇷🇭🇷 Argentina-Croazia 0-3

Lio negli abissi

Clamorosa disfatta argentina contro la Croazia. Disastro su tutta la linea per la sgangherata banda di Sampaoli, uscita a pezzi dalla delicata sfida contro Modrić e compagni. Finisce 0-3

di GIOVANNI DEL BIANCO

Disastro Argentina: la Croazia gliene rifila tre, volando agli ottavi di finale e aprendo la crisi dell’Albiceleste, contestata dal proprio pubblico.

La serata di Nižnij Novgorod propone talmente tante istantanee che non si sa neppure da dove partire: l’errore di Caballero che ha spianato la strada alla Croazia; il nulla di Messi in una partita decisiva; le scelte di Sampaoli, che ha infarcito di mestieranti una formazione piena di stelle. Ma anche l’altra faccia della medaglia, cioè le giocate di Rakitić, le geometrie di Modrić, l’orchestra tattica di Zlatko Dalić, che lontano dai riflettori ha costruito una Croazia che sogna di arrivare lontano.

Argentina-Croazia traccia il solco più profondo della prima parte del Mondiale: segna il raggiungimento degli ottavi della nazionale a scacchi, ma rischia anche di estromettere dalla rassegna iridata Messi e compagni, usciti a pezzi anche nel morale da una partita in cui la parte del leone l’ha recitata sempre e solo la compagine europea.

Per comprendere lo scenario, i sudamericani devono attendere il verdetto di domani nella partita tra Nigeria e Islanda e da lì cominceranno a compilare le tabelle con le combinazioni. Una vittoria islandese sarebbe terribile (altroché Haiti: l’Islanda potrebbe rappresentare una delle più cocenti delusioni del calcio argentino), perché a quel punto anche un semplice pari tra Croazia e Islanda renderebbe del tutto inutile la partita dell’undici di Sampaoli contro la Nigeria.

Per tutto il tempo l’Argentina è stata deficitaria, anche durante lo 0-0. In fase di uscita sono stati persi dei palloni sanguinari, segno forse che la squadra sentiva troppo la pressione, andando nel panico anche in situazione innocue. E davanti, oltre a Messi che certamente non ha girato (con l’Islanda aveva tirato 11 volte, con la Croazia una volta sola dopo più di un’ora di gioco), va detto che non hanno portato pericoli neppure gli altri esponenti. Per capire come il fronte offensivo non abbia funzionato, basti pensare che Agüero (partito titolare) e Higuain (subentrato al Kun al 54’) hanno toccato un pallone a testa in area di rigore.

Il collettivo croato festeggia una storica vittoria, trova gli ottavi con un turno d’anticipo e può preparare la partita con l’Islanda sapendo che non ci saranno dispendi nervosi: la prima vittoria della nazionale balcanica contro una sudamericana non poteva arrivare in un’occasione migliore.

Per chiudere, ecco la descrizione dei gol: si parte con la papera di Caballero, che rinvia malamente nei piedi di Rebić, bravo a sfruttare l’inatteso regalo e a coordinarsi nel trovare il gol, poi è la volta del raddoppio di Modrić a dieci minuti dal termine, che ha fatto partire un bolide da fuori area, mandando il pallone a fil di palo; e si chiude con il tris di Rakitić, altro dominatore del centrocampo, con un rigore in movimento tirato nei minuti di recupero, con la difesa argentina ormai a pezzi.

IL TABELLINO

Girone D
Nižnij Novgorod (stadio Nižnij Novgorod), 21 giugno 2018, ore 20
🇦🇷 ARGENTINA 0
🇭🇷 CROAZIA 3
8’ st Rebić, 35’ st Modrić, 47’ st Rakitić.
ARGENTINA (3-4-3):
Caballero; Mercado, Otamendi, Tagliafico; Salvio (11′ st Pavón), Mascherano, Pérez (23′ st Dybala), Acuña; Messi, Agüero (9′ st Higuaín), Meza. Ct: Sampaoli.
CROAZIA (4-2-3-1): Subašić; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinić; Rakitić, Brozović; Rebić (12’ st Kramarić), Modrić, Perišić (37’ st Kovacić); Mandžukić (48’ st Ćorluka). Ct: Dalić.
ARBITRO: Irmatov (Uzbekistan).
NOTE: ammoniti Rebić, Mercado, Mandžukić, Vrsaljko, Otamendi, Acuña e Brozović; recupero: 2’ pt, 4’ st.
DIVISE: Argentina in maglia a strisce biancocelesti, pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi; Croazia in maglia a scacchi neroblù, pantaloncini neri e calzettoni neri.

IL GIRONE
Croazia 6 punti; Islanda e Argentina 1; Nigeria 0.

I PIÙ E I MENO

+ Modrić: giocatore stellare. Tutti aspettano il 10 argentino, invece la scena se la prende quello croato. Corona la partita col bellissimo gol del 2-0: un tiro da fuori imorendibile per Caballero.
+ Rakitic: a centrocampo c’è un abisso tra la falegnameria argentina e la classe croata. Insieme a Modrić è il signore della linea mediana. Colpisce l’incrocio dei pali su punizione, ma lo 0-3 è solo rimandato ai minuti di recupero.
+ Rebić: spietato nei confronti di Caballero, quando lo fredda approfittando del suo errore. È anche cattivo: fa la guerra con i giocatori più focosi dell’Argentina. Grande serata per l’uomo che ha dato il via alla vendemmia biancorossa. Esulta alla Icardi, portandosi le mani alle orecchie: uno spettro che si materializza di fronte a Sampaoli.

– Messi: la Pulce dovrebbe prendere per mano la squadra e invece non ne combina una giusta. Toppa completamente una partita che compromette il Mondiale dell’Albiceleste, ma è anche mal assistito e ogni volta che tocca palla ne ha tre addosso. I brasiliani cantavano i giorni scorsi “Messi ciao”, sulle note di “Bella ciao”. Chissà che non debba salutare per davvero.
– Caballero:
la serata dell’Argentina era già difficile. Lui le dà il colpo di grazia con un rinvio sbilenco proprio nei piedi di Rebić (ma perché provare il colpo sotto, poi?). Mourinho si era scagliato contro di lui dopo la partita con l’Islanda («Paro meglio io»): stavolta ha fatto pure peggio.
– Otamendi: è nervoso e impacciato. Crolla anche lui, che dovrebbe invece dare sicurezza con la sua esperienza.
– Agüero: tocca un pallone dentro l’area in tutta i 54′ in cui è impiegato.
– Mascherano: ormai attempato, non dovrebbe essere titolare in questa Argentina. A maggior ragione contro una Croazia che a centrocampo viaggia a cento all’ora.
– Sampaoli: si era parlato molto del sampaolismo e della rivoluzione che avrebbe portato. In realtà, il risultato finale è una delle peggiori Argentine mai viste. Ne aveva beccati sei dalla Spagna in amichevole: non ne ha colto i segnali. La Croazia gli ha rifilato una lezione sonora e in patria sono già partiti i processi contro di lui. In effetti con quei campioni a disposizione questi punteggi sono inaccettabili.

L’IMMAGINE CHE RICORDEREMO
L’espressione di Messi durante l’inno nazionale: un mix di concentrazione, preoccupazione e premonizione.

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